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Un piccolo bug, oltre 4 milioni di veicoli richiamati: il caso Ford accende i riflettori sulle auto moderne

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Auto Elettriche Un piccolo bug, oltre 4 milioni di veicoli richiamati: il caso Ford accende i riflettori sulle auto moderne

Ford ha richiamato 4.380.609 veicoli negli Stati Uniti per un errore software nel modulo integrato del rimorchio. Il bug può interrompere la comunicazione con il veicolo, con possibili conseguenze su frenata e segnalazioni luminose

 

Il tema dei test in tutte le condizioni operative torna centrale dopo l’annuncio di un richiamo che coinvolge 4.380.609 veicoli Ford negli Stati Uniti. Un dato che colpisce se confrontato con i 2.204.124 unità vendute nel 2024 sul mercato americano. Per avere un ulteriore riferimento, nel 2025 sono stati consegnati 828.832 esemplari della F-Series.

I modelli interessati coprono una parte consistente della produzione recente: E-Transit 2026, Expedition 2022-2026, F-150 2021-2026, F-250 2022-2026, Maverick 2022-2026, Ranger 2024-2026 e Lincoln Navigator 2022-2026.

Alla base del richiamo c’è un’anomalia nel modulo integrato del rimorchio. Secondo quanto comunicato dalle autorità statunitensi, il sistema può perdere la comunicazione con il veicolo. In questo scenario il rimorchio potrebbe non frenare correttamente e non segnalare in modo adeguato svolte e frenate.

Il malfunzionamento riguarda la conformità agli standard federali di sicurezza, con particolare attenzione all’illuminazione del rimorchio. Se la comunicazione dovesse interrompersi, le funzioni di segnalazione luminosa potrebbero non operare secondo quanto previsto dalla normativa.

L’origine tecnica del problema risiede in una vulnerabilità software. Ford ha individuato un errore casuale nella logica di controllo del modulo, legato a una race condition tra il modulo integrato del rimorchio e il bit CAN Standby Control.

In termini pratici, si può verificare un conflitto temporale: il modulo si attiva ma non riesce a stabilire correttamente la comunicazione con il veicolo attraverso la rete CAN. Il difetto si manifesta all’avvio e viene segnalato da un messaggio di avviso nel quadro strumenti.

Ford avrebbe identificato l’anomalia già lo scorso ottobre. In una prima fase, il costruttore ha ritenuto che l’avviso a bordo fosse sufficiente a mitigare i rischi. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha invece evidenziato la criticità del problema e ha sostanzialmente obbligato Ford a emettere il richiamo.

Secondo le stime ufficiali, solo l’1% dei veicoli richiamati presenterebbe effettivamente il difetto. Applicando la percentuale ai 4.380.609 mezzi coinvolti, si arriva a circa 43.806 veicoli potenzialmente interessati.

Ford ha dichiarato di aver ricevuto oltre 400 richieste di intervento in garanzia riconducibili a questa anomalia. Un numero distante dai milioni di unità oggetto del richiamo, ma sufficiente a far scattare l’intervento su larga scala.

La soluzione individuata consiste in un aggiornamento del software del modulo integrato del rimorchio. L’intervento potrà essere effettuato presso la rete dei concessionari oppure tramite aggiornamento over-the-air (OTA), senza necessità di recarsi fisicamente in officina nei casi compatibili.

Il caso evidenzia come una piccola vulnerabilità del software, portata ai livelli produttivi su larga scala, possa generare una difficoltà assolutamente non trascurabile dal punto di vista aziendale. Nonostante la percentuale reale del difetto sia estremamente contenuta, Ford dovrà comunque sostenere il rientro di oltre 4 milioni di veicoli.

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