Un'auto su cinque è cinese: cosa sta succedendo davvero al mercato italiano

di pubblicata il , alle 07:01 nel canale Auto Elettriche Un'auto su cinque è cinese: cosa sta succedendo davvero al mercato italiano

Nel 2025 una vettura elettrica su cinque venduta in Italia è di origine cinese. I marchi made in China crescono anche nel mercato complessivo, mentre la produzione nazionale arretra. I dati Unrae rielaborati dalla Uilm evidenziano nuove criticità per l'industria automotive del Bel Paese

 

Il mercato automobilistico italiano sta attraversando una fase di trasformazione profonda, spinta dall'elettrificazione e da nuovi equilibri competitivi a livello globale. I dati sulle immatricolazioni 2025, rielaborati dalla Uilm a partire dalle statistiche Unrae, mostrano un'accelerazione significativa dei costruttori cinesi, sia nel segmento delle auto elettriche sia nel mercato complessivo.

Nel corso del 2025, in Italia sono state immatricolate 94.973 auto elettriche, in aumento di circa il 44% rispetto all'anno precedente. All'interno di questa crescita, i marchi cinesi hanno registrato un'espansione particolarmente marcata: dalle circa 4.200 unità vendute nel 2024 si è passati a oltre 18.300 veicoli, con una quota di mercato salita dal 6,4% al 19%. In altri termini, una vettura elettrica su cinque venduta nel nostro Paese proviene oggi dalla Cina.

L'incremento non riguarda però soltanto la mobilità a zero emissioni. Considerando il mercato automobilistico nel suo complesso, i gruppi cinesi - tra cui MG, BYD, Omoda & Jaecoo, Leapmotor (brand legato a Stellantis), DFSK, Lynk & Co, Polestar e Voyah - hanno raggiunto una quota del 6,5%, con circa 99.000 vetture vendute nel 2025. Nel 2024 la loro presenza si fermava al 3%, pari a circa 47.000 unità. Il tutto in un contesto generale che ha visto le immatricolazioni complessive scendere del 2,1%, attestandosi a 1,525 milioni di veicoli.

Di segno opposto è invece l'andamento della produzione nazionale, in particolare nel segmento elettrico. Le auto elettriche prodotte in Italia rappresentano ormai una quota marginale del mercato: dall'3,6% del 2024 si è scesi all'1,8% nel 2025, con appena 1.735 vetture immatricolate, riconducibili essenzialmente alla Fiat 500 elettrica assemblata nello stabilimento di Mirafiori. Nel conteggio non rientrano i veicoli di DR Automobiles, che assembla in Italia modelli basati su componentistica di origine cinese.

Il ridimensionamento della produzione interna emerge anche analizzando la classifica dei modelli più venduti: tra i primi 50 del 2025, solo due sono realizzati in Italia. Si tratta della Fiat Panda, prodotta a Pomigliano d'Arco con oltre 102.000 unità, e dell'Alfa Romeo Tonale, anch'essa assemblata nello stabilimento campano, con circa 10.700 vetture.

Secondo la Uilm, il quadro delineato dai numeri evidenzia una pressione competitiva crescente da parte dei costruttori cinesi, favorita da strutture di costo più contenute e da una rapida capacità di penetrazione sia nell'elettrico sia nelle motorizzazioni tradizionali. Il sindacato parla di una fase critica per l'industria automobilistica nazionale, in cui alla contrazione del mercato interno e al calo della produzione si affianca una crescita a tre cifre delle vendite dei marchi cinesi, che nel complesso segnano un +110%.

In questo scenario, la richiesta rivolta a Stellantis è quella di assegnare nuovi modelli agli stabilimenti italiani, con particolare attenzione alle motorizzazioni ibride, ritenute strategiche per sostenere volumi produttivi e occupazione nel breve e medio termine. Parallelamente, la Uilm sollecita un intervento a livello europeo, chiedendo una revisione delle politiche del Green Deal e un maggiore sostegno alla produzione interna, prima di valutare un'eventuale riduzione dei dazi sulle importazioni dalla Cina.

Il messaggio al Governo italiano, infine, è quello di passare da una fase di dichiarazioni a misure concrete, per evitare ripercussioni strutturali sull'intera filiera automotive nazionale, che rimane uno dei pilastri industriali del Paese.

40 Commenti
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aqua8422 Gennaio 2026, 07:25 #1
Chissà cosa sta succedendo...?!

La qualità sia interna che esterna è in progressiva diminuzione (per non dire peggio), viceversa i prezzi sono in progressivo aumento.

Inoltre, non lo so con certezza, ma posso ipotizzare che già da anni moltissimi componenti provenissero dalla Cina, per ovvi motivi, quindi di Italiano/Europeo c'era sempre meno.

Ma la risposta è facile, ed è stata detta anche piu e piu volte.
Legislazione Europea fuori da un contesto REALE che ha azzoppato quel poco che era rimasto di buono in questo settore in Italia ed Europa.
Aziende "costrette" a scappare fuori dalla UE.

Aumentano le materie prime e di conseguenza aumentano i prezzi dei derivati...
Le tariffe di qualunque tipo di servizio aumentano con l'aumentare dell'inflazione...
Possibile che qui Italia solo gli stipendi non aumentano in base a "qualcosa" ??

Come puoi pretendere che un operaio da 1500€ netti al mese si compri una nuova auto da 30-40K quando "prima" l'avrebbe pagata 15-20K ?
Opteranium22 Gennaio 2026, 08:56 #2
sta succedendo che il GRIN DIAL ha fottuto l'industria europea
Notturnia22 Gennaio 2026, 09:05 #3
cosa sta succedendo ? .. il greendeal.. ecco cosa sta succedendo

abbiamo tanto pestato per peggiorare il rapporto del potere d'acquisto e il peggioramento della qualità dei nostri prodotti che adesso possiamo permetterci solo i prodotti cinesi..

basta guardare l'interno delle auto elettriche moderne.. sempre più squallidi e spogli ma con gente che dice che è questa la via giusta.. l'impoverimento a fronte di un aumento dei costi

nel 2018 potevi comprarti una signora vettura con 30 mila euro per mettere dentro 5 persone e i bagagli.. oggi con 30 mila euro compri la grande panda..

lo stipendio non è cambiato ma la qualità dei prodotti e la vita sono peggiorate per cui i prodotti cinesi, che nel frattempo sono migliorati, sono più interessanti visto che hanno costi "ragionevoli" e la perdita di qualità ormai è accettata

a chi interessa più l'auto che dura 20 anni ? ormai a tutti i giovani interessano i servizi in abbonamento.. le rent-to-use e quindi perchè non iniziare a produrre prodotti di bassa qualità "usa e getta" ?

la gente non ha più molti soldi e spendere 50 mila euro per un veicolo che 6-7 anni fa ne valeva 30 mila è fuori luogo..

l'oro è a 130 €/grammo.. non so... ma chi lo segue si sarà reso conto di quello che sta succedendo
Gringo [ITF]22 Gennaio 2026, 09:06 #4
Chissà cosa sta succedendo...?!


Che in Eurolandia o Eurodisney, come la si voglia chiamare legifera solo gente che guadagna come 16 Operai e che si veste con magliette da 1800€

E si è lasciato che nascessero "ABOMINI" come Stellantis

Risultato..... se non ho i soldi continuo a girare con la mia macchina da 300.000KM sul gobbo fin che non scoppia.....

Se la cinese potessi prenderla direttamente dalla Cina, ancora meglio,
tanto si è visto, Compero Europeo e mi scoppia l'Airbag in faccia....
....o la cinghia si rompe a cazzum... quindi mi dispiace ma CINA ce fà
il culo solo per un unico motivo..... il tappo che non si stacca. (la vera priorità universale....per imporre cazzate)
Darkon22 Gennaio 2026, 09:50 #5
Sinceramente non sono per niente d'accordo che dipende tutto dal green deal o almeno il green deal avrà il suo ruolo ma non dipende certo da questo.


La realtà è che da MOLTO prima del green deal in Europa abbiamo avuto un calo della qualità media delle auto enorme e contemporaneamente costi ingiustificati in larga parte derivante da una sorta di inflazione dovuta ai contributi statali che ci sono ormai da decenni.

Marchi storici ormai sono alla frutta:

FIAT, Alfa Romeo ma anche in buona parte AUDI, non parliamo poi delle francesi con motorizzazioni ridicole e con enormi problemi e no non è solo la cinghia a bagno d'olio o le ultime cose uscite... i problemi vengono anche da prima degli ultimi anni.

In più ora specialmente le cinesi ti offrono una qualità tutto sommato paragonabile a gran parte dell'offerta europea a un prezzo inferiore.

In parole povere se devo comprarmi una piccola utilitaria del marchio X europeo o una utilitaria simile se non migliore del marchio Y cinese dove quella del marchio Y tutto sommato rischia di essere migliore costando meno e compro quella cinese.
berson22 Gennaio 2026, 09:51 #6
È un po' tardi per passare all'ibrido, nato 30 anni fa, ora sarebbe il momento di passare all'elettrico, però bisognava pensarci 10 anni fa, invece 10 anni fa Fiat era impegnata a demonizzarlo. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
omerook22 Gennaio 2026, 09:53 #7
Succede che gli italiani hanno sempre comprato catorci fatti in casa ma a prezzi popolari ed il sistema funzionava. Oggi pretendono di vendere catorci a prezzi di lusso e il sistema si è bloccato.
gd350turbo22 Gennaio 2026, 09:56 #8
E pensa se non ci fossero i dazi...
Direi 8 su 10
Darkon22 Gennaio 2026, 10:01 #9
Originariamente inviato da: gd350turbo
E pensa se non ci fossero i dazi...
Direi 8 su 10


Senza dazi in certi segmenti di mercato prenderebbero il 100% o quasi.

Ma infatti dal punto di vista del consumatore i dazi sono una emerita cazzata epocale.
NighTGhosT22 Gennaio 2026, 10:08 #10
Mi sembra esagerato. Ora io non so gli altri costruttori....quello che so e' che in Marzo 2021 mi consegnarono la mia prima Tesla Model 3 e ci ho girato fino al 30 Dicembre scorso, quando l'ho data di nuovo in permuta a Tesla per prenderne una nuova, una nuovissima Model Y Juniper Dual Motor.

Ora, e' assolutamente innegabile e oggettivo che gli interni Tesla siano migliorati MOLTO, sotto tutti gli aspetti.......materiali'......qualita'.....assemblaggi. E' MOLTO meglio questa nuova Y della mia vecchia 3.

E' Stellantis che ha dei prezzi fuori mercato per le vetture che propone.....non si puo' spendere piu' di 40 k per una Lancia Y HF........

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