Tesla, il secondo trimestre ha un fatturato da record, ma i guadagni crollano. Cos'è successo?
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 23 Luglio 2026, alle 11:36 nel canale Auto Elettriche
Il numero consistente di consegne ha portato a un fatturato record, ma i profitti si sono dimostrati molto al di sotto delle aspettative. I motivi sono facilmente identificabili
Numeri contrastanti per Tesla nel secondo trimestre 2026. Da un lato il fatturato tra i più alti di sempre, dall'altro un utile per azione che si ferma ben sotto le attese degli analisti. Il mercato aspettava una crescita degli utili in linea con quella dei ricavi, non è andata così, e i motivi meritano di essere spiegati uno per uno.
I numeri che hanno sorpreso
Il colosso di Austin ha chiuso il trimestre con un fatturato di 28,24 miliardi di dollari, in crescita del 26% su base annua e ben oltre i circa 26,4 miliardi previsti dal consenso Wall Street (Estimize si fermava a 25,9 miliardi). È la prima vera accelerazione dei ricavi per Tesla in oltre un anno, sufficiente a far superare per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di dollari di fatturato negli ultimi dodici mesi.
Sul fronte utili, invece, la musica cambia radicalmente. L'EPS non-GAAP si è fermato a 0,33 dollari, contro gli 0,53 dollari attesi dagli analisti (Estimize indicava 0,52 dollari) e in calo del 18% rispetto all'anno precedente. Uno scostamento pesante, che segna la vera notizia della trimestrale: ricavi ai massimi storici, profitti in caduta libera.
A monte di tutto questo, le 480.126 consegne comunicate già a inizio luglio (+25% annuo, miglior secondo trimestre di sempre) e 451.758 veicoli prodotti, oltre a 13,5 GWh di sistemi di accumulo installati (+40% annuo). Il volume, insomma, non è mai stato il problema. Il problema è cosa resta in tasca a Tesla dopo aver venduto tutte quelle auto.
Perché i profitti non hanno seguito i ricavi
Il margine lordo totale si è fermato al 16,8%, in calo di appena 41 punti base rispetto a un anno fa: meglio delle attese, e lontano dal crollo che molti analisti temevano vista la pressione sugli sconti necessaria per raggiungere volumi record. Fin qui, nessun disastro.
Il vero cedimento arriva più in basso nel conto economico. L'utile operativo si è ridotto del 57%, a soli 398 milioni di dollari, con un margine operativo sceso all'1,4% dal 4,1% di un anno fa. Le spese operative sono invece salite del 47%, a 4,35 miliardi di dollari. Tre voci pesano su questo aumento:
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Investimenti massicci in intelligenza artificiale, robot Optimus e robotaxi
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Compensi basati su azioni legati al pacchetto retributivo 2025 di Elon Musk
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Il crollo dei crediti normativi
Sul fronte cassa, la situazione si complica ulteriormente: le spese in conto capitale sono più che raddoppiate, arrivando a 5,8 miliardi di dollari, portando il flusso di cassa libero in territorio negativo per -1,1 miliardi di dollari. È il primo trimestre in rosso su questo fronte da inizio 2024. L'utile netto GAAP, pari a 1,11 miliardi di dollari, è calato "solo" del 5%, ma va detto che questo dato si appoggia a 590 milioni di dollari di altri proventi, comprese plusvalenze contabili sulle riserve in bitcoin e effetti valutari: senza quel cuscinetto, il quadro sarebbe stato ancora più severo.
La tabella dei numeri chiave
| Metrica | Q2 2026 | Q2 2025 | Consenso |
|---|---|---|---|
| Fatturato | 28,24 mld $ | 22,5 mld $ | ~26,4 mld $ |
| Margine lordo totale | 16,8% | 17,2% | — |
| Utile operativo | 398 mln $ | 923 mln $ | — |
| Margine operativo | 1,4% | 4,1% | — |
| EPS non-GAAP | 0,33 $ | 0,40 $ | ~0,53 $ |
| Utile netto GAAP | 1,11 mld $ | 1,17 mld $ | — |
| Flusso di cassa libero | -1,09 mld $ | 0,15 mld $ | — |
| Crediti regolamentari | 146 mln $ | 439 mln $ | — |
| Storage energetico installato | 13,5 GWh | 9,6 GWh | ~13,8 GWh |
Il vero colpevole: i crediti normativi in via di estinzione
Se dovessimo individuare un singolo fattore dietro il crollo degli utili, sarebbe questo: i crediti regolamentari, quasi puro profitto per Tesla vista l'assenza di costi di produzione, si sono ridotti a 146 milioni di dollari, il 67% in meno rispetto ai 439 milioni dello stesso periodo del 2025 e meno della metà dei 380 milioni registrati appena nel primo trimestre 2026. Un livello che non si vedeva da anni.
Il trend, in realtà, era prevedibile da tempo. Le vendite di crediti avevano toccato il picco di 2,76 miliardi di dollari nel 2024, per poi scendere del 28% a 1,99 miliardi nel 2025, con un calo costante trimestre su trimestre: 595 milioni nel Q1 2025, 439 milioni nel Q2, 417 milioni nel Q3, 542 milioni nel Q4. Ora la discesa è diventata un crollo verticale. Un anno fa questi crediti contribuivano per quasi due punti percentuali al margine lordo; oggi il loro contributo è appena mezzo punto.
Alla base di tutto, una scelta politica precisa: il credito d'imposta federale di 7.500 dollari per i veicoli elettrici è scaduto il 30 settembre 2025, mentre una modifica normativa ha eliminato le sanzioni che le case automobilistiche tradizionali pagavano per non rispettare gli standard sui consumi di carburante. Erano proprio queste sanzioni a spingere i concorrenti ad acquistare i crediti Tesla. Con quel mercato ormai sparito, questa fonte di ricavi non tornerà, e il secondo trimestre 2026 rappresenta di fatto il primo bilancio reale della marginalità di Tesla senza questa rete di sicurezza.










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2 Commenti
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[*]Il crollo dei crediti normativi
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il primo e il terzo punto ci possono stare, ma il secondo è ridicolo...
magari aumenteranno il prezzo delle auto, basta non aumentino il prezzo alle loro colonnine
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