Un altro colpo alle auto elettriche: Panasonic taglia le batterie EV in favore di quelle per data center IA
di Vittorio Rienzo pubblicata il 26 Marzo 2026, alle 12:58 nel canale Auto Elettriche
Panasonic annuncia un’espansione significativa della produzione di batterie agli ioni di litio insieme a una riconversione di alcune fabbriche di batterie per EV. Ancora una volta, al centro c'è l'intelligenza artificiale che necessita di sistemi di accumulo e di backup per alimentare i data center
La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale mette sotto pressione non solo il mercato dei semiconduttori, ma anche quello delle infrastrutture energetiche. Dopo mesi segnati da carenze e rincari nel settore della memoria, emergono segnali analoghi anche per le soluzioni di alimentazione dedicate ai data center. In questo contesto, Panasonic ha delineato un piano industriale ambizioso che punta a rafforzare in modo deciso la propria capacità produttiva.
L’azienda giapponese intende triplicare la produzione di celle agli ioni di litio negli stabilimenti nazionali, attraverso l’espansione degli impianti esistenti e la riconversione di alcune linee produttive automotive. Parallelamente, valuta l’adeguamento della fabbrica in Kansas per incrementare la produzione destinata alle infrastrutture digitali.

Alla base di questa strategia si trova l’aumento esponenziale della domanda generata dai server dedicati all’AI, che richiedono sistemi affidabili di continuità elettrica. Le soluzioni Panasonic si integrano direttamente nei rack dei data center e operano come gruppi di continuità (UPS), capaci di garantire energia per alcuni minuti in caso di interruzione ed evitare "downtime" critici.
Dal punto di vista economico, Panasonic prevede di raggiungere 800 miliardi di yen (circa 5 miliardi di dollari) di fatturato nel settore batterie entro l’anno fiscale 2029, un valore pari a circa quattro volte gli attuali ricavi. L’azienda ha già accordi che coprono circa l’80% della produzione necessaria per centrare questo obiettivo.
Questo scenario lascia margini limitati per nuovi clienti, che dovranno competere per il restante 20% della capacità produttiva, proprio mentre gli operatori cloud e gli hyperscaler continuano ad ampliare le proprie infrastrutture AI.

Oltre alle batterie tradizionali, Panasonic investirà nello sviluppo dei supercondensatori, una tecnologia capace di immagazzinare energia con densità superiore e rilasciarla in modo più graduale rispetto ai condensatori convenzionali. Questi dispositivi risultano particolarmente adatti per gestire le fluttuazioni del carico elettrico, migliorando la stabilità operativa dei data center.
La produzione dei supercondensatori è prevista a partire dall’anno fiscale 2027, con l’obiettivo di integrare queste soluzioni nel portafoglio energetico dell’azienda. Panasonic sottolinea anche un ulteriore vantaggio: la possibilità di utilizzare i sistemi di accumulo per ottimizzare i costi energetici, immagazzinando energia quando i prezzi sono più bassi e rilasciandola nei momenti di picco.
In conclusione, il boom dell'intelligenza artificiale sta influenzando tutta la filiera tecnologica e portando un numero crescente di aziende a cavalcare l'onda in un modo o nell'altro. La scelta di Panasonic è curiosa, dato che uno dei principali mezzi di diffusione dell'IA sono proprio i veicoli elettrici, ma è chiaro che attualmente la priorità è l'ampliamento dell'infrastruttura di base.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infose ne ho 20 esauste e me ne chiedono 100 o non gliele vendo o ne produco nuove. riassumendo: una cosa non esclude l’altra
ah si faceva ironia, pardon per l’ingenuitá
Infatti. Chissà perche la bomba atomica é stata regolamentata dallo stato mentre la IA no. boh
Ok, ma cosa c'entra questo con i data center? Le batteri al litio vengono utilizzate al posto degli UPS da qualche anno, servono a sostenere il carico in caso di problema di fornitura elettrica, per il tempo necessario per far partire i generatori. Non c'entrano nulla con la stabilizzazione della rete elettrica.
La IA deve avere la priorità su TUTTO
C'entrano eccome con la stabilizzazione perché dovrebbero sopperire alla variabilità delle rinnovabili solari ed eolica.
E a quanto pare c'entrano pure coi datacenter, data la news.
Almeno così si intuiva negli anni passati.
No la domanda era seria ma se non la capisci fa niente.
È la situazione a essere ironica.
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