Maserati, si concretizza la pista cinese: base Huawei, produzione JAC, vendite globali
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 17 Settembre 2026, alle 10:43 nel canale Auto Elettriche
Secondo report della stampa asiatica Maserati sarebbe pronta ad un rilancio grazie a partner cinesi. Arriverebbero due modelli su base Huawei, prodotti in Cina e assemblati in Italia
Il progetto che lega Maserati a Huawei e a JAC Motors non è più solo un'ipotesi di lavoro, ma sta assumendo contorni sempre più concreti. Secondo alcune fonti del settore citate dal media cinese Future Cars Daily, la casa del Tridente avrebbe già definito i piani per due nuovi modelli completamente elettrici: un SUV di taglia medio-grande e una GT di grandi dimensioni, entrambi a zero emissioni. Il SUV nascerebbe come complemento strategico alla già esistente Grecale Folgore, mentre la GT avrebbe il compito di rinsaldare l'identità sportiva del marchio, proseguendo il percorso aperto dalla GranTurismo Folgore. Le fonti interne, sempre secondo il report, farebbero pensare che la priorità sia data proprio alla GT elettrica, indicata come primo frutto di questa inedita alleanza industriale.
Un'alleanza a tre, tra tecnologia, produzione e brand
Quello che si sta costruendo attorno a Maserati è un vero e proprio riassetto industriale che coinvolge tecnologia, manifattura, immagine di marca e canali di vendita. Huawei metterebbe sul tavolo la piattaforma Harmony Intelligent Mobility Alliance (HIMA), che comprende il cockpit intelligente, il sistema di guida autonoma Qiankun ADS e la tecnologia della trazione elettrica. JAC Motors contribuirebbe invece con la sua Maextro super factory, occupandosi dell'ingegnerizzazione e della produzione dei veicoli. A Maserati resterebbe il compito più identitario: mettere a disposizione un secolo di linguaggio stilistico e la rete di vendita globale già consolidata. La strategia, definita "dual-brand", prevede che le vetture vengano commercializzate in Cina con il marchio Maextro, mantenendo invece il celebre logo del Tridente nei mercati internazionali.

Produzione SKD: corpi in Cina, lusso made in Italy
Per conciliare il contenimento dei costi con la salvaguardia dell'heritage di lusso del marchio, Maserati punterebbe su un modello di esportazione di tipo SKD (Semi Knocked Down). In pratica, le scocche non rifinite verrebbero realizzate nello stabilimento JAC di Hefei, in Cina, per poi essere spedite in Italia dove avverrebbe l'assemblaggio finale, comprensivo di allestimento degli interni di pregio e calibrazione del telaio. Secondo le indiscrezioni, Maserati conserverebbe un potere decisionale rilevante sulla distribuzione internazionale, con Medio Oriente, Italia, Francia e Germania indicati come i primi mercati di riferimento. Un aspetto non secondario di questa operazione riguarda anche il rilancio della produzione negli storici stabilimenti di Cassino e Modena, che potrebbero così tornare a pieno regime grazie a questa nuova generazione di modelli elettrici.
Un'operazione necessaria per uscire dalla crisi
Questa collaborazione arriva in un momento decisamente critico per il brand. Nel 2025 le spedizioni globali di Maserati sono scese sotto le 8.000 unità, un crollo dell'80% rispetto al picco del 2017 e il dato più basso registrato in oltre un decennio. Anche i numeri di bilancio raccontano una situazione difficile, con una perdita operativa adjusted di 198 milioni di euro e un margine di profitto negativo del -27,3%. Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, aveva già dichiarato la necessità di trovare partner industriali per salvare il marchio senza però ricorrere a una cessione. Integrando la tecnologia intelligente di Huawei e le capacità produttive di JAC, Maserati punta a superare i propri limiti attuali in termini di ricerca e sviluppo e trasformazione digitale, nel tentativo di restituire lustro a un marchio che, tra alti e bassi, resta uno dei simboli più identificativi del lusso automobilistico italiano.








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30 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIo avrei preferito vederla chiusa piuttosto che vedere un marchio mitico applicato a cazzo su roba che non appartiene alla tradizione e non ha nessun dna. Maserati diventerà un MG, un Garelli o un Morini qualsiasi.
Quoto. Un'operazione del genere è oscena.
Con Lotus però stanno facendo buone cose, progettazione in UK, motori Mercedes. Forse forse.
Già oggi non fa quasi più nulla, quindi il ritiro del marchio sarebbe pressoché indolore.
Da appassionato e da italiano mi farebbe davvero male vedere il tridente su modelli di auto progettati e sviluppati in Cina, i componenti li prodotti e poi assemblati a Modena. Non voglio vedere altre porcate in stile OSCA ed ITALA!!
La coppia Tavares - Grasso su Maserati ha fatto più danni della grandine.
Il primo non ha innovato un belino e tagliato i costi colpendo la qualità e l'accuratezza, pensando che il cliente Maserati comprasse lo stesso ipnotizzato dal marchio e senza vedere la merda che c'era sotto, il secondo pur di svuotare i piazzali e provare a far girare le fabbriche ha attuato la strategia che ha avuto per un po' l'Alfa: "se un cliente entra in concessionario non lasciatelo andar via senza macchina".
Siamo passati da gente che preferiva Maserati a Ferrari perchè dentro era rifinita meglio, più lussuosa, alle macchine che già da semi-nuove venivano comprate dai giargianas stufi di Audi e Bmw.
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