Jaguar Land Rover: si tagliano costi, vendite e naturalmente il personale: 4.000 allontanamenti entro 2 anni
di Vittorio Rienzo pubblicata il 08 Settembre 2026, alle 18:00 nel canale Auto Elettriche
Jaguar Land Rover prevede circa 4.000 riduzioni di personale in due anni e 1,7 miliardi di sterline di risparmi. L'obiettivo è raggiungere il pareggio con 300.000 veicoli venduti ogni anno, mentre le risorse saranno concentrate su elettrificazione, tecnologia e semplificazione della produzione
Jaguar Land Rover, dal 2008 di proprietà dell'indiana Tata Motors, ha annunciato un piano di riorganizzazione che prevede circa 4.000 riduzioni di personale nei prossimi due anni, pari a circa il 10% della forza lavoro globale. Il programma, denominato Growth Reimagined, punta a ridurre la complessità organizzativa e a generare 1,7 miliardi di sterline di risparmi nello stesso periodo.
Il dato più significativo del piano, però, riguarda i volumi di vendita che JLR ritiene sufficienti per raggiungere il pareggio. L'azienda punta infatti a diventare redditizia con 300.000 veicoli venduti ogni anno, un volume nettamente inferiore rispetto alle oltre 400.000 unità che i marchi del gruppo hanno storicamente raggiunto.

La riduzione dell'organico non rappresenta quindi soltanto una risposta a un singolo esercizio difficile. JLR sta progettando una struttura aziendale più piccola, attorno a un livello di vendite che il gruppo considera sostenibile nel lungo periodo. Il programma partirà con un piano di esuberi volontari.
Secondo quanto indicato dall'amministratore delegato PB Balaji, le risorse liberate dalla riorganizzazione contribuiranno a finanziare un programma di investimenti compreso tra 15 e 18 miliardi di sterline nell'arco di cinque anni.
Il capitale sarà destinato soprattutto a elettrificazione, tecnologie digitali, produzione avanzata ed esperienza del cliente. Il piano prevede inoltre il lancio di cinque nuovi modelli nei prossimi 12 mesi, mentre l'azienda intende rafforzare la propria presenza commerciale in Nord America.
JLR punta anche a una crescita dei ricavi a doppia cifra. La combinazione tra riduzione dei costi e investimenti tecnologici rappresenta quindi l'elemento centrale del nuovo assetto: una parte delle risorse precedentemente assorbite dalla struttura aziendale viene destinata a software, batterie, automazione industriale e sviluppo dei prodotti.
La situazione di Jaguar Land Rover è legata a tre fattori principali: concorrenza cinese, dazi statunitensi e attacco informatico che ha interrotto la produzione per circa un mese. La crescita dei costruttori cinesi nel Regno Unito ha profondamente modificato il quadro competitivo. Le vendite di automobili cinesi nel Paese sono passate da poche centinaia di unità dieci anni fa a centinaia di migliaia nell'ultimo anno. Per JLR, che opera con marchi premium, la pressione sui prezzi delle vetture elettriche rappresenta un elemento particolarmente rilevante.

Sul fronte statunitense, le automobili prodotte nel Regno Unito sono soggette a un dazio del 10%, che sale al 27,5% se le vetture vendute in un anno superano le 100.000 unità. Per un gruppo che commercializza negli Stati Uniti modelli Range Rover, la seconda fascia tariffaria avrebbe un impatto rilevante sui costi.
A questi fattori si aggiunge l'attacco informatico che ha fermato la produzione di JLR per un mese. L'incidente ha avuto conseguenze anche sull'economia britannica, con un costo stimato in circa 2,5 miliardi di dollari.
Nel Regno Unito lavorano circa 34.000 dipendenti di JLR e la maggior parte delle riduzioni previste dovrebbe interessare il Paese. La situazione ha quindi una dimensione industriale rilevante, soprattutto perché gran parte delle automobili del gruppo viene prodotta negli stabilimenti britannici.
Il governo britannico ha escluso un intervento diretto per salvare l'azienda. Al posto di un sostegno specifico a JLR, le misure adottate riguardano l'intero comparto automobilistico e manifatturiero.
Tra gli interventi figurano la riduzione delle bollette energetiche per i produttori, 4 miliardi di sterline destinati a capitale e ricerca per i veicoli a emissioni zero e un Electric Car Grant da 2 miliardi di sterline destinato a incentivare l'acquisto di veicoli elettrici. Questi strumenti dovrebbero sostenere il settore, ma non sono bastati a scongiurare la riduzione del personale decisa da Jaguar Land Rover.
Il ridimensionamento di Jaguar Land Rover si inserisce in uno scenario coerente che coinvolge l'intera industria automobilistica europea. Volkswagen ha approvato pochi giorni prima un piano che porterà i tagli occupazionali a 100.000, ridurrà i modelli della gamma e interromperà la produzione in ben quattro stabilimenti tedeschi, il tutto entro il 2034. Anche Aston Martin e Bentley hanno annunciato programmi di riduzione dei costi negli ultimi mesi.
Il problema per l'industria europea è che una ristrutturazione simultanea di numerosi costruttori limita la possibilità che i lavoratori interessati trovino facilmente spazio presso concorrenti più solidi.

Il piano Growth Reimagined dovrà essere valutato soprattutto attraverso due elementi. Il primo riguarda i cinque nuovi prodotti previsti nei prossimi 12 mesi. JLR ha già mostrato l'elettrica Type 01, mentre il rilancio del marchio Jaguar ha seguito un percorso più lento e insolito rispetto alle aspettative.
Il secondo elemento riguarda la natura volontaria del programma di riduzione del personale. L'obiettivo di 4.000 posti in meno è infatti un traguardo previsto per i prossimi due anni, non un numero di dipendenti già individuato. Se le adesioni volontarie non dovessero raggiungere il livello necessario, il gruppo potrebbe dover ricorrere in futuro a interventi più incisivi.
Il risultato finale dipenderà dalla capacità di JLR di sostenere una struttura calibrata su 300.000 veicoli l'anno, finanziare fino a 18 miliardi di sterline di investimenti in cinque anni e, nello stesso tempo, portare sul mercato cinque nuovi prodotti entro appena dodici mesi.









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10 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoChe si godano la vita
Hanno fatto....
La svolta woke ed "inclusiva"...Godetevi i risultati ...
Ah quindi il problema non è aver equipaggiato macchine costosissime con motori pessimi ed aver creato un design Jaguar allucinante?
Godetevi i risultati ...
si, certo, aver messo motori di merda e cessi di finiture su auto (termiche) che costano come un monolocale in periferia non c'entra...
Ma adesso che avete imparato "woke" dovete usarlo per forza a cazzo in tutte le discussioni? E' una dimostrazione del massimo ingegno vannacciano?
Ah quindi il problema non è aver equipaggiato macchine costosissime con motori pessimi ed aver creato un design Jaguar allucinante?
Nel mondo moderno il FALLIMENTO non e' conteplato, meglio dare la colpa a fattori esterni per giustificare chi ha preso decisioni del caxxo dall'alto di stipendi milionari.
In realta' i CINESI oggi siamo noi.
Solo che siamo talmente arroganti che non lo vogliamo piu' ammettere.
Qualche tempo fa sentivo un intervento in una convetion di un ingegnere automobilistico che diceva
"In futuro compreremo solo auto cinesi, non perche' costeranno meno ma perche' sono fatte meglio"
Sì, certo, perché la parola woke non si usava prima di Vannacci...
Vannacci è probabilmente un effetto collaterale della cultura woke che ha influenzato l'occidente dal 2020 al 2025.
Forse non ti rendi conto di cosa stai cercando di difendere.
Vannacci è probabilmente un effetto collaterale della cultura woke che ha influenzato l'occidente dal 2020 al 2025.
Forse non ti rendi conto di cosa stai cercando di difendere.
https://it.wikipedia.org/wiki/Lapalisse
Solo che siamo talmente arroganti che non lo vogliamo piu' ammettere.
Qualche tempo fa sentivo un intervento in una convetion di un ingegnere automobilistico che diceva
"In futuro compreremo solo auto cinesi, non perche' costeranno meno ma perche' sono fatte meglio"
sono d'accordo!
il mio [I]...è colpa dei cinese, come sempre[/I] era amaramente ironico.
Oggi il mainstream cerca sempre "pateticamente" un colpevole per giustificare e proprie incapacità.
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