Obiettivo 2030: così l'Europa prova a prendersi la leadership nello stato solido
di Nino Grasso pubblicata il 12 Gennaio 2026, alle 12:01 nel canale Auto Elettriche
Nasce una nuova realtà industriale europea dedicata allo sviluppo e alla produzione su larga scala di materiali essenziali per gli accumulatori di prossima generazione. L'obiettivo è garantire all'Europa una posizione di rilievo nella filiera della mobilità elettrica
L'industria europea della mobilità elettrica sta registrando un movimento di rilievo con la creazione di Argylium, una nuova joint venture nata dalla collaborazione tra Syensqo e Axens per accelerare l'industrializzazione dei materiali destinati alle batterie allo stato solido. La sede della società sarà in Francia e il suo focus primario riguarderà lo sviluppo e la produzione commerciale di elettroliti solforati, componenti fondamentali per superare i limiti delle attuali tecnologie agli ioni di litio.

Le batterie allo stato solido costituiscono una delle soluzioni più promettenti per il settore automotive e per i sistemi di stoccaggio energetico. Sostituire gli elettroliti liquidi con materiali solidi permette di ottenere una densità energetica superiore, tempi di ricarica ridotti e, fattore non trascurabile, una maggiore sicurezza operativa. Argylium si pone l'obiettivo di trasformare queste potenzialità teoriche in prodotti disponibili sul mercato, colmando il divario che spesso separa la ricerca scientifica dall'applicazione industriale su grandi volumi.
Le previsioni indicano il 2030 come orizzonte temporale per la piena commercializzazione degli elettroliti solidi. La belga Syensqo porta in dote l'esperienza maturata con la sua linea pilota a La Rochelle e oltre dieci anni di studi condotti presso il laboratorio di Aubervilliers: un contributo tecnico che riguarda principalmente la chimica dei materiali avanzati e la formulazione specifica degli elettroliti.
Axens, d'altra parte, offre competenze consolidate nella progettazione di processi, nello scale-up industriale e nella gestione di impianti chimici complessi. A completare il quadro delle competenze interviene IFPEN (IFP Énergies nouvelles), centro di ricerca noto per le competenze nella chimica inorganica e nei materiali divisi (ossidi o solfuri), il cui centro di ricerca a Lione fornirà supporto scientifico cruciale.
L'operazione risponde a una precisa necessità strategica del continente europeo: costruire una filiera indipendente e competitiva per le tecnologie di accumulo. Argylium intende collaborare con istituti di ricerca, costruttori automobilistici e produttori di celle per creare un ecosistema integrato, attraverso un approccio mirato per competere in uno scenario globale dove la padronanza delle tecnologie di accumulo determina gli equilibri economici del settore automotive.
I vertici delle due aziende fondatrici hanno sottolineato come l'unione delle rispettive specializzazioni sia la chiave per portare i materiali allo stato solido verso la maturità commerciale. Fabrice Bertoncini, vicepresidente esecutivo di Axens, ha evidenziato l'importanza di gettare le basi per un ecosistema robusto, capace di sostenere la produzione di materiali attivi catodici e il riciclo, oltre agli elettroliti. Thomas Canova, responsabile ricerca e sviluppo di Syensqo, ha rimarcato come la partnership aumenti le probabilità di successo nel passaggio dalla fase pilota alla produzione di massa, contribuendo direttamente alle ambizioni di elettrificazione dell'Europa.










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2 Commenti
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Nasce una nuova realtà industriale europea dedicata allo sviluppo e alla produzione su larga scala di materiali essenziali per gli accumulatori di prossima generazione. L'obiettivo è garantire all'Europa una posizione di rilievo nella filiera della mobilità elettrica
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Intanto sono partiti con " eoni " di ritardo in una situazione di mercato di materie prime e tecnologie già ampiamente consolidato e dominato dalla Cina.
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