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Tesla e il paradosso delle elettriche: il nuovo inverter ibrido svela il segreto per più autonomia e più cavalli (insieme)

di pubblicata il , alle 14:22 nel canale Auto Elettriche Tesla e il paradosso delle elettriche: il nuovo inverter ibrido svela il segreto per più autonomia e più cavalli (insieme)

Il nuovo brevetto WO 2026/010828 A1 descrive un'unità di potenza ibrida che usa in parallelo MOSFET al carburo di silicio e IGBT in silicio, con logiche di controllo avanzate e protezioni a nanosecondi per offrire sia massima efficienza sia picchi di potenza estremi

 

Il nuovo brevetto WO 2026/010828 A1 rompe il silenzio sulla prossima generazione di powertrain e mostra come Tesla stia lavorando da metà 2024 a una nuova unità di trazione ibrida SiC/silicio capace di superare il classico compromesso tra autonomia ed erogazione estrema di potenza. Il documento descrive un inverter che affianca due famiglie di semiconduttori e li alterna in tempo reale allo scopo di rendere la gestione della corrente una sorta di trasmissione a rapporti variabili per l'elettricità.

Alla base del progetto c'è il problema storico dei convertitori di trazione: scegliere tra MOSFET al carburo di silicio, efficienti ma costosi e delicati, e IGBT in silicio, economici e robusti ma con perdite elevate. Per una supercar elettrica capace di accelerazioni sotto i 2 secondi, come Roadster o le versioni Plaid, servono sia la resa dei SiC (la sigla con cui si indica il carburo di silicio, un composto formato da silicio (Si) e carbonio (C) usato come materiale semiconduttore nei dispositivi di potenza) per le lunghe percorrenze sia la resistenza degli IGBT per sopportare picchi di corrente estremi senza distruggere l'elettronica.

Per capire la natura del problema si deve avere chiaro il ruolo dei convertitori di trazione in un veicolo elettrico. Noti anche come inverter di trazione, sono dispositivi elettronici fondamentali nei veicoli elettrici e ibridi per gestire il flusso di energia tra batteria e motore elettrico. La loro funzione principale consiste nel convertire la corrente continua (DC) immagazzinata nella batteria ad alta tensione in corrente alternata (AC) trifase richiesta dai motori elettrici moderni, come quelli a magneti permanenti o asincroni.

Brevetto Tesla

Lo schema proposto dal brevetto prevede SiC MOSFET e IGBT in parallelo nello stesso inverter, coordinati da un controller che decide quale tecnologia impiegare in base al carico istantaneo richiesto dal motore. In condizioni di crociera e carichi leggeri il sistema privilegia i MOSFET al carburo di silicio per minimizzare le perdite, mentre nelle fasi di forte accelerazione instrada la corrente sugli IGBT in silicio per proteggere la sezione SiC da stress distruttivi.

La logica di controllo non si limita a reagire ai sensori, ma adotta un approccio feed-forward che anticipa le richieste di coppia. In pratica il controller analizza input del conducente e condizioni attese di carico e predispone in anticipo la sequenza di commutazione, selezionando gli IGBT prima che il picco di corrente arrivi effettivamente sull'inverter in concomitanza dell'affondo sull'acceleratore o una salita improvvisa.

Per sincronizzare due dispositivi tanto diversi, l'elettronica utilizza una gestione temporale finissima, con finestre di protezione tra 100 ns e 10 µs in cui uno switch "avvolge" l'altro durante il ciclo di commutazione. In modalità ad alto carico, gli IGBT vengono portati in conduzione leggermente prima dei MOSFET SiC e mantenuti attivi per un istante dopo lo spegnimento di questi. In questo modo il sistema si assicura che il grosso della corrente venga sempre gestito dal componente più robusto nei momenti critici.

Anche il layout fisico dell'inverter è studiato nei dettagli, con un rapporto 2:1 tra IGBT e MOSFET SiC e una disposizione "a sandwich" in cui il chip al carburo di silicio è incastonato tra due dispositivi in silicio.Questa architettura simmetrica ha l'obiettivo di ridurre l'induttanza parassita e stabilizzare la tensione durante commutazioni ad altissima velocità, dove anche piccole spire indesiderate possono generare overshoot pericolosi.

Per evitare che la rapidità di commutazione del carburo di silicio generi disturbi e inneschi indesiderati sugli IGBT, il brevetto introduce controlli di impedenza per il disaccoppiamento sicuro tra SiC e IGBT. In questo modo gli spike di tensione creati dai MOSFET veloci non si propagano come "ghost signal" sulle porte degli IGBT e si azzera il rischio di accensioni spurie.

Altro pilastro del brevetto è il sistema di protezione contro la back electromotive force generata dai motori sincroni a magneti permanenti ad altissimo numero di giri, particolarmente critici su Roadster e Plaid. In caso di guasto o fault grave, un circuito dedicato scavalca la normale logica di controllo e forza immediatamente in conduzione gli IGBT. In questo caso, gli IGBT agiscono da "parafoudre" elettronico per assorbire il picco e salvaguardare MOSFET SiC e batteria di trazione.

Dal punto di vista industriale, l'architettura descritta apre la strada a un taglio drastico dell'area SiC necessaria per i modelli di volume come Model 3 e Model Y, dato che si allinea con l'obiettivo dichiarato di ridurre del 75% l'uso di carburo di silicio rispetto ai primi progetti. Con questo sistema, infatti, gli eventi di corrente estrema vengono trasferiti sui più economici IGBT.

Per i modelli ad alte prestazioni, il brevetto promette lanci ripetibili senza derating termico, perché la maggior parte del calore generato nei picchi viene gestita dai transistor in silicio, più resistenti e meno costosi. In pratica Plaid e Roadster potrebbero replicare più volte le accelerazioni massime senza vedere cali marcati di potenza, e questo supererebbe uno dei limiti più discussi degli attuali powertrain elettrici quando sottoposti a uso intensivo in pista.

Infine, uno dei punti più interessanti per la gamma esistente è la natura retrofit-friendly del progetto: logica e topologia cambiano all'interno del modulo inverter, ma l'ingombro resta compatibile con gli attuali drive unit. Questo apre lo spazio ad aggiornamenti di produzione su piattaforme già in commercio, come Model 3 Highland e Model Y Juniper, senza la necessità di ridisegnare la scocca o il telaio.

9 Commenti
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erupter09 Gennaio 2026, 16:30 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade

il brevetto introduce impedimenti di disaccoppiamento


suppongo sia una traduzione errata di "impedenza"

Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
gli IGBT agiscono da "parafoudre" elettronico


perché non semplicemente parafulmine?

Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade

Per sincronizzare due dispositivi tanto diversi, l'elettronica utilizza una gestione temporale finissima, con finestre di protezione tra 100 ns e 10 µs in cui uno switch "avvolge" l'altro durante il ciclo di commutazione.


Dubito fortemente. Più probabile che a seconda della coppia richiesta (e quindi della corrente) e della velocità di rotazione (e quindi della frequenza di interdizione) il controller scelga il ramo più qualificato.
Alta coppia/corrente e bassa velocità/frequenza -> IGBT
Bassa coppia/corrente e alta velocità/frequenza -> SiC
Questo perché se si mettessero semplicemente i due tipi di componente in parallelo sullo stesso ramo, non si avrebbe praticamente nessun beneficio.
Albi8009 Gennaio 2026, 17:09 #2
Originariamente inviato da: erupter
suppongo sia una traduzione errata di "impedenza"



perché non semplicemente parafulmine?



Dubito fortemente. Più probabile che a seconda della coppia richiesta (e quindi della corrente) e della velocità di rotazione (e quindi della frequenza di interdizione) il controller scelga il ramo più qualificato.
Alta coppia/corrente e bassa velocità/frequenza -> IGBT
Bassa coppia/corrente e alta velocità/frequenza -> SiC
Questo perché se si mettessero semplicemente i due tipi di componente in parallelo sullo stesso ramo, non si avrebbe praticamente nessun beneficio.


Sarebbe da capire se adottano una PWM a frequenza di switching variabile a seconda del carico di lavoro e giri motore . Però leggendo il brevetto parlano di SiC per carichi parziali ( massimo rendimento ) e poi SiC più IGBT per carichi di corrente pesanti ( poco frequenti ) ed usano due controller separati sui gate per gestire i due rami . Il micro decide poi se usare solo uno od entrambi e con una logica di commutazione che li faccia lavorare bene tutti e due
pWi10 Gennaio 2026, 09:19 #3
Originariamente inviato da: erupter
suppongo sia una traduzione errata di "impedenza"


corretto, grazie per la segnalazione
erupter10 Gennaio 2026, 11:57 #4
Originariamente inviato da: Albi80
Sarebbe da capire se adottano una PWM a frequenza di switching variabile a seconda del carico di lavoro e giri motore . Però leggendo il brevetto parlano di SiC per carichi parziali ( massimo rendimento ) e poi SiC più IGBT per carichi di corrente pesanti ( poco frequenti ) ed usano due controller separati sui gate per gestire i due rami . Il micro decide poi se usare solo uno od entrambi e con una logica di commutazione che li faccia lavorare bene tutti e due


La frequenza di switching, nei motori sincroni, è obbligatoriamente variable. La frequenza di switching è proporzionale alla velocità di rotazione, non puoi tenerla statica.

Inoltre gli avvolgimenti del motore sono quelli, non è che puoi avere un tipo di switch su un avvolgimento, e un altro tipo su un altro. Sono in parallelo per forza.

Quello che è interessante è come avviene il cambio di utilizzo da un tipo di switch all'altro, in quanto per forza di cose esisterà un regime durante il quale deve avvenire il trasferimento. Forse è questo che l'articolo intende quando dice "uno switch avvolge l'altro"

Perché se sei sugli IGBT e inizi ad accendere i SiC, visto che hanno una Ron più bassa, la corrente per forza di cose inizierà a transitare maggiormente sui SiC che non sugli IGBT.
Ergo avranno inventato il "posticipo" sull'accensione del banco SiC
Albi8011 Gennaio 2026, 11:31 #5
Originariamente inviato da: erupter
La frequenza di switching, nei motori sincroni, è obbligatoriamente variable. La frequenza di switching è proporzionale alla velocità di rotazione, non puoi tenerla statica.

Inoltre gli avvolgimenti del motore sono quelli, non è che puoi avere un tipo di switch su un avvolgimento, e un altro tipo su un altro. Sono in parallelo per forza.

Quello che è interessante è come avviene il cambio di utilizzo da un tipo di switch all'altro, in quanto per forza di cose esisterà un regime durante il quale deve avvenire il trasferimento. Forse è questo che l'articolo intende quando dice "uno switch avvolge l'altro"

Perché se sei sugli IGBT e inizi ad accendere i SiC, visto che hanno una Ron più bassa, la corrente per forza di cose inizierà a transitare maggiormente sui SiC che non sugli IGBT.
Ergo avranno inventato il "posticipo" sull'accensione del banco SiC


Permettimi di puntualizzare che forse non ci siamo capiti e parlavamo di cose diverse .
LA PWM è a frequenza fissa . I miei inverter ad esempio sono a 12 kHz e controlliamo motori da 0 a 25000 rpm , da 4 poli a 24 poli . Quello che varia è la modulante per generare la forma d'onda di corrente . Poi noi ci siamo posti un limite di 6 aggiornamenti del duty in un periodo di sinusoide . Almeno 6 punti ci vogliono . Oltre non ci spingiamo . Ma questo si verifica solo per motori con molte coppie polari o ad Rpm molto elevati . Per applicazioni particolari abbiamo un firmware per girare a 24kHz .
Ci sono inverter con PWM variabile con la portante non fissa e gestita da un FPGA . Li ho visti solo a livello universitario con il mio docente di elettronica industriale di potenza . Mai in produzione .
La frequenza di switching nel 99% degli inverter è fissa .

Ciao !
Qarboz16 Gennaio 2026, 10:52 #6
Originariamente inviato da: Albi80
Sarebbe da capire se adottano una PWM a frequenza di switching variabile a seconda del carico di lavoro e giri motore . Però leggendo il brevetto parlano di SiC per carichi parziali ( massimo rendimento ) e poi SiC più IGBT per carichi di corrente pesanti ( poco frequenti ) ed usano due controller separati sui gate per gestire i due rami . Il micro decide poi se usare solo uno od entrambi e con una logica di commutazione che li faccia lavorare bene tutti e due
Sono anni che non sono aggiornato sulle caratteristiche dei semiconduttori e forse sto scrivendo un mare di c@22@te...
Che io sappia, i MOSFET hanno una resistenza di conduzione bassissima rispetto agli IGBT, pertanto non vedo l'utilità di metterli in parallelo e pilotarli contemporaneamente, è come mettere una resistenza in parallelo ad un contatto elettromeccanico: quando questo è chiuso la resistenza in parallelo è praticamente ininfluente. Anche la costruzione a "sandwich" come scritto nella news mi lascia perplesso per l'efficacia del raffreddamento degli IGBT. Ma ripeto, sono anni che non seguo l'argomento (che, comunque, non era a livello lavorativo ma per hobby), che potrei aver scritto scemenze.



Originariamente inviato da: Albi80
Permettimi di puntualizzare che forse non ci siamo capiti e parlavamo di cose diverse .
LA PWM è a frequenza fissa . I miei inverter ad esempio sono a 12 kHz e controlliamo motori da 0 a 25000 rpm , da 4 poli a 24 poli . Quello che varia è la modulante per generare la forma d'onda di corrente . Poi noi ci siamo posti un limite di 6 aggiornamenti del duty in un periodo di sinusoide . Almeno 6 punti ci vogliono . Oltre non ci spingiamo . Ma questo si verifica solo per motori con molte coppie polari o ad Rpm molto elevati . Per applicazioni particolari abbiamo un firmware per girare a 24kHz .
Ci sono inverter con PWM variabile con la portante non fissa e gestita da un FPGA . Li ho visti solo a livello universitario con il mio docente di elettronica industriale di potenza . Mai in produzione .
La frequenza di switching nel 99% degli inverter è fissa .

Ciao !

Interessante! Mai avuto a che fare con inverter con portanti superiori a 8kHz, che comunque non ho mai impostato visto che modificando il valore di default, solitamente 4kHz, viene ridotta la max corrente disponibile, ma li utilizzo con banali motori asincroni a 4 poli, al massimo 8 ma raramente. Se puoi dirlo, di cosa ti occupi? Perché mi sembrano applicazioni piuttosto di nicchia.
Riguardo ad inverter con frequenza di PWM variabile me n'è capitato qualcuno per le mani; sul manuale è specificato che lo scopo di utilizzare questa impostazione è per ridurre il rumore (o meglio, per renderlo meno fastidioso), senza altri vantaggi tangibili.
Albi8017 Gennaio 2026, 17:11 #7
Originariamente inviato da: Qarboz
Sono anni che non sono aggiornato sulle caratteristiche dei semiconduttori e forse sto scrivendo un mare di c@22@te...
Che io sappia, i MOSFET hanno una resistenza di conduzione bassissima rispetto agli IGBT, pertanto non vedo l'utilità di metterli in parallelo e pilotarli contemporaneamente, è come mettere una resistenza in parallelo ad un contatto elettromeccanico: quando questo è chiuso la resistenza in parallelo è praticamente ininfluente. Anche la costruzione a "sandwich" come scritto nella news mi lascia perplesso per l'efficacia del raffreddamento degli IGBT. Ma ripeto, sono anni che non seguo l'argomento (che, comunque, non era a livello lavorativo ma per hobby), che potrei aver scritto scemenze.




Interessante! Mai avuto a che fare con inverter con portanti superiori a 8kHz, che comunque non ho mai impostato visto che modificando il valore di default, solitamente 4kHz, viene ridotta la max corrente disponibile, ma li utilizzo con banali motori asincroni a 4 poli, al massimo 8 ma raramente. Se puoi dirlo, di cosa ti occupi? Perché mi sembrano applicazioni piuttosto di nicchia.
Riguardo ad inverter con frequenza di PWM variabile me n'è capitato qualcuno per le mani; sul manuale è specificato che lo scopo di utilizzare questa impostazione è per ridurre il rumore (o meglio, per renderlo meno fastidioso), senza altri vantaggi tangibili.


Facciamo inverter in bassa tensione , con tensione di batteria fino ai 144V , per carrelli di varie dimensioni , vetturette elettriche , moto , ed applicazioni custom per i clienti .Poi disegnamo e produciamo motori di ogni tipo ( SPM , IPM , SynRM , ed asincroni ) Sì . La PWM variabile incide pesantemente sul rumore . Poi ci sono strategie di controllo con le quali , al di là del rumore , si preferisce salire di frequenza per ridurre le perdite sul motore elettrico , a scapito di perdite in commutazione sull inverter . Ricordo di una tesi in cui un ragazzo aveva fatto una mappa di efficienza globale ( inverter + motore ) in cui per ogni punto della mappa di lavoro , stabiliva la frequenza di PWM migliore in ottica di massima efficienza del sistema
tmviet17 Gennaio 2026, 18:30 #8
Terra terra questo nuovo Power train cosa comporterà in termini economici ?
Qarboz17 Gennaio 2026, 18:45 #9
Originariamente inviato da: Albi80
Facciamo inverter in bassa tensione , con tensione di batteria fino ai 144V , per carrelli di varie dimensioni , vetturette elettriche , moto , ed applicazioni custom per i clienti .Poi disegnamo e produciamo motori di ogni tipo ( SPM , IPM , SynRM , ed asincroni ) Sì . La PWM variabile incide pesantemente sul rumore . Poi ci sono strategie di controllo con le quali , al di là del rumore , si preferisce salire di frequenza per ridurre le perdite sul motore elettrico , a scapito di perdite in commutazione sull inverter . Ricordo di una tesi in cui un ragazzo aveva fatto una mappa di efficienza globale ( inverter + motore ) in cui per ogni punto della mappa di lavoro , stabiliva la frequenza di PWM migliore in ottica di massima efficienza del sistema

Innanzitutto grazie della risposta.
Sembra un lavoro interessante il tuo. Io, invece, gli inverter li uso

Riguardo, ancora, la frequenza di PWM, mi è venuto in mente che il primo inverter che ho visto, si parla della fine anni 80 (:old, sembrava avesse le marce dal rumore che faceva il motore. Un qualche anno dopo ho avuto modo di scambiare due parole con un esperto del settore e mi ha spiegato che all'epoca la tecnologia non permetteva alte frequenze di portante, la quale veniva variata in base alla velocità richiesta del motore (spero di ricordare bene...)

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