La Germania si oppone al ban dei motori a combustione dal 2035: Merz invia lettera a Von Der Leyen
di Nino Grasso pubblicata il 01 Dicembre 2025, alle 09:51 nel canale Auto Elettriche
Il governo tedesco si è attivato per allentare il divieto UE sui motori a combustione dal 2035, aprendo a ibridi plug-in e motori alimentati con e-fuel. Una lettera diretta a Bruxelles cambia il quadro della transizione auto
Una lettera inviata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ufficializzato una posizione destinata a far discutere sia a Bruxelles sia all’interno dell’industria automotive europea. La Germania chiede che il bando sulle nuove auto a combustione, previsto dall’Unione Europea per il 2035, non sia rigido, ma consenta deroghe mirate a plug-in hybrid, motori altamente efficienti e veicoli alimentati con carburanti sintetici.
La decisione - citata da Reuters - arriva al termine di un confronto interno alla coalizione di governo che ha visto socialdemocratici e conservatori trovare un compromesso dettato tanto da esigenze occupazionali quanto dalle difficoltà della transizione verso l’elettrico. L’avanzata cinese nel settore dell’auto elettrica e il ritmo inferiore alle attese nella diffusione dei veicoli a batteria hanno pesato sulle scelte dell’esecutivo tedesco, con i sindacati automobilistici - sostenuti anche dai principali marchi come Volkswagen, Mercedes e BMW - che hanno esercitato pressioni su Berlino per ottenere una maggiore flessibilità normativa, motivando la richiesta con il rischio di perdita di posti di lavoro e la necessità di mantenere competitività industriale.
La richiesta tedesca: più flessibilità e deroghe al centro del confronto
Allo stesso tempo, l’introduzione di nuovi incentivi fino a 5.000 euro per veicoli elettrici o ibridi prodotti in gran parte in Germania conferma la volontà di sostenere una filiera nazionale che sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il contenuto della lettera inviata a Bruxelles ruota attorno a un principio di neutralità tecnologica: Merz spinge per una regolamentazione che non penalizzi soluzioni come gli ibridi plug-in, i motori supportati da carburanti alternativi (gli e-fuel) e pratiche produttive a basse emissioni, come l’acciaio verde ricavato da energia rinnovabile. Nel documento, il governo tedesco evidenzia le difficoltà dell’industria nel soddisfare gli ambiziosi obiettivi climatici dell’UE senza mettere a rischio la creazione di valore e l’occupazione in Europa.

Non sono tardate ad arrivare le reazioni delle associazioni ambientaliste, che hanno messo in guardia sull’utilizzo prolungato di tecnologie considerate ormai superate. Secondo Transport and Environment c’è il rischio concreto che, senza un’accelerazione sulle flotte aziendali e una chiara priorità ai veicoli a emissioni zero, la Germania possa ritardare la transizione in un contesto globale sempre più competitivo. Il gruppo propone una regolamentazione sulle nuove immatricolazioni aziendali che preveda almeno il 75% di elettriche dal 2030, puntando a produrre oltre 1,2 milioni di mezzi a batteria localmente entro la fine del decennio.
La presa di posizione tedesca arriva giusto in tempo per il 10 dicembre, data in cui la Commissione Europea renderà noti gli aggiornamenti sugli obiettivi di riduzione delle emissioni per il settore auto e le posizioni dei vari Stati membri saranno fondamentali per definire il nuovo quadro normativo. La contraddizione, segnalano alcuni osservatori, riguarda il fatto che la richiesta di allentamento del divieto si accompagna a nuovi sussidi destinati all’elettrico, in una fase in cui i marchi cinesi stanno consolidando sempre più la propria presenza e accelerando lo sviluppo di nuovi modelli in tempi molto più rapidi rispetto ai costruttori storici europei. La lettera della Germania, insomma, apre un negoziato che potrebbe condizionare profondamente la traiettoria dell’automotive europeo nei prossimi anni.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon riescono a capire che la chiave è il prezzo: le loro auto sono troppo costose!!!
loro per salvare il pianeta sono disposti a distruggerlo, geniale
D'altronde non è bastata la storia, c'è gente che continua a pensare che sia giusto lasciare in mano loro un continente
Clm,slòlsmlslslmmlkd
Non riescono a capire che la chiave è il prezzo: le loro auto sono troppo costose!!!
All'epoca forse era anche giustificabile, oggi i loro brands non sono più in grado di garantire una superiorità qualitativa rispetto ai brands giapponesi, sudcoreani ed anche Renault.
Ma c'è ancora chi pensa che comprare una Golf equivalga a comprare il meglio sul mercato.
https://www.youtube.com/watch?v=Gmc2eXv9H_M
Scherzato ? Qualcuno deve averli eletti gli europarlamentari.
Poi non mi pare sia solo una questione politica se non siamo capaci di essere competitivi nella raffinazione di materie e nella produzione di batterie.
Queste polemiche nascono solo dal fatto che non riusciamo a riconoscere che c'è chi è più competitivo di noi.
Puoi cancellare tutto quello che vuoi, la realtà è che l'idustria Europea dell'auto non può competere nella fascia di maggiore interesse, quando un modello "cinese" costa molto meno di uno europeo, dove vuoi andare a parare soprattutto con la capacità di spesa sempre in diminuzione?
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