Itala rinasce: lo storico marchio automobilistico torna grazie al Gruppo DR
di Francesco Messina pubblicata il 21 Aprile 2026, alle 12:11 nel canale Auto Elettriche
Itala torna sul mercato grazie al Gruppo DR, con presentazione ufficiale il 18 maggio al MAUTO di Torino. Previsti SUV eleganti e crossover, mentre OSCA punterà su sportive leggere. Il rilancio, sostenuto da investimenti da 50 milioni, mira a unire tradizione storica e innovazione
Lo storico marchio automobilistico Itala si prepara a tornare ufficialmente sul mercato, segnando una nuova fase per uno dei nomi più iconici dell'industria automobilistica italiana. L'annuncio è stato dato durante la presentazione di un romanzo dedicato al leggendario raid Pechino-Parigi del 1907, evento che contribuì a consacrare il prestigio internazionale del brand.
Il momento chiave del rilancio sarà il 18 maggio, quando presso il Museo Nazionale dell'Automobile (MAUTO) di Torino verrà presentato ufficialmente il progetto di rinascita, insieme ai primi nuovi modelli. La scelta della location non è casuale: proprio lì è conservata la storica Itala 35/45 HP del 1907, protagonista della vittoria del principe Scipione Borghese nella celebre competizione Pechino-Parigi.
Fondata nel 1903 da Matteo Ceirano, Itala è stata una delle aziende più importanti del panorama automobilistico italiano, seconda solo a Fiat per volumi produttivi nel suo periodo d'oro. Dopo la chiusura nel 1934, il marchio è rimasto nella memoria collettiva come simbolo di innovazione e successi sportivi.
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Itala e la collaborazione con DR
Il ritorno di Itala è reso possibile dal Gruppo DR, guidato da Massimo Di Risio, che ha acquisito anche il marchio OSCA. Il piano industriale prevede investimenti pari a circa 50 milioni di euro e coinvolge sia lo storico stabilimento di Macchia d'Isernia sia il nuovo polo produttivo di Anagni, con una forte enfasi sul Made in Italy.
Secondo le prime indiscrezioni, Itala si concentrerà sulla produzione di SUV e crossover di grandi dimensioni, caratterizzati da un design elegante e posizionati in una fascia medio-alta del mercato. Parallelamente, OSCA dovrebbe puntare su sportive leggere, equipaggiate con motori 2.0 di derivazione Lotus, e destinate anche ai mercati internazionali, in particolare Nord America e Asia.
Nonostante queste anticipazioni, i dettagli ufficiali sui modelli restano ancora limitati. L'evento del 18 maggio rappresenterà quindi un momento cruciale per comprendere la direzione stilistica e tecnologica del nuovo corso del marchio, nonché la sua solidità industriale.










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30 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSapevo che in Italia si faceva catena assemblaggio (che comunque male non è per noi).
Sapevo che in Italia si faceva catena assemblaggio (che comunque male non è per noi).
Parrebbe, e sottolineo il condizionale, che ad Anagni le producano veramente, ci credo poco ma nel caso bravi.
Lasciate riposare in pace i morti
Sapevo che in Italia si faceva catena assemblaggio (che comunque male non è per noi).
DR significa Di Risio, che è il cognome del fondatore.
E' un gruppo italiano [B][COLOR="Red"]che assembla modelli cinesi[/COLOR][/B].
ITALA ed OSCA quindi saranno modelli cinesi.
E' un gruppo italiano [B][COLOR="Red"]che assembla modelli cinesi[/COLOR][/B].
ITALA ed OSCA quindi saranno modelli cinesi.
Meglio che niente, è sempre lavoro in più che c'è qui.
ormai sono un po' di anni che ci sono (che ricordi io quasi 20 o giù di lì
Ho sempre visto tante proteste sulla qualità, com'è oggi non saprei.
E' un gruppo italiano [B][COLOR="Red"]che assembla modelli cinesi[/COLOR][/B].
ITALA ed OSCA quindi saranno modelli cinesi.
In base agli annunci ad Anagni produrranno veicoli con una lavorazione sostanziale in Italia, quindi Made in Italy e non solo assemblaggio...staremo a vedere
In Italia non assembla niente
l’Antitrust «ha accertato che Dr Automobiles, nell’ambito dei messaggi e/o delle comunicazioni commerciali diffusi almeno a partire dal dicembre 2021 attraverso vari canali, ha indicato l’Italia come origine e luogo di effettiva produzione delle autovetture commercializzate con i marchi Dr ed Evo. Si tratta però di autoveicoli prodotti in Cina, salvo marginali interventi di rifinitura e di completamento» nel nostro paese. Per l’Autorità, «la pratica ingannevole è coincisa con un periodo di forte aumento delle vendite delle autovetture a marchio Dr ed Evo sul mercato italiano».
https://www.ilsole24ore.com/art/ant...te-cina-AGSsqpf
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