Great Wall sfida direttamente Ferrari: la nuova supercar sarà come una SF90, ma a metà prezzo
di Vittorio Rienzo pubblicata il 04 Ottobre 2025, alle 04:01 nel canale Auto Elettriche
Great Wall Motor ha confermato di essere al lavoro su una supercar. Per dare un'idea della vettura, il CEO della società ha fatto riferimento alla SF90 di Ferrari, ma ad un costo praticamente dimezzato. L'auto dovrebbe essere alimentata da un V8 biturbo sviluppato internamente e combinato con un motore elettrico per un totale di 1.000 CV
Great Wall Motor porta la sfida nel segmento supercar: il costruttore cinese, noto soprattutto per SUV e pickup, ha annunciato l’arrivo della sua prima vettura ad alte prestazioni entro la fine del 2026.
Il progetto è stato avviato circa cinque anni fa ed è gestito dalla nuova divisione Ultra Luxury Vehicle Business Group, guidata dal presidente Wei Jianjun. Alla guida tecnica ci sono Song Dongxian, ex vicepresidente di tecnologia GWM, nominato CEO, e Zhang Xiaobo che ricopre il ruolo di CTO. La squadra è stata rafforzata con talenti internazionali per competere sul piano del design e dell’ingegneria.
Il primo indizio pubblico è emerso lo scorso luglio, durante l’evento per i 35 anni dell’azienda, quando un prototipo coperto con carreggiate ampie e assetto ribassato è apparso sullo sfondo. Poco dopo, il CTO Wu Huixiao ha confermato lo sviluppo di una supercar prendendo come riferimento Ferrari SF90.

Secondo quanto riportato da Car News China, la vettura potrebbe adottare un motore 4.0 V8 biturbo sviluppato internamente, abbinato a un’unità elettrica in configurazione ibrida plug-in. Le stime parlano di una potenza complessiva di circa 1.000 CV, accelerazione 0-100 km/h sotto i 3 secondi e velocità massima oltre 350 km/h.
Il prezzo stimato si aggirerebbe intorno a 2 milioni di yuan (circa 240.000 euro), ovvero quasi la metà rispetto alla suddetta Ferrari SF90 sul mercato cinese. GWM ha sottolineato l’importanza di bilanciare prestazioni elevate e contenimento dei costi, integrando materiali avanzati, soluzioni aerodinamiche e richiami stilistici alla cultura cinese.
Naturalmente, la vettura non punta semplicemente ad ampliare l'offerta. Si tratta di una supercar indirizzata a una nicchia di mercato che, con tutta probabilità, neanche verrà esportata all'estero. Piuttosto, GMW punta a dimostrare i progressi dell'industria automobilistica cinese anche in un segmento in cui finora marchi come Ferrari e Lamborghini da decenni dominano indisturbati.










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36 Commenti
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Le aziende Europee hanno regalato how know e loro lo utilizzeranno...
Credere di competere con Lamborghini e Ferrari solo perchè si fa un'auto da 0-100 in - 3 ( sì meno ) secondi è dimostrazione lampante..
Le aziende Europee hanno regalato how know e loro lo utilizzeranno...
Poco e nulla. Fino a vent' anni fa i cinesi non avevano un "Heritage" industriale, ma questo non gli ha impedito di costruire auto che rivaleggiano con le nostre.
E se è per questo per i nuovi ricchi cinesi, l' "heritage" dei marchi occidentali non vale nulla, visto che loro quella cultura motoristica non ce l'hanno e anzi sono piuttosto nazionalisti.
Se pensiamo di basare il vantaggio competitivo sull' "heritage" vuo dire che non abbiamo capito nulla dei cinesi.
Se pensiamo di basare il vantaggio competitivo sull' "heritage" vuo dire che non abbiamo capito nulla dei cinesi.
Competitivo ?
La competitività di certi tipi di prodotti viene dal blasone del brand principalmente.
Detto questo l'heritage non conta più nemmeno per alcuni di noi, basti vedere come ci sia gente che mette in dubbio il brand Ferrari perchè fra V6 ed elettrico non farà più brum brum.
La competitività di certi tipi di prodotti viene dal blasone del brand principalmente.
Ma il blasone non è null'altro che una buona costruzione di comunicazione.
Inoltre i blasoni possono essere acquistati da gruppi motoristici più forti.
Non è qualcosa di irriproducibile.
Se poi il tuo mercato è fatto da consumatori che non dà valore a quei blasoni vuoi perchè non li conosce, vuoi perchè i valori che esprime significano poco o nulla la questione del brand è facilmente superabile.
Ci sono miliardi di consumatori così in Cina.
E' una idea occidentale, e quei marchi che nomini sono occidentali.
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