Mercato auto in crisi in Italia: i privati non comprano, l'elettrificazione rallenta
di Vittorio Rienzo pubblicata il 04 Agosto 2025, alle 12:34 nel canale Auto Elettriche
A luglio il mercato automobilistico italiano registra una nuova contrazione (-5,1%). I privati frenano in favore del noleggio, mentre le auto completamente elettriche cedono il passo ai plug-in hybrid. UNRAE rivede al ribasso le stime 2025 e sollecita riforme fiscali e incentivi stabili per sostenere la transizione ecologica
Il mercato automobilistico italiano continua a mostrare segni di affaticamento. I dati di luglio diffusi da UNRAE indicano una nuova flessione, con 118.493 immatricolazioni e un calo del 5,1% rispetto allo stesso mese del 2024. A soffrire in modo particolare è il canale dei privati, che ha registrato un calo del 13,5% su base annua.
Nei primi sette mesi del 2025, le immatricolazioni complessive si sono fermate a 973.396 unità, con una perdita del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 e una contrazione del 21,3% rispetto al 2019.

UNRAE ha rivisto al ribasso le previsioni per l'intero anno: si stima ora un totale di 1.515.000 immatricolazioni, 25.000 in meno rispetto alle previsioni precedenti. Questo implica un calo del 2,8% sul 2024 e una distanza ancora più marcata dal 2019, anno pre-pandemico, con oltre 400.000 veicoli in meno.
L’evoluzione verso una mobilità più sostenibile procede a ritmo contenuto. A luglio 2025, le auto elettriche pure (BEV) hanno rappresentato il 4,9% del mercato, in calo rispetto al mese precedente ma in crescita sul 2024. Le ibride plug-in (PHEV), invece, hanno segnato un incremento fino al 7,5%, sostenute dalla nuova normativa sui fringe benefits. La quota complessiva dei veicoli elettrificati ricaricabili ha raggiunto il 12,4%.
Tuttavia, secondo i dati Eurostat, l’Italia resta in ritardo nella diffusione dei veicoli elettrici, posizionandosi al quintultimo posto in Europa. UNRAE sottolinea che la discontinuità e la complessità degli incentivi statali penalizzano la transizione ecologica. Per migliorare l’attrattività del mercato e orientare i consumatori, l’associazione chiede misure strutturate, durature e una comunicazione efficace.

Dal punto di vista della composizione del mercato, si osservano tendenze divergenti tra le varie alimentazioni. I motori endotermici, ovvero benzina e diesel puri, continuano a perdere terreno, mentre le vetture ibride – soprattutto mild hybrid – guadagnano quote significative, rappresentando il 44,6% del mercato mensile. Le BEV e PHEV insieme raggiungono oltre il 12% delle nuove immatricolazioni.
La segmentazione del mercato mostra un calo delle berline nei segmenti A e B, a vantaggio dei SUV nei segmenti medio-alti. Anche la distribuzione geografica evidenzia dinamiche differenti, con il Nord Ovest che mantiene la leadership e il Centro Italia in ripresa.
Secondo UNRAE, senza una strategia strutturata e coerente, il rischio è che l’Italia diventi sempre meno competitiva e attrattiva per gli investimenti internazionali. L'associazione ribadisce l’urgenza di politiche industriali stabili, in grado di sostenere la trasformazione del settore automobilistico in una direzione sostenibile.










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76 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoe rendete piu diffusa e economica la rete di ricarica
Ma io sono sicuro al 100% che con le automobili hanno dei margini di guadagno incredibili, per quanto la possono raccontare, visto anche i mega sconti che spesso propongono.
Quindi se già abbassassero i prezzi di un bel 20-30% forse qualche auto in più la vendono.
Ma tanto ai Manager va bene così, questi sono problemi che ci facciamo noi poveracci
vero, vogliono una macchina unica per ogni mercato.
per far stare dentro 5 americani ci vuole un Ducato e così tra 10 anni la nuova panda sarà il Ducato..
Ma io sono sicuro al 100% che con le automobili hanno dei margini di guadagno incredibili, per quanto la possono raccontare, visto anche i mega sconti che spesso propongono.
Quindi se già abbassassero i prezzi di un bel 20-30% forse qualche auto in più la vendono.
Ma tanto ai Manager va bene così, questi sono problemi che ci facciamo noi poveracci
Considerato i dividendi che son stati distribuiti in certi gruppi automobilistici potrebbero scontare anche il 50% e rimanere comunque in attivo.
Purtroppo la mala gestione degli incentivi dati alla concessionaria e quindi di conseguenza ai marchi e non al privato ha fatto in decenni montare una bolla enorme sulle auto.
Gli incentivi andrebbero dati sempre e solo come detrazioni o rimborsi al privato e gestiti in maniera tale che il concessionario rimanga sempre all'oscuro del fatto che tu sia elegibile o meno.
Anche attualmente si stanno commettendo gli stessi errori con le elettriche con incentivi dai ai concessionari o sulla base dell'ISEE. Cosa che porterà nuovamente a speculazioni sui prezzi e basta.
Era molto meglio dire che l'incentivo lo porti in detrazione in 10 anni che poi sarebbe anche un metodo per disincentivare il nero perché se io ti creo una moltitudine di cose che puoi detrarre e se non hai reddito dichiarato perdi le detrazioni improvvisamente vedi come la gente sarebbe più interessata non solo a dichiarare ma anche a far fatturare tutto.
Il mese scorso sono andato in concessionaria perchè i miei volevano acquistarla. Modello base base (senza neanche l'autoradio): 16.000€. Ma di cosa stiamo parlando?????
Il guadagno che avevano in 3 auto, adesso lo hanno su una. Per cui anche se il mercato dimezza le vendite, i profitti per le aziende rimangono invariati. La peggio va a chi lavora nel settore. Ma ai top manager che gli importa???
Basterebbe...
Boicottarle TUTTE e vedi poi come abbassano i prezzi ...Devi effettuare il login per poter commentare
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