Veneto, nuovo maxi-incentivo auto: fino a 15mila euro anche per le termiche
di Francesco Messina pubblicata il 09 Dicembre 2025, alle 12:01 nel canale Auto Elettriche
La Regione Veneto riattiva gli incentivi per auto e moto, con contributi fino a 15.000 euro legati all'ISEE e alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il bando, valido fino al 13 febbraio 2026, finanzia anche ibride e termiche, sollevando dubbi ambientali e possibili criticità simili al precedente caso lombardo.
La Regione Veneto ha rilanciato il proprio programma di incentivi per l'acquisto di auto, moto e quadricicli, mettendo a disposizione 9 milioni di euro e aprendo le candidature fino al 13 febbraio 2026. Il contributo può raggiungere cifre molto elevate, fino a 15.000 euro per chi appartiene alla fascia ISEE più bassa, purché non venga superato il limite del 60% del prezzo del veicolo. La misura è senza dubbio generosa, ma desta dibattito il fatto che vengano ancora sostenuti economicamente anche i veicoli termici, nonostante il loro impatto ambientale.
Il rischio, secondo diversi osservatori, è quello di ripetere quanto accaduto in Lombardia, dove un bando apparentemente neutrale ha finito per premiare soprattutto le motorizzazioni ibride, rallentando l'adozione dei mezzi completamente elettrici. Questo, nonostante la dimostrazione, arrivata dal rapidissimo esaurimento dei fondi PNRR per le elettriche, che la domanda di auto a batteria resta molto alta.

Anche il Veneto sembra andare in questa direzione: le differenze tra il contributo destinato alle vetture elettriche e quello previsto per le ibride sono minime, e perfino i veicoli a benzina o gas sono eleggibili al finanziamento.
La struttura del bando prevede infatti un contributo base, modulato in base al reddito ISEE e alla categoria ambientale del mezzo rottamato. Con la corretta combinazione di coefficienti si può arrivare ai già citati 15.000 euro per l'elettrico, ma non meno di 13.000 euro possono essere assegnati anche a un'ibrida. Per chi acquista unauto termica, lincentivo diventa comunque significativo, proprio per il minor costo iniziale del veicolo.
Ulteriori dettagli sugli incentivi auto per la regione Veneto
Per accedere al contributo è indispensabile rottamare un mezzo inquinante. Sono ammesse alla demolizione auto a benzina, diesel (fino a Euro 5), bifuel, metano e GPL. Non è valida la semplice cessazione per esportazione: serve una rottamazione effettiva e documentata, con bollo e assicurazione in regola. Gli ammessi al bando dovranno presentare tutta la documentazione entro il 30 settembre 2026.
Il programma riguarda anche moto e quadricicli, con incentivi che partono da 2.000 euro e possono arrivare a 4.000 euro. Vale lo stesso principio della rottamazione: il mezzo da demolire deve essere di categoria L3e-L7e e appartenere a una classe ambientale fino a Euro 2.
Il bando introduce inoltre alcune novità operative, tra cui l'aumento della soglia ISEE a 60.000 euro e la possibilità di delegare un incaricato per la gestione delle pratiche nella seconda fase. Restano invariati i requisiti principali: residenza in Veneto, un'unica domanda per nucleo familiare, nessun leasing, obbligo di mantenere il veicolo per almeno tre anni ed esclusione per chi ha già beneficiato dei bandi precedenti.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDovevano dare l'incentivo all' auto che si chiama Mona
sono fo77u70
Ennesima invenzione demente
Conosco gente con un ISEE da pezzenti, poi nella realtà stanno in villa indipendente e azienda con 10 operai
ANCORA INCENTIVI?! Ma siamo seri?! Veramente in una nazione come l'Italia con ormai praticamente NESSUN interesse nell'industria automobilistica si continua a sputtanare soldi negli incentivi auto che drogano il mercato e fanno alzare i prezzi?!
Incentivi che tra l'altro non servono a nulla se non a creare consenso elettorale. O forse il punto è proprio questo che pur di mantenere un certo consenso si è disposti a bruciare milioni se non miliardi in roba che tutti sanno inutile invece di investire dove il paese avrebbe realmente bisogno.
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