La Tesla senza volante e senza pedali sta per essere lanciata, ma è davvero pronta?
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 18 Agosto 2026, alle 10:56 nel canale Auto Elettriche
Cybercab, il veicolo autonomo pensato per servizio robotaxi, potrebbe essere lanciato tra pochi giorni, ma rischia di avere gli stessi problemi irrisolti del resto della gamma
Secondo quanto riportato dalla testata The Information, che cita fonti anonime, Tesla potrebbe lanciare definitivamente il Cybercab entro la fine di agosto. Si tratterebbe di una prima messa in strada solo ad Austin, in Texas, nell'area dove la casa opera già con i robotaxi derivati da Model Y.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che il Cybercab è un nuovo veicolo di Tesla, 100% elettrico, a due posti, e per la prima volta senza volante e senza pedali. È pensato e costruito per essere esclusivamente un taxi a guida autonoma.
Il problema - se così lo vogliamo chiamare - per Tesla, è che Cybercab dovrebbe funzionare con lo stesso software del resto della gamma, ovvero la stessa guida autonoma sfruttata dai robotaxi Model Y, che però ha mostrato diverse criticità.

Incidenti, errori, bug, flotta ridotta al minimo, nei mesi passati abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, su veicoli che almeno avevano un volante e dei pedali, e spesso a bordo anche personale Tesla per emergenze. Se il sistema sarà lo stesso, cosa accadrà con un veicolo non dotato di normali controlli?
Elon Musk ha più volte specificato che i veicoli saranno monitorati da remoto da degli operatori, e ci sarà la possibilità di prenderne il controllo, ma questo è solo un problema marginale. Al di fuori delle aree mappate e attive, il veicolo non può funzionare, ha solo due posti, una capacità di carico limitata, e le portiere con apertura ad ala sono scenografiche ma scomode, perché richiedono sempre tanto spazio per essere aperte.
Qual è dunque il destino del Cybercab?










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8 Commenti
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Monitorare da remoto è praticamente lasciare carta bianca all'IA: in un'emergenza, il tempo che l'operatore remoto se ne renda conto e che prenda i comandi, la frittata è già fatta.
Ciao
Scriva scriva
Insomma, un affare: soprattutto considerando che non costerà 1000 euro
Monitorare da remoto è praticamente lasciare carta bianca all'IA: in un'emergenza, il tempo che l'operatore remoto se ne renda conto e che prenda i comandi, la frittata è già fatta.
Ciao
Ma stai scrivendo questo messaggio nel 2026 o sei rimasto sospeso in una bolla spazio temporale dieci anni fa? Ormai da mesi sappiamo che la IA abbatte il tasso di danni alle cose e di lesioni personali rispettivamente del 88 e del 92%. Sono dati empirici confermati dalla società assicuratrice Swiss Re e riferiti alla flotta di Waymo. Tra l'altro per ragioni di latenza queste auto non possono essere controllate remotamente, al massimo la IA può chiedere alla centrale operativa un suggerimento su come gestire una situazione, suggerimento che poi in base al contesto decide come e se seguire.
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