Stellantis: ecco il piano del nuovo CEO per uscire dalla crisi, priorità al mercato USA
di Vittorio Rienzo pubblicata il 22 Maggio 2026, alle 18:12 nel canale Auto Elettriche
Stellantis ha presentato FaSTLAne 2030, il piano industriale da 60 miliardi di euro quinquennale elaborato dal CEO Antonio Filosa per uscire dalla crisi. In merito all'Italia, il gruppo ha confermato che nessuno stabilimento verrà chiuso
Stellantis ha svelato FaSTLAne 2030, il nuovo piano industriale quinquennale che definisce la strategia del gruppo fino alla fine del decennio. Il progetto, presentato durante l'Investor Day 2026 nella sede di Auburn Hills, vicino Detroit, rappresenta il primo piano elaborato sotto la guida del nuovo CEO Antonio Filosa, arrivato al vertice dell'azienda lo scorso anno dopo l'uscita di Carlos Tavares.
Il gruppo automobilistico prevede investimenti complessivi pari a 60 miliardi di euro entro il 2030 e l'introduzione di 60 nuovi modelli insieme a 50 aggiornamenti di gamma. L'obiettivo dichiarato consiste nell'aumentare i ricavi da 154 miliardi di euro del 2025 fino a 190 miliardi entro il 2030, con un incremento superiore al 20%.

Una parte rilevante delle risorse verrà destinata allo sviluppo dei marchi e dei prodotti. Stellantis investirà infatti 36 miliardi di euro in questo ambito, mentre altri 24 miliardi saranno utilizzati per piattaforme, motori e tecnologie. Il Nord America assorbirà il 60% degli investimenti dedicati ai prodotti, confermandosi il mercato prioritario per il gruppo.
Dal punto di vista industriale emerge un cambio di direzione rispetto alla strategia degli ultimi anni. Stellantis non concentrerà più l'offerta esclusivamente sull'elettrico: il piano prevede infatti una combinazione di motorizzazioni elettriche, ibride e termiche. La nuova impostazione interessa l'intera gamma futura del gruppo.
I quattro marchi considerati globali saranno Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, mentre altri brand come Alfa Romeo, Citroën, Opel, Chrysler e Dodge assumeranno un ruolo regionale. DS verrà coordinata da Citroën, mentre Lancia passerà sotto la supervisione di Fiat.
Tra i nuovi modelli annunciati spiccano cinque novità per Fiat, incluse Topolino, Tris, Quattrolino, Next Gen 500 e Pandina. Peugeot introdurrà sette nuovi modelli, Opel quattro e Citroën tre, tra cui una reinterpretazione della storica 2 Cavalli. Alfa Romeo presenterà due nuovi veicoli, mentre Maserati avrà una strategia separata che Stellantis illustrerà a dicembre 2026 a Modena.

Per l'Italia arrivano indicazioni considerate rassicuranti sul fronte produttivo. Antonio Filosa ha confermato che nessuno stabilimento italiano verrà chiuso. A Mirafiori prosegue l'incremento della produzione della Fiat 500 ibrida, mentre Pomigliano d'Arco ospiterà la produzione delle future e-car sviluppate probabilmente insieme alla cinese Leapmotor. Questi modelli dovrebbero avere un prezzo vicino ai 15.000 euro con marchi Fiat e Citroën.
Lo stabilimento di Melfi produrrà anche una delle nuove Alfa Romeo, mentre Atessa manterrà la produzione del nuovo Ducato. Restano invece alcuni interrogativi sul futuro di Cassino e sull'attività motoristica di Termoli, temi che il gruppo approfondirà nei prossimi mesi.
Sul fronte finanziario, Stellantis punta a raggiungere un margine AOI del 7% entro il 2030 e un flusso di cassa industriale positivo già dal 2027, con crescita prevista fino a 6 miliardi di euro entro fine decennio. Parallelamente il gruppo vuole ridurre i costi di 6 miliardi di euro entro il 2028 rispetto ai livelli del 2025.

Un ruolo sempre più importante arriverà anche da Stellantis Financial Services. La divisione gestisce già oltre 85 miliardi di euro di crediti netti attraverso captive e joint venture nei principali mercati globali. Secondo le previsioni del gruppo, le attività finanziarie contribuiranno con oltre 1,5 miliardi di euro di AOI entro il 2030.
La reazione dei sindacati resta differenziata. FIM-CISL considera il piano un avanzamento rispetto alle difficoltà degli ultimi anni, mentre FIOM continua a giudicare insufficienti le misure annunciate e chiede un maggiore coinvolgimento del governo italiano.









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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon a caso dopo la fine della presentazione del piano industriale i mercati lo hanno omaggiato con un bel rutto in faccia!!
Me lo segno
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