Le auto connesse possono vendere i tuoi dati senza che tu lo sappia: ecco come funziona
di Nino Grasso pubblicata il 15 Settembre 2026, alle 13:31 nel canale Auto Elettriche
Una sanzione della FTC a General Motors e un'inchiesta del New York Times riaccendono i riflettori sui dati raccolti dalle auto connesse: quasi tutti i produttori li rivendono a broker e assicurazioni, spesso a insaputa dei clienti
La Federal Trade Commission ha inflitto quest'anno una sanzione senza precedenti a General Motors: cinque anni di divieto assoluto dalla vendita dei dati dei clienti a broker e agenzie di reporting creditizio. Per anni il colosso di Detroit ha raccolto informazioni dettagliate sulla guida degli automobilisti, dalla velocità tenuta agli orari di utilizzo notturno, girandole poi a chi costruisce profili di rischio per conto delle assicurazioni.
Il meccanismo passava dal servizio connesso OnStar e dalla sua funzione Smart Driver, attivata da molti clienti senza rendersi conto di cosa comportasse davvero l'iscrizione. GM cedeva poi quei dati a due broker, LexisNexis e Verisk, entrambi legati al mondo assicurativo. Un'inchiesta del New York Times del 2024 aveva già raccontato di automobilisti che si erano visti aumentare il premio assicurativo senza alcuna spiegazione plausibile, scoprendo solo dopo che la causa era la propria auto.

Il problema, però, va molto oltre GM. Un team della Mozilla Foundation ha passato mesi ad analizzare le informative privacy di tutte le principali case automobilistiche, arrivando a una conclusione netta: nessuna garantiva una gestione decente di sicurezza e riservatezza dei dati. A complicare le cose, i clienti si trovano a dover accettare politiche sovrapposte per il veicolo, i servizi connessi, l'app dello smartphone e persino il finanziamento del prestito, ciascuna con proprie clausole sulla raccolta dati.
Un settore senza controlli reali
Anche Consumer Reports, in un'indagine dell'anno scorso, era arrivata a conclusioni simili: quasi ogni produttore attivo negli Stati Uniti raccoglie e condivide con terzi i cosiddetti "dati sul comportamento di guida". A differenza dello smartphone, dove le impostazioni privacy restano relativamente accessibili, in auto la raccolta è distribuita su più sistemi e informative, rendendo quasi impossibile per l'utente capire davvero cosa viene tracciato.
Sul fronte legislativo, lo scorso dicembre un gruppo di deputati repubblicani ha presentato il DRIVER Act, pensato per garantire ai proprietari maggiore controllo sui dati generati dal proprio veicolo. Le associazioni per la privacy lo considerano però insufficiente: il testo lascerebbe comunque alle case automobilistiche la possibilità di raccogliere e vendere i dati a broker terzi, spostando sull'utente l'onere di scoprire cosa è stato raccolto e chiederne la cancellazione.
A luglio, il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha inviato al Congresso una lettera con le priorità dell'amministrazione sul rinnovo della legge sui trasporti, introducendo il concetto di "Freedom Car": il diritto degli automobilisti a guidare veicoli non connessi e privi di sistemi di guida automatizzata. Una proposta che, come nota The Verge, risponde a un problema che di fatto nessuno aveva mai posto nei termini opposti.
La domanda di fondo rimane: perché acquistare un'auto piena di sensori che tracciano ogni spostamento, invece di alternative più essenziali? I consumatori accettano dotazioni utili come le telecamere posteriori, ma difficilmente vogliono vedere pubblicità sugli schermi di bordo o sapere che ogni loro spostamento finisce in un database. Ma finché il mercato dei dati continuerà a premiare chi li raccoglie e li rivende, per le case automobilistiche non ci sarà alcun incentivo reale a smettere.









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4 Commenti
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che è a insaputa no...
Nella macchina della mia compagna, nuova e piena di adas, quando l'accendi ti appare un disclaimer che ti avverte quali dati vengono inviati, poi ovviamente gli analizzeranno e/o li rivenderanno.
come siamo riusciti a sopravvivere tutti questi decenni viaggiando con auto senza connessione ad Internet?
UN VERO MIRACOLO!!!
https://search.ftc.gov/news-events/...ries-11-million
Ormai siamo profilati anche al cesso e questi dati potranno essere (saranno) usati contro di noi
Prima con gli smartphone,poi con gli oggetti sempre connessi e fra poco,con la IA,anzi hanno già cominciato.
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