L'Etiopia vieta le auto a combustione: alimentare le elettriche costa 6 volte meno

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Auto Elettriche L'Etiopia vieta le auto a combustione: alimentare le elettriche costa 6 volte meno

L'Etiopia ha vietato la vendita e l'importazione di nuove auto a combustione interna, puntando sull'energia idroelettrica nazionale. Con oltre 115.000 veicoli elettrici e costi di ricarica di circa 4 dollari al mese, il Paese ha scelto la mobilità sostenibile per semplice convenienza economica

 

Mentre l'Europa ha rimandato il divieto di immatricolazione di veicoli a combustione dal 2035 a data da destinarsi, c'è un Paese che già adesso ha vietato l'immatricolazione di nuovi veicoli alimentati da carburanti fossili: l'Etiopia. Si tratta della prima nazione al mondo ad adottare una misura così netta e la ragione è sorprendente.

Alla base di questa decisione, infatti, non c'è una particolare attenzione all'ambiente, ma semplicemente una convenienza economica: sì, alimentare le vetture elettriche è molto più accessibile rispetto all'importazione di carburanti fossili. Nel 2023, Addis Abeba ha speso circa 4 miliardi di dollari per l'importazione di carburanti raffinati secondo Angolan Mining Oil and Gas.

Per un'economia con riserve in valuta estera limitate, il petrolio rappresenta una delle principali voci di spesa. Ridurre questa dipendenza costituisce una priorità finanziaria oltre che energetica.

"Nell'ultimo decennio l'Etiopia ha dato priorità ai progetti idroelettrici Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) e Koysha, con una capacità rispettivamente di quasi 6 GW e ~2 GW. Si prevede che il GERD raddoppierà la produzione di energia idroelettrica dell'Etiopia, una volta pienamente operativo" scrivono gli osservatori del Climate Action Tracker.

L'impianto, il più grande del continente africano sul Nilo Azzurro, e stato inaugurato ufficialmente nel settembre 2025. Con una tariffa di circa 0,1 dollari per kWh, l'energia prodotta alimenta la crescita interna e genera entrate tramite l'esportazione verso Kenya, Tanzania e Gibuti.

A fine 2025 circolano sulle strade etiopi circa 115.000 veicoli elettrici, pari all'8,3% del parco auto nazionale secondo EV24.Africa. Il dato più rilevante riguarda i costi di utilizzo: un proprietario di EV spende mediamente circa 4 dollari al mese per la ricarica, contro i 27 dollari necessari per il rifornimento di un'auto a benzina. In un Paese con un reddito individuale mediano intorno ai 50 dollari mensili, la differenza incide in modo sostanziale sul bilancio familiare.

Per il governo etiope la crescita delle immatricolazioni elettriche rappresenta una conferma della politica sulle importazioni. Secondo Bloomberg, la disponibilità di capacità produttiva in eccesso grazie alla GERD sostiene l'espansione del settore EV e consente di monetizzare l'energia in surplus attraverso le esportazioni regionali.

L'evoluzione etiope ha quindi attirato l'attenzione degli analisti del settore trasporti. Colin McKerracher, responsabile clean transport di BloombergNEF, sottolinea come i Paesi che non dispongono di una filiera automobilistica consolidata possano sfruttare l'importazione di veicoli per ridurre la dipendenza dal petrolio e al contempo migliorare la qualità dell'aria urbana.

Naturalmente, al momento la transizione presenta delle criticità, prima tra tutte l'infrastruttura di ricarica: attualmente le colonnine distribuite sul territorio nazionale sono ancora poche, soprattutto a causa di una rete elettrica limitata. Tuttavia, i numeri mostrano un percorso di crescita sostenuto, con un'integrazione stretta tra politica industriale, produzione elettrica e mobilita.

Tuttavia, l'esperienza etiope evidenzia inequivocabilmente un dato importante: gli investimenti sulla produzione di energia pulita garantiscono non solo una riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, ma anche un contenimento sensibile della spesa che si riflette direttamente sui cittadini. In sintesi, con una politica strutturata, l'auto elettrica potrebbe consentire di risparmiare cifre importanti che incidono sul bilancio familiare mensile, soprattutto per chi macina molti chilometri.

45 Commenti
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v1doc21 Febbraio 2026, 16:06 #1
Con un PIL pro capite di 916 dollari sono sicuro che la popolazione non avrà problemi a comprarsi le auto elettriche.
Semplicemente questa legge è stata voluta dalla Cina (la Cina è il principale creditore, investitore e partner commerciale dell'Etiopia) per vendere qualche auto elettrica in più.
La Cina, grazie all'indifferenza di USA e Europa, si è comprata mezza Africa e ormai è in grado di esercitare un controllo diretto sulle leggi promulgate da molti stati africani.
agonauta7821 Febbraio 2026, 16:18 #2
Ne muoiono più di fame che di inquinamento in Etiopia
xxxyyy21 Febbraio 2026, 16:23 #3
I cinesi hanno fatto anche cose buone, si dira' in Etiopia.
sbaffo21 Febbraio 2026, 18:38 #4
Originariamente inviato da: v1doc
Con un PIL pro capite di 916 dollari sono sicuro che la popolazione non avrà problemi a comprarsi le auto elettriche.
Ecco deve finirarrno tutte le elettriche occidentali usate dopo gli 8 anni di garanzia batteria , quando qui non le vuole più nessuno, nemmeno in est europa dove finora si sono sblognate la auto occidentali irrivendibili.
Ripper8921 Febbraio 2026, 19:52 #5
Originariamente inviato da: v1doc
Con un PIL pro capite di 916 dollari sono sicuro che la popolazione non avrà problemi a comprarsi le auto elettriche.
Semplicemente questa legge è stata voluta dalla Cina (la Cina è il principale creditore, investitore e partner commerciale dell'Etiopia) per vendere qualche auto elettrica in più.
La Cina, grazie all'indifferenza di USA e Europa, si è comprata mezza Africa e ormai è in grado di esercitare un controllo diretto sulle leggi promulgate da molti stati africani.


L'Etiopia così come tutti gli stati poveri hanno una percentuale di ceto alto.
Questi ultimi hanno l'auto.

Il motivo per cui ragionano in questo modo è perchè essendo una nicchia questi ultimi significa che il loro parco auto è piccolo e quindi facile da gestire.


Per quelli più poveri ci sono i cavalli ed asini, che sono sicuramente ben più ecologiche, economiche e soprattutto con assistenze alla guida NATURALI.
zephyr8321 Febbraio 2026, 20:30 #6
Originariamente inviato da: v1doc
Con un PIL pro capite di 916 dollari sono sicuro che la popolazione non avrà problemi a comprarsi le auto elettriche.
Semplicemente questa legge è stata voluta dalla Cina (la Cina è il principale creditore, investitore e partner commerciale dell'Etiopia) per vendere qualche auto elettrica in più.
La Cina, grazie all'indifferenza di USA e Europa, si è comprata mezza Africa e ormai è in grado di esercitare un controllo diretto sulle leggi promulgate da molti stati africani.


le auto cinesi eletriche, vendute senza dazi e limitazioni, costano meno di auto ICE quindi la scelta mi sembra corretta anche se non si capisce la necessità di vietare che sicuramente è sicura a qualche "spinta"
Alodesign21 Febbraio 2026, 20:55 #7
Originariamente inviato da: v1doc
Con un PIL pro capite di 916 dollari sono sicuro che la popolazione non avrà problemi a comprarsi le auto elettriche.
Semplicemente questa legge è stata voluta dalla Cina (la Cina è il principale creditore, investitore e partner commerciale dell'Etiopia) per vendere qualche auto elettrica in più.
La Cina, grazie all'indifferenza di USA e Europa, si è comprata mezza Africa e ormai è in grado di esercitare un controllo diretto sulle leggi promulgate da molti stati africani.


A differenza del contadino italiano che ha 2 auto e 1 trattore tutte diesel, il contadino etiope ha 3 asini e 1 bue da tiro. L'aratro lo tiro il figlio però.
Le auto elettriche sono per pochi e se le possono permettere perché, a differenza degli occidentali, i cinesi si son comprati l'Africa senza colonizzarla e schiavizzarla.
Max Power22 Febbraio 2026, 04:15 #8
l'Etiopia e proprio il paese perfetto per le elettriche
Saetta_McQueen22 Febbraio 2026, 06:48 #9
Chissà se il Burundi seguirà la stessa strada. In effetti è una priorità per questi Paese

Altro tassello dell'epoca del cretinismo cosmico da tramandare ai posteri.
DelusoDaTiscali22 Febbraio 2026, 06:55 #10
Ma quale Cina d' Egitto...

A fare la grande diga sul Nilo Azzurro sono stati chiamati gli italiani ...

Il contraente principale è la società italiana Webuild (precedentemente Salini Costruttori), che è stata anche appaltatrice primaria delle dighe Gilgel Gibe II, Gilgel Gibe III e Tana Beles. Simegnew Bekele è stato il responsabile di progetto della GERD dall'inizio della costruzione nel 2011 fino al suo assassinio il 26 luglio 2018, sostituito ad ottobre da Kifle Horo. Il governo si è impegnato a utilizzare solo cemento prodotto in patria. Nel marzo 2012, Webuild ha assegnato alla ditta italiana Tratos Cavi spa un contratto per la fornitura di cavi a bassa e alta tensione per la diga.[31][35] Alstom fornirà le otto turbine Francis da 375 MW per la prima fase del progetto, per un costo di € 250 milioni.[36] cfr https://it.wikipedia.org/wiki/Grand...Renaissance_Dam


La Alstom invece è francese, i primi studi furono americani.
I soldi sì, li hanno messi i cinesi ma non si può dire che il progetto sia cinese e basta.

Ora con 6,5Gw di elettricità ci dovranno pure far qualcosa, andare in auto elettrica (poche o tante che siano) sembra il minimo.

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