Trasporto merci a zero emissioni: il mega-progetto dell'UE vuole creare un'alternativa al diesel
di Nino Grasso pubblicata il 18 Settembre 2025, alle 11:11 nel canale Auto Elettriche
L'Unione Europea sta cercando di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica per veicoli commerciali lungo i principali corridoi merci continentali. La dichiarazione ministeriale firmata da nove Stati membri intende essere un cambio di marcia decisivo
L'Unione Europea ha compiuto un nuovo passo importante verso la decarbonizzazione del trasporto merci su strada attraverso la presentazione del progetto per corridoi di trasporto pulito da parte del commissario Apostolos Tzitzikostas. Il piano punta a realizzare una rete capillare di stazioni di ricarica per veicoli pesanti lungo le arterie commerciali più strategiche del continente, partendo dai corridoi scandinavo-mediterranei e baltici del Mare del Nord come casi pilota per testare l'efficacia dell'architettura proposta.

La cerimonia di firma della dichiarazione ministeriale a Bruxelles ha visto l'adesione di nove Stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Svezia) lungo i due corridoi selezionati, volta a stabilire un framework cooperativo per superare le criticità strutturali che hanno finora rallentato l'implementazione delle infrastrutture elettriche. Le problematiche identificate spaziano dalle complesse procedure burocratiche di pianificazione e autorizzazione alla limitata disponibilità di siti idonei, passando per la frammentazione dei finanziamenti e l'insufficiente capacità delle reti elettriche esistenti. A complicare ulteriormente lo scenario si aggiungono i ritardi sistemici nell'accesso alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, che rappresentano un collo di bottiglia critico per la realizzazione tempestiva dei progetti infrastrutturali.
L'architettura della rete TEN-T è nevralgica per gli obiettivi dell'UE: le linee guida operative
La rete transeuropea dei trasporti si articola su una struttura gerarchica a tre livelli che garantisce copertura integrale e graduale implementazione temporale. La rete centrale concentra i collegamenti più strategici tra metropoli e hub logistici principali, con obiettivo di completamento entro il 2030, mentre l'ampliamento della rete centrale dovrà essere operativo entro il 2040. La rete completa, destinata a collegare capillarmente tutte le regioni europee al sistema principale, vedrà la finalizzazione definitiva entro il 2050, creando un ecosistema trasportistico completamente integrato e interoperabile.
La dichiarazione ministeriale definisce un quadro operativo strutturato per accelerare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica attraverso impegni concreti da parte dei nove Stati membri firmatari. L'approccio adottato privilegia la cooperazione transfrontaliera per garantire corridoi di trasporto completamente interconnessi e operativi entro il 2030 lungo la rete TEN-T centrale. Gli Stati membri si sono impegnati a implementare le seguenti misure:
- Considerare le infrastrutture di ricarica come priorità strategica nella pianificazione delle politiche complessive dei trasporti e della loro implementazione, coordinandole strettamente con le relative politiche energetiche
- Promuovere e implementare misure che garantiscano un utilizzo tempestivo e più flessibile della capacità di rete esistente per i pool di ricarica identificati lungo i corridoi scandinavo-mediterraneo e baltico del Mare del Nord, collaborando con le autorità locali e regionali e la Commissione europea
- Condividere regolarmente con la Commissione europea e gli altri Stati membri i dati sulle infrastrutture di ricarica per camion esistenti e pianificate, oltre ad altri dati pertinenti, per identificare lacune e necessità di investimento lungo i corridoi TEN-T
- Adottare misure per accelerare i progetti di infrastrutture di ricarica HDV che hanno ricevuto finanziamenti dal Fondo per le infrastrutture di carburanti alternativi (AFIF), dato il valore aggiunto europeo e l'impatto positivo sui bilanci nazionali
- Collaborare con le autorità locali per semplificare le procedure di autorizzazione ambientale, edilizia e di altro tipo
- Continuare il lavoro con gli operatori dei sistemi di distribuzione (DSO) per migliorare la trasparenza delle capacità di hosting della rete e accelerare la fornitura di connessioni alla rete
- Monitorare continuamente lo sviluppo del mercato ed esaminare in particolare il ruolo e la rilevanza delle garanzie e di altri strumenti finanziari di riduzione del rischio attraverso l'intera catena del valore
- Identificare e implementare altre misure che supportino e stimolino l'adozione delle infrastrutture di ricarica per camion, come l'implementazione di sistemi di accumulo a batterie e l'utilizzo di energia rinnovabile nella misura massima possibile
La dichiarazione ministeriale riconosce apertamente una serie di ostacoli strutturali che potrebbero rallentare significativamente l'implementazione delle infrastrutture di ricarica lungo i corridoi TEN-T. L'inadeguatezza delle reti elettriche attuali rappresenta il principale collo di bottiglia, poiché i pool di ricarica per autocarri generano una domanda energetica sostanziale che le infrastrutture esistenti non possono sostenere costantemente in tutte le località. L'incertezza sulle capacità di hosting disponibili e sui volumi delle richieste di connessione crea una situazione paradossale in cui i promotori di progetti non dispongono delle informazioni necessarie per pianificare gli investimenti, mentre gli operatori dei sistemi di distribuzione affrontano l'incertezza sulla localizzazione della domanda per la pianificazione delle reti. I tempi di attesa per connettere i pool di ricarica alla rete risultano spesso prolungati a causa della mancanza di capacità fisica della rete, con arretrati nelle connessioni presenti in almeno la metà degli Stati membri dell'UE. Le differenze regionali continueranno a persistere nel tempo, con un'adozione più lenta nelle aree remote con minore traffico merci, dove gli investimenti risultano meno favorevoli e i costi di connessione alla rete possono rappresentare una barriera significativa per i promotori di progetti.
La definizione delle linee guida verrà eseguita entro marzo 2026, data entro cui verrà fornita una roadmap completa che includerà un toolbox di misure operative, lo scambio di best practice e l'utilizzo incrociato di piattaforme sviluppate a livello nazionale, accompagnata da meccanismi di monitoraggio per realizzare le ambizioni della dichiarazione ministeriale.
I requisiti tecnici definiti dal regolamento (UE) 2024/1679 stabiliscono parametri prestazionali standardizzati per garantire qualità omogenea dell'infrastruttura su tutto il territorio comunitario, anche per quanto riguarda le linee ferroviarie. Nella rete centrale ed estesa, queste ultime, dovranno supportare velocità operative di almeno 160 km/h entro il 2040, mentre l'implementazione del Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) assicurerà segnalamento unificato e dismissione graduale dei sistemi nazionali frammentari. Gli aeroporti con traffico superiore ai 12 milioni di passeggeri annui necessiteranno di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza per offrire alternative competitive ai voli domestici.
L'ampliamento della capacità dei terminali merci rappresenta un elemento cruciale per il successo dell'operazione, con requisiti che prevedono l'accoglienza di convogli ferroviari lunghi fino a 740 metri e il potenziamento significativo del settore del trasporto combinato europeo. Le principali città della rete dovranno sviluppare piani di mobilità urbana sostenibile secondo le direttive della Commissione europea per promuovere sistemi di mobilità a zero e basse emissioni, mentre la TEN-T costituirà la spina dorsale per la distribuzione di punti di ricarica e rifornimento per carburanti alternativi come l'idrogeno.
La governance del progetto si affida a nove corridoi di trasporto europei e due priorità orizzontali, ciascuno supervisionato da un coordinatore europeo con funzioni di monitoraggio dell'avanzamento e promozione delle politiche TEN-T. La Commissione continuerà la collaborazione con gli Stati membri per definire una roadmap dettagliata delle misure implementative e per estendere progressivamente l'iniziativa ad altri corridoi della rete transeuropea, accelerando ulteriormente la transizione verso un sistema di trasporto merci completamente decarbonizzato e tecnologicamente avanzato.











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5 Commenti
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I 5 miliardi di persone fuori dall'UE che "fanno quello che vogliono" infatti stanno comprando auto elettriche ad un ritmo maggiore che nell'UE, perché non hanno case automobilistiche che fanno propaganda contraria alla mobilità elettrica e i pirla che ci credono.
Prima di quanto tu pensi comprerai un'auto elettrica, non perché te lo dice l'UE, ma perché farai i tuoi conti e capirai che ti conviene. E a quel punto capirai anche di essere stato preso in giro da chi voleva che tu continuassi a comprare forni con le ruote per sempre.
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