Stellantis sceglie la via di Wuhan: Peugeot e Jeep elettriche "Made in China" per l’export globale
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 15 Maggio 2026, alle 13:56 nel canale Auto Elettriche
Nel giro di 12 mesi nuove auto elettriche Peugeot e Jeep usciranno dagli stabilimenti cinesi di Dongfeng, ma non resteranno confinate in Cina, e verranno esportate in tutto il mondo
Non è solo un ritorno di fiamma, ma una mossa tattica che sposta l'asse produttivo verso Oriente. Stellantis e Dongfeng Group hanno siglato un accordo di cooperazione strategica che di fatto trasforma la loro joint venture, la DPCA (Dongfeng Peugeot Citroën Automobile), in un hub produttivo non solo per il mercato interno cinese, ma per il mondo intero.
L'accordo, firmato il 15 maggio 2026, poggia su una partnership storica lunga 34 anni e punta a sfruttare le economie di scala e le competenze tecnologiche cinesi nel settore dei veicoli a nuova energia (NEV).
Il piano: Peugeot e Jeep protagoniste
La tabella di marcia è chiara e punta tutto sull'elettrificazione:
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Peugeot: A partire dal 2027, lo stabilimento di Wuhan produrrà inizialmente due nuovi modelli NEV. Il design sarà ispirato alle concept car presentate al Salone dell'Auto di Pechino 2026 e i veicoli saranno destinati sia alla Cina che ai mercati globali.
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Jeep: Sempre dal 2027, Wuhan sfornerà due fuoristrada NEV destinati esclusivamente all'esportazione verso i mercati internazionali.
L'investimento complessivo per questa operazione supera gli 8 miliardi di yuan (circa 1 miliardo di euro), con Stellantis che contribuirà per circa 130 milioni di euro, beneficiando del supporto industriale della provincia di Hubei.
Produrre in Cina per vendere in Europa
La decisione di Antonio Filosa non è priva di implicazioni pesanti. Produrre Jeep e Peugeot in Cina tramite un costruttore locale come Dongfeng per poi esportarle in Europa rappresenta un cambio di paradigma significativo.

Dongfeng possiede tecnologie avanzate nel campo dei veicoli elettrici intelligenti che Stellantis intende integrare nei propri brand. In Cina, la catena del valore delle batterie e del software è anni luce avanti rispetto alla media europea. Produrre in loco permette di abbattere i costi produttivi in modo drastico, una necessità vitale se si vuole rendere l'auto elettrica davvero "popolare" e accessibile.
Il peso politico e industriale
Tuttavia, questa scelta solleva interrogativi sulla tenuta del sistema industriale europeo. Se i marchi storici del Vecchio Continente iniziano a considerare le fabbriche cinesi come il metodo più efficiente per rifornire le concessionarie di Parigi, Roma o Berlino, il rischio di una de-industrializzazione si fa concreto. Stellantis sta scommettendo su una sinergia che mette insieme il design e l'heritage dei suoi marchi con l'efficienza produttiva e tecnologica cinese.
La sfida dei dazi
Non si può ignorare il contesto geopolitico. Con l'Europa che monitora costantemente l'import di veicoli dalla Cina, la mossa di Stellantis potrebbe dover fare i conti con barriere doganali o pressioni politiche. Ma la direzione sembra tracciata: per vincere la sfida elettrica, il gruppo franco-italiano ha deciso che la "via di Wuhan" è quella più sicura per mantenere la competitività globale dei suoi brand iconici.
"Con l'integrazione dei punti di forza industriali di Hubei e le tecnologie avanzate di Dongfeng, si apre un nuovo percorso basato su sinergie complementari", ha dichiarato Qing YANG, Presidente di Dongfeng Group.









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24 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infosempre che siano davvero concorrenti; cosa di cui ho seri dubbi.
teoricamente questi anche in patria si scannano a morte con BYD, Chery, Geely, Saic...ma un vago sospetto che il capo sia sempre il PCC può venire...
eh, ci siamo capiti.
poi niente di più facile che ci si scanni in casa ma si faccia comunella in trasferta.
Tutte le aziende sono controllate dal governo indirettamente.
Quelle europee invece no e infatti siamo a 90 !
teoricamente questi anche in patria si scannano a morte con BYD, Chery, Geely, Saic...ma un vago sospetto che il capo sia sempre il PCC può venire...
Il capo è sempre il PCC. Solo che a questo punto li lascia scannare.
https://www.youtube.com/watch?v=vQi4UyXwp3E
Maggio 2026: Stellantis è in trattative per cedere gli impianti di Cassino ( si parla anche di Mirafiori ) a BYD ed in Spagna sono in corso trattative avanzate con il partner Leapmotor...
Quindi abbiamo le Fiat Panda prodotte in Serbia, la Fiat 600 continua ad essere prodotta in Polonia, la 500 Ibrida ed Elettrica assemblata a Mirafiori e la Pandina a Pomigliano d'Arco con produzione garantita fino al 2027. Melfi sostanzialmente va avanti con la JeeP Compass ( elettrica ed ibrida ).
Con questo accordo con Dongfeng si mette ulteriormente in discussione la produzione in Italia e in UE.
Promesse da televenditore di pentole...
Il PCC è il " capo " di tutto e tutti ed ha sempre l'ultima parola in fatto di pianificazioni ed investimenti.
Quando le cose vanno bene applica la politica del " laissez faire " ma dopo lo scandalo Evergrande lo sta facendo sempre meno.
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