Osca rinasce: le auto dei fratelli Maserati tornano a viaggiare sulle strade italiane
di Rosario Grasso pubblicata il 26 Novembre 2025, alle 16:31 nel canale Auto Elettriche
La storica Osca, fondata dai fratelli Maserati nel dopoguerra, si prepara a una nuova vita in Italia grazie a un progetto industriale che punta su produzione locale e motori di eccellenza. Segna così un ritorno storico per il marchio simbolo delle corse
Osca, acronimo di Officine Specializzate Costruzione Automobili, ritorna sulle strade italiane con una nuova linea di automobili sportive e di lusso. Il marchio, nato nel 1947 dai fratelli Ettore, Ernesto e Bindo Maserati dopo la loro uscita dall'azienda Maserati, ha fatto la storia delle competizioni motoristiche con vetture leggere e motori bialbero di piccola cilindrata. Ha anche partecipato ai Gran Premi di Formula 1 all'inizio degli anni '50.
Il rilancio di Osca, annunciato da Massimo Di Risio, fondatore del gruppo DR Automobiles, è parte di un più ampio piano industriale che coinvolge anche il marchio Itala. La novità è stata rivelata anche con una serie di spot trasmessi in TV.
Le nuove vetture Osca saranno prodotte principalmente in Cina ma avranno la fase finale di collaudo, assemblaggio e immatricolazione negli stabilimenti italiani di Macchia d'Isernia (IS) e prossimamente ad Anagni (FR), quest'ultimo appena acquisito e destinato a una completa trasformazione produttiva.
Il programma di rilancio prevede investimenti per un totale di 50 milioni di euro e la creazione di circa 500 posti di lavoro nel Molise, con l'obiettivo di aumentare progressivamente il valore del contenuto italiano nei veicoli. Il modello di business si distanzia dalla mera importazione modificata di vetture, e punta invece alla progettazione e produzione locali per offrire prodotti distintivi capaci di soddisfare le richieste di qualità, stile e prestazioni del mercato europeo.
Le prime presentazioni pubbliche dei nuovi modelli Osca sono previste per gennaio 2026 con un evento ufficiale dietro il quale si cela un forte legame con il patrimonio motoristico italiano e lo spirito corsaiolo dei suoi fondatori. Le caratteristiche tecniche anticipano motori performanti, cura artigianale nelle finiture e una reinterpretazione moderna della tradizione sportiva che da sempre ha contraddistinto il marchio.
Con l'avvio di Osca, DR Automobiles ambisce a consolidare la propria posizione in un segmento premium e a offrire agli appassionati di automobili italiane un’alternativa autentica caratterizzata da contenuti tecnici solidi e da un forte valore storico.










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11 Commenti
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Prima cosa che ho pensato: "per favore fate che non siano altri SUV cinesi rimarchiati da Di Risio..."
Mi documento.
CVD, saranno altri SUV cinesi rimarchiati da Di Risio.
La storica Osca, fondata dai fratelli Maserati nel dopoguerra, si prepara a una nuova vita in Italia grazie a un progetto industriale che punta su produzione locale e motori di eccellenza. Segna così un ritorno storico per il marchio simbolo delle corse
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Produzione locale... Ma per piacere, non producono nulla ma assemblano materiale cinese proprio come le Dr!! Motori di eccellenza? Quali motori? Da chi li prendono? Oppure anche questi arriveranno da oriente via nave e verranno assemblati in Molise?
Ah, per la redazione, il video si riferisce ad un altro marchio storico italiano ed ormai decaduto, Itala, rilevato da Di Risio assieme ad OSCA con soldi " cinesi ".
Ah, per la redazione, il video si riferisce ad un altro marchio storico italiano ed ormai decaduto, Itala, rilevato da Di Risio assieme ad OSCA con soldi " cinesi ".
La cina oramai è una realtà sempre più presente nell'automotive mondiale.
Inutile tirare avanti con queste lagne.
Avessero fatto qualcosa del genere con piattaforme francesi e motore puretech avresti detto l'esatto contrario.
Assemblano solo ? Basta che lo facciano in Italia e sarebbe già qualcosa di positivo, di certo meglio di Stellantis cui abbiamo dovuto implorare in ginocchio per riportare l'assemblaggio delle 500 ibride.
Inutile tirare avanti con queste lagne.
Avessero fatto qualcosa del genere con piattaforme francesi e motore puretech avresti detto l'esatto contrario.
Assemblano solo ? Basta che lo facciano in Italia e sarebbe già qualcosa di positivo, di certo meglio di Stellantis cui abbiamo dovuto implorare in ginocchio per riportare l'assemblaggio delle 500 ibride.
Ma che pensi che facciano con 50 MLN di investimento...
Inutile tirare avanti con queste lagne.
Avessero fatto qualcosa del genere con piattaforme francesi e motore puretech avresti detto l'esatto contrario.
Assemblano solo ? Basta che lo facciano in Italia e sarebbe già qualcosa di positivo, di certo meglio di Stellantis cui abbiamo dovuto implorare in ginocchio per riportare l'assemblaggio delle 500 ibride.
l'assemblaggio delle 500 ibride prevede l'usi componentistica prodotta anche in italia
l'assemblaggio dei suv cinesi si basa su componentistica cinese, le macchine arrivano parzialmente a pezzi e vengono riassemblate in loco. Sarà pur sempre lavoro ma comunque porta un vantaggio risibile per il nostro paese.
l'assemblaggio dei suv cinesi si basa su componentistica cinese, le macchine arrivano parzialmente a pezzi e vengono riassemblate in loco. Sarà pur sempre lavoro ma comunque porta un vantaggio risibile per il nostro paese.
Sono le famose fabbriche cacciavite: solo assemblaggio di componenti arrivati via mare con le scocche.
Venendo ai due marchi, Itala e OSCA, rilevati da Di Risio è solamente una operazione di immagine per tentare di dare una finta eredità storica e prestigio ad una produzione cinese targata Dongfeng, Chery, JAC. Come insozzare il ricordo di due marchi, sebbene decaduti da tempo, che hanno fatto la storia dell'auto in Italia assieme ad Alfa Romeo, Lancia, Fiat...
In percentuale quanto verrebbe prodotto in Italia ?
A meno che non utilizzino ancora il termico della vecchia Punto (
A meno che non utilizzino ancora il termico della vecchia Punto (
Quasi zero! Se va bene forse in Italia stamperanno la calandra anteriore e paraurti...
hai dimenticato l'importanza di appiccicare il marchio e i copri cerchioni per poterlo chiamare made in Italy
sarà sempre più alta della percentuale prodotta in italia delle tue amate cinesi
che sarebbe sempre meglio dei soliti 1.5 che montano i furgoni da discount cinese
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