Nepal ed Etiopia sorpassano i giganti: oggi tra i leader mondiali nell'adozione di veicoli elettrici
di Rosario Grasso pubblicata il 13 Agosto 2025, alle 13:59 nel canale Auto Elettriche
Nepal ed Etiopia sono tra i leader mondiali nell'adozione di veicoli elettrici. Politiche fiscali mirate, infrastrutture di ricarica in crescita e la vicinanza alla produzione cinese hanno trasformato due mercati emergenti in esempi globali di transizione elettrica
Quando si parla di diffusione dei veicoli elettrici, l'attenzione ricade spesso su nazioni ricche come Norvegia o Singapore, o il Nord Europa in generale. Eppure, due paesi che fino a pochi anni fa avevano un mercato EV quasi inesistente stanno riscrivendo le classifiche mondiali: Nepal ed Etiopia.
Secondo Bloomberg, nel 2024 il 76% delle nuove auto immatricolate in Nepal è stato elettrico, con quasi la metà dei veicoli commerciali alimentati a batteria. Un cambiamento accelerato da scelte politiche mirate: dazi d'importazione elevati per le auto a combustione e ridotti per quelle elettriche, prezzi competitivi e una rete di ricarica in rapida espansione, sia a Kathmandu sia lungo le principali arterie stradali.
Il passaggio verso l'elettrico è iniziato dopo il blocco petrolifero del 2015 imposto dall'India, che spinse il paese a puntare sull'energia idroelettrica. Oggi, tariffe agevolate per la ricarica e incentivi alla costruzione di colonnine, anche da parte di operatori privati, hanno reso la ricarica più conveniente del rifornimento di un veicolo a combustione. La vicinanza geografica con la Cina, principale produttore mondiale di auto elettriche e batterie, e i rapporti commerciali con la nazione dell'Estremo Oriente, assicurano un flusso costante di modelli a basso costo, con iniziative come la donazione di 100 autobus elettrici per il trasporto pubblico di Kathmandu.
Per quanto riguarda l'Etiopia, invece, dal 2014 il paese africano vieta l'importazione di veicoli a motore termico, una decisione che in soli due anni ha portato circa 100.000 auto elettriche sulle sue strade, pari all'8,3% del parco circolante, stando a una ricostruzione del New York Times. L'obiettivo è raggiungere quota 500.000 EV entro il 2030, un traguardo ambizioso ma già in vista.
Con una popolazione che in gran parte non possiede un'auto, le prime esperienze di mobilità privata saranno probabilmente elettriche, mentre flotte di taxi e servizi pubblici stanno già effettuando la transizione.
Come noto, l'Etiopia ha avuto rapporti conflittuali con l'Italia. Dopo un primo tentativo di espansione con la sconfitta italiana ad Adua nel 1896, l'Italia ha invaso nuovamente l'Etiopia nel 1935. Il dominio durò fino al 1941, quando le truppe italiane furono sconfitte dagli Alleati e dall'esercito etiope. Negli anni successivi, i rapporti si sono normalizzati, sviluppandosi in ambito diplomatico, economico e di cooperazione allo sviluppo.
Se nei paesi più ricchi la transizione elettrica è spesso guidata da incentivi e normative graduali, in Nepal ed Etiopia il cambiamento passa per decisioni politiche drastiche e investimenti mirati. Il risultato è un'adozione accelerata, alimentata da costi ridotti, disponibilità di modelli cinesi e infrastrutture in rapida crescita. E tutto questo sta trasformando mercati considerati "periferici" in modelli per la mobilità elettrica globale.










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14 Commenti
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Appunto.
Proporsi come paese-guida della transizione è un impostazione decisamente razzista, ammettiamolo.
Il mondo è policentrico, la galassia cinese ha preso quella strada, senza pippe mentali come proporsi come "potenza normativa" in stile UE, e vince perché nella produzione è più forte in tutti i campi.
In fondo cos' é l' Europa se non una sorta di RSA (ricovero geriatrico, se preferite) molto grande?
Nepal ed Etiopia sono amiconi con la Cina da decenni, questa elettrificazione sarà qualcosa che la Cina fornisce loro in cambio di Dio solo sa cosa.
In occidente invece CIG... e ma noi piace il brumme brumme ed il petrolio.
Abbiamo regalato alla Cina una posizione da leader indiscusso sulla transizione energetica.
Hanno lavoro assicurato per i prox 50anni.
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