Nepal ed Etiopia sorpassano i giganti: oggi tra i leader mondiali nell'adozione di veicoli elettrici

di pubblicata il , alle 13:59 nel canale Auto Elettriche Nepal ed Etiopia sorpassano i giganti: oggi tra i leader mondiali nell'adozione di veicoli elettrici

Nepal ed Etiopia sono tra i leader mondiali nell'adozione di veicoli elettrici. Politiche fiscali mirate, infrastrutture di ricarica in crescita e la vicinanza alla produzione cinese hanno trasformato due mercati emergenti in esempi globali di transizione elettrica

 

Quando si parla di diffusione dei veicoli elettrici, l'attenzione ricade spesso su nazioni ricche come Norvegia o Singapore, o il Nord Europa in generale. Eppure, due paesi che fino a pochi anni fa avevano un mercato EV quasi inesistente stanno riscrivendo le classifiche mondiali: Nepal ed Etiopia.

Secondo Bloomberg, nel 2024 il 76% delle nuove auto immatricolate in Nepal è stato elettrico, con quasi la metà dei veicoli commerciali alimentati a batteria. Un cambiamento accelerato da scelte politiche mirate: dazi d'importazione elevati per le auto a combustione e ridotti per quelle elettriche, prezzi competitivi e una rete di ricarica in rapida espansione, sia a Kathmandu sia lungo le principali arterie stradali.

Il passaggio verso l'elettrico è iniziato dopo il blocco petrolifero del 2015 imposto dall'India, che spinse il paese a puntare sull'energia idroelettrica. Oggi, tariffe agevolate per la ricarica e incentivi alla costruzione di colonnine, anche da parte di operatori privati, hanno reso la ricarica più conveniente del rifornimento di un veicolo a combustione. La vicinanza geografica con la Cina, principale produttore mondiale di auto elettriche e batterie, e i rapporti commerciali con la nazione dell'Estremo Oriente, assicurano un flusso costante di modelli a basso costo, con iniziative come la donazione di 100 autobus elettrici per il trasporto pubblico di Kathmandu.

Nepal

Per quanto riguarda l'Etiopia, invece, dal 2014 il paese africano vieta l'importazione di veicoli a motore termico, una decisione che in soli due anni ha portato circa 100.000 auto elettriche sulle sue strade, pari all'8,3% del parco circolante, stando a una ricostruzione del New York Times. L'obiettivo è raggiungere quota 500.000 EV entro il 2030, un traguardo ambizioso ma già in vista.

Con una popolazione che in gran parte non possiede un'auto, le prime esperienze di mobilità privata saranno probabilmente elettriche, mentre flotte di taxi e servizi pubblici stanno già effettuando la transizione.

Come noto, l'Etiopia ha avuto rapporti conflittuali con l'Italia. Dopo un primo tentativo di espansione con la sconfitta italiana ad Adua nel 1896, l'Italia ha invaso nuovamente l'Etiopia nel 1935. Il dominio durò fino al 1941, quando le truppe italiane furono sconfitte dagli Alleati e dall'esercito etiope. Negli anni successivi, i rapporti si sono normalizzati, sviluppandosi in ambito diplomatico, economico e di cooperazione allo sviluppo.

Se nei paesi più ricchi la transizione elettrica è spesso guidata da incentivi e normative graduali, in Nepal ed Etiopia il cambiamento passa per decisioni politiche drastiche e investimenti mirati. Il risultato è un'adozione accelerata, alimentata da costi ridotti, disponibilità di modelli cinesi e infrastrutture in rapida crescita. E tutto questo sta trasformando mercati considerati "periferici" in modelli per la mobilità elettrica globale.

14 Commenti
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Ripper8913 Agosto 2025, 14:05 #1
le ricaricheranno direttamente da un generatore diesel.
Strato154113 Agosto 2025, 14:24 #2
Hanno redditi pro-capite da mondo sottosviluppato, aspettative di vita inferiori di 15-20 anni rispetto ai "grandi", però danno una lezione su come l'uomo del 3000 deve vivere il mezzo di trasposto...con una leggerissima influenza della cina..che ha saturato il proprio mercato e deve esportare se non vuole finire in una bolla....proprio bravi 10+
Max Power13 Agosto 2025, 14:28 #3
In Etiopia trasformano in elettriche anche le vecchie termiche.

Con risultati discutibili, ma si devono arrangiare con quello che hanno.
DanieleG13 Agosto 2025, 14:50 #4
Originariamente inviato da: Ripper89
le ricaricheranno direttamente da un generatore diesel.


Appunto.
DelusoDaTiscali13 Agosto 2025, 15:28 #5
Si conferma sbagliato il paradigma europeo

Proporsi come paese-guida della transizione è un impostazione decisamente razzista, ammettiamolo.

Il mondo è policentrico, la galassia cinese ha preso quella strada, senza pippe mentali come proporsi come "potenza normativa" in stile UE, e vince perché nella produzione è più forte in tutti i campi.

In fondo cos' é l' Europa se non una sorta di RSA (ricovero geriatrico, se preferite) molto grande?
Sandro kensan13 Agosto 2025, 21:47 #6
Se una auto elettrica costa 10 mila euro in Cina e in Etiopia è ovvio che è concorrenziale a una auto termica. Solo da noi e in Norvegia un'auto elettrica costa 30 mila euro.
giuvahhh14 Agosto 2025, 00:04 #7
che marchetta di articolo
Doraneko14 Agosto 2025, 06:56 #8
Originariamente inviato da: Strato1541
Hanno redditi pro-capite da mondo sottosviluppato, aspettative di vita inferiori di 15-20 anni rispetto ai "grandi", però danno una lezione su come l'uomo del 3000 deve vivere il mezzo di trasposto...con una leggerissima influenza della cina..che ha saturato il proprio mercato e deve esportare se non vuole finire in una bolla....proprio bravi 10+


Nepal ed Etiopia sono amiconi con la Cina da decenni, questa elettrificazione sarà qualcosa che la Cina fornisce loro in cambio di Dio solo sa cosa.
ilariovs14 Agosto 2025, 07:33 #9
E la Cina gongola ampliando mercati, venderà loro pannelli FV, accumuli statici, colonnine di ricarica ed apparecchiature per connettività.

In occidente invece CIG... e ma noi piace il brumme brumme ed il petrolio.

Abbiamo regalato alla Cina una posizione da leader indiscusso sulla transizione energetica.

Hanno lavoro assicurato per i prox 50anni.
Criminal Viper14 Agosto 2025, 11:07 #10
Originariamente inviato da: Strato1541
Hanno redditi pro-capite da mondo sottosviluppato, aspettative di vita inferiori di 15-20 anni rispetto ai "grandi", però danno una lezione su come l'uomo del 3000 deve vivere il mezzo di trasposto...con una leggerissima influenza della cina..che ha saturato il proprio mercato e deve esportare se non vuole finire in una bolla....proprio bravi 10+


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