Tesla lavora a stazioni Supercharger esclusive per i robotaxi
di Vittorio Rienzo pubblicata il 10 Settembre 2026, alle 14:33 nel canale Auto Elettriche
Tesla sta preparando stazioni Supercharger dedicate ai Robotaxi, progettate per consentire ricariche consecutive e ridurre i costi operativi, mentre per i cybercab si prospetta ancora la ricarica wireless
Tesla ha annunciato un'ulteriore espansione della rete Supercharger, ma stavolta l'attenzione si concentrerà sui robotaxi e non sull'accesso agli automobilisti. La rete Supercharger, considerata una delle più estese e affidabili negli Stati Uniti, includerà infatti stazioni pensate specificamente per i veicoli che non prevedono un conducente a bordo.
Max de Zegher, responsabile della divisione Charging di Tesla per il Nord America, ha spiegato che l'azienda sta costruendo stazioni Supercharger dedicate ai Robotaxi. L'obiettivo è creare infrastrutture utilizzabili esclusivamente dalla flotta autonoma, con caratteristiche pensate per sostenere un impiego molto più intenso rispetto a quello delle normali auto elettriche.
Every penny matters for Robotaxi scale, including charging.
— Max (@MdeZegher) September 3, 2026
We're using public Superchargers where we can, especially at night when utilization is low. We're also building dedicated Robotaxi Superchargers: back-to-back sessions, low-cost real estate close to demand, low capex.… https://t.co/qlJx3KUEcF
Al momento i Robotaxi utilizzano ancora i Supercharger pubblici. Le vetture vengono portate alle stazioni soprattutto durante la notte e, per il momento, il collegamento al caricatore richiede ancora l'intervento manuale di un operatore. Si tratta però di una soluzione provvisoria: secondo de Zegher, in futuro i Robotaxi dovranno poter effettuare questa operazione senza la presenza di una persona.
Tesla non ha ancora spiegato quale sistema utilizzerà per posizionare automaticamente le vetture rispetto al caricatore. L'azienda aveva già lavorato in passato sull'idea di un braccio robotico per la ricarica, ma quel progetto non ha avuto un'applicazione concreta nella rete Supercharger.
Per il Cybercab, invece, la soluzione potrebbe essere diversa. Il veicolo a due posti presentato da Tesla nel 2024 è stato progettato per utilizzare esclusivamente la ricarica wireless. Una scelta che appare particolarmente coerente con l'impiego come Robotaxi: senza conducente, la vettura potrebbe infatti raggiungere autonomamente una piazzola e posizionarsi sopra una superficie di ricarica a induzione.

Un video pubblicato da Tesla nell'ottobre 2024 mostrava un Cybercab impegnato nella ricarica wireless a una potenza massima di 25 kW. Un valore decisamente contenuto rispetto alle potenze raggiunte dalle più recenti infrastrutture di ricarica rapida, ma che assume un significato diverso considerando la capacità della batteria.
Secondo i documenti depositati presso l'Environmental Protection Agency, il Cybercab dispone infatti di una batteria da 48 kWh. Con una potenza di ricarica di 25 kW, una sessione di circa due ore sarebbe quindi sufficiente, almeno sul piano teorico, per riportare completamente a piena capacità l'accumulatore.
Il funzionamento dei futuri Supercharger per Robotaxi dovrà però tenere conto di un requisito fondamentale: le vetture autonome dovranno poter effettuare ricariche consecutive, così da massimizzare l'utilizzo delle infrastrutture. Tesla intende quindi collocare queste stazioni in aree caratterizzate da domanda elevata, costo dei terreni contenuto e investimenti infrastrutturali ridotti.
La logica è diversa da quella delle normali stazioni destinate agli automobilisti. Un Robotaxi non deve necessariamente fermarsi in una posizione comoda per il proprietario e attendere il completamento della ricarica. La struttura dovrà invece funzionare come un'infrastruttura per una flotta, con veicoli che arrivano, ricaricano e tornano rapidamente disponibili per il servizio.
Fino alla disponibilità delle nuove stazioni, le Model Y utilizzate come Robotaxi e i Cybercab continueranno a utilizzare i Supercharger pubblici, strutture che al momento non prevedono neanche le piazzole di ricarica wireless.

Anche la gestione degli spostamenti verso i caricabatterie è già integrata nel sistema Tesla. I Robotaxi utilizzano gli stessi principi del Trip Planner che l'azienda impiega per la navigazione delle proprie vetture. Il sistema può quindi indirizzare i veicoli verso le stazioni disponibili sulla base delle necessità della flotta.
Insomma, la ricarica rappresenta ancora un ostacolo per un servizio che si dichiara completamente autonomo. Tuttavia, si tratta di un limite che condividono tutte le attuali flotte di taxi senza conducente, anche quelle già approvate e in servizio in Cina. Sarà interessante, quindi, vedere le soluzioni che proporranno i diversi produttori e, soprattutto, gli eventuali sviluppi della ricarica wireless che potrebbero trovare impiego anche per gli automobilisti.







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