Tre contratti stracciati in cinque giorni: perché Stellantis sta rivedendo le forniture di batterie
di Nino Grasso pubblicata il 11 Novembre 2025, alle 10:51 nel canale Auto Elettriche
Stellantis ha rescisso in appena cinque giorni tre contratti strategici per la fornitura di materiali destinati alle batterie dei veicoli elettrici. Le aziende coinvolte sono Novonix, Alliance Nickel e Westwater Resources: una sequenza che rivela un profondo ripensamento della catena di approvvigionamento sotto la guida del nuovo CEO Antonio Filosa, deciso a rimodulare il piano Dare Forward 2030 ereditato da Carlos Tavares
Antonio Filosa ha scelto la linea della discontinuità. Il nuovo amministratore delegato di Stellantis, insediatosi lo scorso giugno al posto di Carlos Tavares, sta già riscrivendo le coordinate della transizione elettrica del gruppo italo-franco-americano. Tra il 4 e il 7 novembre sono arrivate tre cancellazioni di contratti per la fornitura di materiali essenziali alla produzione di batterie: grafite sintetica, nickel solfato e cobalto solfato.
Stellantis straccia tre contratti fondamentali per le forniture di batterie elettriche
Pochi i dubbi in merito: non si tratta di episodi isolati, ma di una strategia deliberata per riportare gli impegni industriali su binari più sostenibili dal punto di vista economico e operativo. La prima rescissione ha riguardato Novonix, società australiana che avrebbe dovuto fornire fino a 115 mila tonnellate di grafite sintetica in sei anni agli stabilimenti nordamericani di Stellantis. La motivazione ufficiale parla di incompatibilità sulle specifiche tecniche del prodotto, ma il crollo del titolo in borsa del 15% racconta una storia più articolata: uno degli impianti dell'azienda aveva ricevuto un corposo finanziamento dal governo statunitense proprio per servire Stellantis. Ora l'australiana si ritrova senza cliente principale e con un progetto da rivedere completamente.

Antonio Filosa, AD Stellantis
Appena tre giorni dopo è arrivata la rottura con Westwater Resources, che aveva sottoscritto un accordo vincolante con FCA US per materiali anodici in grafite, mentre l'ultimo anello della catena riguarda Alliance Nickel, con cui Stellantis aveva siglato un contratto quinquennale da 170 mila tonnellate di nickel solfato e 12.000 tonnellate di cobalto solfato, equivalenti al 40% della capacità prevista per il progetto NiWest nell'Australia Occidentale. Nonostante il gruppo detenga l'11,5% delle quote della società australiana, ha deciso di chiudere il rapporto a partire dal 3 dicembre.
Le motivazioni ufficiali indicano il mancato rispetto di alcune tappe fondamentali nello sviluppo del progetto, rallentato dal crollo dei prezzi del nickel e dalle difficoltà nel reperimento di finanziamenti. Alliance Nickel ha definito la scelta comprensibile e si è detta pronta a eventuali rinegoziazioni future, ma il messaggio è chiaro: Stellantis vuole ridurre la propria esposizione verso forniture vincolanti sottoscritte negli anni della corsa all'elettrico.
Carlos Tavares aveva costruito una strategia del tutto opposta: oltre cinque milioni di veicoli elettrici all'anno entro il 2030, elettrificazione completa in Europa e investimenti massicci nelle gigafactory. Il piano Dare Forward 2030, presentato nel marzo 2022, prevedeva un'accelerazione decisa verso la mobilità a batteria, sostenuta da contratti pluriennali per garantirsi l'approvvigionamento di materie prime critiche. Filosa sembra invece orientato verso una logica più flessibile e selettiva, capace di adattarsi a un mercato che sta mostrando segnali di rallentamento sia in Europa che negli Stati Uniti.

La domanda di veicoli elettrici non sta crescendo ai ritmi previsti e i prezzi delle materie prime come nickel e grafite sono in discesa, rendendo meno vantaggiosi i contratti take-or-pay firmati tra il 2020 e il 2023. La priorità di Filosa sembra essere la protezione dei margini di redditività del gruppo, evitando il rischio di trovarsi con eccessi di materie prime e fabbriche sottoutilizzate. Secondo diverse analisi, le rescissioni sono funzionali a un riposizionamento strategico che punterà su volumi di produzione elettrica più contenuti e su un mix energetico più bilanciato tra elettrico, ibrido e termico. Il nuovo piano industriale, atteso entro la metà del 2026 e non più nel primo trimestre come inizialmente previsto, dovrebbe fissare target meno aggressivi sull'elettrico e ridurre conseguentemente il fabbisogno di nickel, cobalto e grafite.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se altre rescissioni o rinegoziazioni sono in arrivo. Il messaggio di Filosa è comunque inequivocabile: l'era dei grandi proclami e degli obiettivi visionari lascia spazio a una fase più concreta, dove la sostenibilità finanziaria conta quanto quella ambientale.










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38 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infostellantis con le auto di merda con motori di merda è già messa a pecora per quanto riguarda ibrido/termico, poi nell'elettrico forse pure peggio !
Magari se vanno da chi sa fare un auto e gli danno il potere di farla, al posto degli stagisti che hanno usato finora, forse si possono risollevare un pò.
Questa e' una scelta della politica. Se vogliono vendere il settore alla cina, imporranno obbiettivi irraggiungibili e dai costi insostenibili, cosicché si potra' produrre solo in paesi emergenti a bassissimo costo, con sovvenzioni statali e con grande disponibilità delle materie prime necessarie.
Magari se vanno da chi sa fare un auto e gli danno il potere di farla, al posto degli stagisti che hanno usato finora, forse si possono risollevare un pò.
Paradossalmente le uniche auto stellantis acquistabili oggi sono proprio le elettriche.
bè si...
se ti dicono puoi avere solo o il puretech o l'elettrico, si la scelta va sulla seconda.
Ma è come scegliere tra la padella e la brace !
se ti dicono puoi avere solo o il puretech o l'elettrico, si la scelta va sulla seconda.
Ma è come scegliere tra la padella e la brace !
Vado a piedi !
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