Incentivi auto elettriche, si va verso regole "prima l'Europa"
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 17 Febbraio 2026, alle 13:25 nel canale Auto Elettriche
La Commissione EU sta studiando nuove regole per vincolare gli incentivi statali alle auto prodotte in Europa e con componenti europee
Si torna a parlare di incentivi per l'acquisto di auto elettriche, e questa volta lo si fa a livello europeo, con nuove regole che potrebbero arrivare, valevoli poi per tutti gli stati membri.
Come rivelato dal Financial Times, sotto la pressione dei due principali gruppi europei, Volkswagen e Stellantis, la Commissione EU starebbe valutando un pacchetto di nuove regole, per vincolare gli incentivi statali alla produzione europea.
Nello specifico, le auto elettriche, per avere diritto a incentivi statali all'acquisto, dovrebbero essere assemblate in Europa, e con il 70% di componenti di derivazione europea, ad esclusione della batteria. Tuttavia, anche per l'accumulatore si valuta una regola per forzare almeno quelle che vengono definite "componenti chiave".

Il valore del 70% in realtà è ancora in una fase embrionale, e potrebbe essere soggetto a modifiche. Sicuramente queste sarebbero nuove regole che potrebbero dare un boost deciso alle vendite di auto elettriche europee, ma sembrano comunque esserci un paio di buchi non considerati.
Il primo, sotto gli occhi di tutti, è che le case cinesi hanno spesso coperto gli incentivi con sconti importanti, anche in assenza di contributi statali, e questo significa che potrebbero comunque praticare offerte competitive, a meno che le case europee non decidano di affiancare propri sconti agli incentivi statali.
Il secondo dubbio riguarda le diverse fabbriche di costruttori cinesi che sono in fase di attivazione in Europa, proprio per evitare provvedimenti come i dazi sull'importazione. Una volta che queste auto cinesi saranno assemblate in Europa, e rispetteranno la quota di componenti, dovranno essere considerate a tutti gli effetti come auto europee, con relativo accesso agli incentivi.
È dunque questa la strada giusta per favorire le industrie nostrane?










Diablo II Resurrected: il nuovo DLC Reign of the Warlock
Deep Tech Revolution: così Area Science Park apre i laboratori alle startup
HP OMEN MAX 16 con RTX 5080: potenza da desktop replacement a prezzo competitivo
Blue Origin propone di utilizzare Blue Ring per modificare l'orbita di un asteroide pericoloso per la Terra
Sora all'interno di ChatGPT: aumentano gli strumenti generativi, si moltiplicano le preoccupazioni
L'Ufficio dell'Ispettore Generale ha analizzato i lander lunari di SpaceX e Blue Origin del programma Artemis: diverse le criticità








14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infomi domando cosa si inventeranno quando i cinesi inizieranno ad assemblare in pianta stabile in Europa riuscendo ugualmente a vendere a costi inferiori rispetto i nostri produttori storici.
Ah voglio vedere cosa vi comprate di elettrico europeo !
L'obiettivo che si sono dati è quello di ridurre le emissioni di sostanze CO2-equivalenti in atmosfera e, tra le varie iniziative che hanno stabilito, c'è quella della graduale sostituzione delle auto con motore a combustione interna con quelle elettriche.
E lo hanno fatto escludendo gran parte delle altre opzioni e ignorando (o sottovalutando) alcune criticità tecnologiche ed economiche. Hanno anche messo paletti ben precisi, talvolta dei diktat, ma c'è da dire che hanno messo a disposizione anche degli incentivi (più o meno utili, ma ci sono).
Bene, l'obiettivo è chiaro: via i carburanti fossili, W l'elettrico. Si fa così e stop.
Poi cominciano ad arrivare i modelli cinesi e a questo punto si cominciano a fare i conti, i numeri crollano e l'industria europea è a rischio. E si mettono i dazi alle auto importate.
Ma non avevamo un obiettivo preciso, senza se e senza ma? Quando il "se" e il "ma" erano le persone costrette a cambiare auto o a valutare alternative al di fuori della loro capacità di acquisto o poco pratiche per via dell'autonomia e della velocità di ricarica degli EV bisognava "stringere i denti"? Dovevamo fare i sacrifici? Ben vengano le auto elettriche a bass(issim)o costo dalla Cina, noi vogliamo accelerare sempre più verso l'elettrificazione del parco auto e modelli sotto i 20.000 euro sono bene accetti! Cominciano a diventare interessanti, popolari oserei dire, e ci spingerebbero con maggior forza verso i target che ci siamo dati.
E INVECE NO. La transizione energetica "è importante fino a un certo punto" (cit.). E quel punto non siamo noi, le nostre esigenze, persino le nostre comodità. Il punto sono i soldi altrui, nel senso che ne devono fare sempre di più, e allora magari la CO2 non è poi così cattiva, forse possiamo prenderla larga, le scadenze non sono così ferree.
Abbiamo scoperto un problema enorme, abbiamo ipotizzato una possibile soluzione (senza tenere conto di tutti i fattori in gioco, evidentemente), a metà strada ci siamo accorti di non essere in grado di mantenere le promesse fatte e adesso i diktat diventano consigli e i problemi diventano "fattori da valutare".
E adesso? Adesso ci facciamo ridere dietro dal mondo, tiriamo il freno a mano e rivediamo tutto. Fino alla prossima isteria globale.
L'obiettivo che si sono dati è quello di ridurre le emissioni di sostanze CO2-equivalenti in atmosfera e, tra le varie iniziative che hanno stabilito, c'è quella della graduale sostituzione delle auto con motore a combustione interna con quelle elettriche.
E lo hanno fatto escludendo gran parte delle altre opzioni e ignorando (o sottovalutando) alcune criticità tecnologiche ed economiche. Hanno anche messo paletti ben precisi, talvolta dei diktat, ma c'è da dire che hanno messo a disposizione anche degli incentivi (più o meno utili, ma ci sono).
Bene, l'obiettivo è chiaro: via i carburanti fossili, W l'elettrico. Si fa così e stop.
Poi cominciano ad arrivare i modelli cinesi e a questo punto si cominciano a fare i conti, i numeri crollano e l'industria europea è a rischio. E si mettono i dazi alle auto importate.
Ma non avevamo un obiettivo preciso, senza se e senza ma? Quando il "se" e il "ma" erano le persone costrette a cambiare auto o a valutare alternative al di fuori della loro capacità di acquisto o poco pratiche per via dell'autonomia e della ricarica di ricarica degli EV bisognava "stringere i denti"? Dovevamo fare i sacrifici? Ben vengano le auto elettriche a bass(issim)o costo dalla Cina, noi vogliamo accelerare sempre più verso l'elettrificazione del parco auto e modelli sotto i 20.000 euro sono bene accetti! Cominciano a diventare interessanti, popolari oserei dire, e ci spingerebbero con maggior forza verso i target che ci siamo dati.
E INVECE NO. La transizione energetica "è importante fino a un certo punto" (cit.). E quel punto non siamo noi, le nostre esigenze, persino le nostre comodità. Il punto sono i soldi altrui, nel senso che ne devono fare sempre di più, e allora magari la CO2 non è poi così cattiva, forse possiamo prenderla larga, le scadenze non sono così ferree.
Abbiamo scoperto un problema enorme, abbiamo ipotizzato una possibile soluzione (senza tenere conto di tutti i fattori in gioco, evidentemente), a metà strada ci siamo accorti di non essere in grado di mantenere le promesse fatte e adesso i diktat diventano consigli e i problemi diventano "fattori da valutare".
E adesso? Adesso ci facciamo ridere dietro dal mondo, tiriamo il freno a mano e rivediamo tutto. Fino alla prossima isteria globale.
molto banalmente perchè sono miopi.
Bene sono d'accordo...
Ma allora se questo è l'obiettivo, devi permettermi di acquistare QUALSIASI auto elettrica, non solo quelle che ti fa comodo !
Peggio: una parte è composta da ignoranti, l'altra da ingordi
Ma allora se questo è l'obiettivo, devi permettermi di acquistare QUALSIASI auto elettrica, non solo quelle che ti fa comodo !
Esatto
l'ipotesi "cattiva" è che non sia stato un regalo.
l'ipotesi "cattiva" è che non sia stato un regalo.
ammettiamo che sia una (grande) svista.
però sta avvenendo la stessa cosa nel mondo HVAC: via le caldaie a gas, largo alle pompe di calore. Anche qui, senza se e senza ma. Che si debba tendere verso quella tecnologia ci sta, ma escluderla a priori (incluse le varianti ancora più green, come l'idrogeno) mi pare una grandiosa cappellata.
Oppure possiamo parlare dell'installazione di dispositivi per la generazione di energia da fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico su tutti. Ci siamo dimenticati di considerare però la loro natura intermittente e le reti elettriche incapaci di sfruttarle al meglio. Allora daje di sistemi di accumulo da più e più MW per stabilizzare le reti, accumulare quando possibile per rilasciare poi (oltre al fatto di servire a non far "crollare" intere porzioni dell'infrastruttura).
Insomma, pare che certe decisioni le abbiano prese chiacchierando una mattina al bar e che ora sia un continuo cercare di mettere delle pezze.
però sta avvenendo la stessa cosa nel mondo HVAC: via le caldaie a gas, largo alle pompe di calore. Anche qui, senza se e senza ma. Che si debba tendere verso quella tecnologia ci sta, ma escluderla a priori (incluse le varianti ancora più green, come l'idrogeno) mi pare una grandiosa cappellata.
Oppure possiamo parlare dell'installazione di dispositivi per la generazione di energia da fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico su tutti. Ci siamo dimenticati di considerare però la loro natura intermittente e le reti elettriche incapaci di sfruttarle al meglio. Allora daje di sistemi di accumulo da più e più MW per stabilizzare le reti, accumulare quando possibile per rilasciare poi (oltre al fatto di servire a non far "crollare" intere porzioni dell'infrastruttura).
Insomma, pare che certe decisioni le abbiano prese chiacchierando una mattina al bar e che ora sia un continuo cercare di mettere delle pezze.
Si ci manca tutto bello, tutto green, siamo i migliori e salviamo il mondo, ecc... , ma una cosa che ti sei dimenticato di dire è una e quella fondamentale, chi paga?
No perché se per fare i green salvatori del mondo devo distruggere l'industria dell'automotive europea, se devo fare mille mila regole per essere green e compagnia bella mentre il resto del mondo se ne sbatte i cosiddetti e inquina e produce a più non posso mandandoci anche la carta igienica che costa la metà di quella che produciamo noi ecco allora anche no eh....
Sono d'accordo che bisogna fare quanto possibile per ridurre l'inquinamento, incentivare l'energia elettrica rinnovabile e tutto il resto ma questo non può essere fatto distruggendo un comparto industriale e sulle spalle dei cittadini solo per correre dietro alle ideologie, queste devono essere sostenibili prima ancora di essere applicabili altrimenti, come del resto vediamo, producono solo danni anziché benefici, mi dispiace ma non ci sto a questo massacro dell'europa mentre nel resto del mondo fanno i cavoli propri e passando pure per i fessi della situazione.....
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".