Il PPE contro il Green Deal: 'Salviamo l'industria automobilistica europea'
di Nino Grasso pubblicata il 17 Settembre 2025, alle 12:31 nel canale Auto Elettriche
Il leader del Partito popolare europeo annuncia una proposta legislativa per modificare le norme sulle emissioni automobilistiche, citando la necessità di proteggere l'industria europea dalla concorrenza cinese nel settore elettrico
È ancora acceso il dibattito sulle politiche ambientali europee, che potrebbe essere interessato da significativi cambiamenti nel prossimo futuro. Se da una parte la Commissione Europea ha appena ribadito il proprio impegno verso un futuro solo elettrico, dall'altra Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, ha dichiarato la propria intenzione di presentare una proposta legislativa per eliminare il divieto della vendita di veicoli con motori termici previsto per il 2035.
La posizione di Weber deriva da considerazioni economiche concrete relative all'industria automobilistica europea: il leader del gruppo di centro-destra al Parlamento europeo ha sottolineato come la normativa attuale, parte integrante del Green Deal europeo pre-pandemia, richieda una revisione urgente per evitare conseguenze negative sui produttori automobilistici del continente.
Weber promette una revisione del divieto sui veicoli con motori termici del 2035
Le dichiarazioni di Weber, rilasciate al quotidiano tedesco Welt, mettono in luce le priorità per quanto riguarda gli aspetti occupazionale e industriale. Il politico bavarese ha definito la legislazione vigente come frutto di "errori ideologici dell'ultima legislatura", sottolineando l'importanza di garantire i posti di lavoro nel comparto automobilistico e di "conquistare i lavoratori".

La legislazione attualmente vigente stabilisce una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 per le automobili e i furgoni nuovi entro la metà del prossimo decennio, normativa approvata nel 2023 che ha orientato l'industria verso i modelli elettrici a batteria. Il mercato, però, appare già oggi abbastanza complicato per le realtà europee, con l'espansione delle aziende cinesi nel Vecchio Continente che sta creando difficoltà per i marchi locali storici, che faticano a mantenere la competitività nel segmento elettrico.
La normativa del 2035 aveva già incontrato resistenze significative durante il processo di approvazione, con i paesi con più forte tradizione automobilistica come Germania, Italia e Ungheria che avevano espresso opposizione e richiesto modifiche al testo finale, evidenziando le preoccupazioni del settore industriale. Nonostante le opposizioni e la recente posizione espressa da Weber, rimangono perplessità sulla possibilità concreta di modificare la normativa vigente, con la Commissione Europea che sembra sempre più decisa a perseguire il proprio obiettivo assoluto.
La proposta promessa dal Partito Popolare Europeo è prevista per l'autunno, e dovrà confrontarsi con i meccanismi decisionali europei e le diverse sensibilità politiche presenti nel Parlamento e negli Stati membri.










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10 Commenti
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Comunque in italia è rimasto poco da salvare grazie a stellantis, ormai le fabbriche sono trasferite in Serbia, Polonia, Marocco, ecc., quindi in realtà a noi frega poco.
Comunque sia alla fine la Commissione dovrà trattare con il Parlamento, altrimenti potrebbe perdere pezzi della sua coalizione. Oramai è chiaro che la Commissione sta mantenendo una posizione più ideologica che pratica nei confronti dell'industria automobilistica europea, freagandosene bellamente di tutti i costi che stanno ricadendo sul tessuto sociale ed economico dei singoli Paesi membri.
dilettanti
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"Stop a benzina e diesel dal 2035, ecco ciò che sappiamo finora (e no, non è rimandato)"....Titolo notizia sotto..
Il punto è che se votavano questo mese, dopo il rinvio di luglio glielo bocciavano in toto il ban, invece tentano di temporeggiare per convincere i recalcitranti , magari con le stesse borse piene di denari di cui non si conosce la provenienza...
Tanto tra 10 anni la commissione non sarà più quella di oggi e per ora tirano a campare altri 4 anni...
Da rinchiudere.
Peccato che le BEV non siano delle semplici lampadine...
No, non comandano loro perchè sono in coalizione con la Sinistra e i Verdi che comunque sono stati votati e hanno preso voti anche se meno rispetto a prima, cosa che spiega che il PPE alzi la voce.
PS
Indovina un po' di quale schieramento era Timmermans?
Se questi signori 10 anni fa avessero incentivato la ricerca e produzione di batterie come hanno fatto i cinesi negli ultimi 15 anni, adesso non saremmo qui a preoccuparci della loro concorrenza e con questa scusa cercare modi per continuare ad affumicare le città nonché i polmoni degli abitanti al grido salviamo posti di lavoro. Per me il green deal EU non si deve toccare.
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