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Gli USA dicono no a Polestar, sì a Volvo: stessa proprietà, esiti opposti

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Auto Elettriche Gli USA dicono no a Polestar, sì a Volvo: stessa proprietà, esiti opposti

Il Bureau of Industry and Security degli Stati Uniti nega a Polestar l'autorizzazione a vendere auto nuove dal model year 2027 per la proprietà cinese di Geely, mentre Volvo ottiene il via libera nonostante lo stesso azionista

 

Il Department of Commerce statunitense, attraverso il Bureau of Industry and Security (BIS), ha negato a Polestar l'autorizzazione a vendere veicoli negli Stati Uniti dal model year 2027. Il provvedimento blocca l'arrivo di qualunque nuovo modello sul suolo americano, ma lascia intatta la vendita delle scorte già presenti: i concessionari potranno continuare a commercializzare le unità rimaste di Polestar 3 e Polestar 4, e la rete di assistenza resterà attiva per i già clienti.

Al centro della decisione c'è la Connected Vehicle Rule, la normativa finalizzata nel gennaio 2025 che vieta l'importazione di veicoli equipaggiati con sistemi di connettività (VCS) e di guida automatizzata (ADS) riconducibili a Cina e Russia. Le restrizioni sul software entrano in vigore con il model year 2027, quelle sull'hardware seguiranno dal 2030. Il perimetro è ampio: telematica, fotocamere, microfoni, GPS, Bluetooth, moduli cellulari e software di guida automatizzata, senza distinzione tra motorizzazioni endotermiche, hybrid o elettriche.

Stessa proprietà, esiti opposti per Volvo

Per Polestar il nodo non è dove vengono costruite le auto, ma chi le controlla. Il marchio svedese è partecipato in maggioranza dal gruppo cinese Geely, proprietario anche di Volvo, e questo legame azionario fa scattare il divieto a prescindere dagli stabilimenti di produzione. Per il mercato americano la Polestar 3 esce dalla fabbrica Volvo di Ridgeville, in South Carolina, mentre la Polestar 4 viene assemblata a Busan, in Corea del Sud, in un impianto di proprietà Renault: nessuna delle due nasce in territorio cinese.

A rendere il caso ancora più singolare è il trattamento riservato a Volvo, controllata dallo stesso Geely ma autorizzata a continuare a vendere veicoli connessi negli Stati Uniti. Volvo si presenta come un costruttore più consolidato e con una presenza commerciale americana più ampia, mentre Polestar condivide piattaforme e software in modo più stretto con il resto della galassia Geely: una differenza strutturale che, secondo il BIS, giustifica i due esiti opposti.

I numeri certificano quanto il mercato americano pesasse poco nei piani di Polestar. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno assorbito 5.384 unità, in calo del 58,8% su base annua, a fronte di un dato globale di 60.119 auto vendute (+34%) e un fatturato superiore ai 3 miliardi di dollari. Nel primo trimestre del 2026 le consegne hanno toccato il record di 13.126 unità (+7%), con il 94% delle vendite generato fuori dagli Stati Uniti. Il margine lordo, però, racconta una fase più delicata: nel primo trimestre 2026 è sceso al -3,2%, contro il +10,3% dello stesso periodo dell'anno precedente, sotto la pressione di tariffe doganali e prezzi di listino in tensione.

Il CEO Michael Lohscheller ha derubricato l'addio al mercato USA a una scelta di prospettiva, parlando di un settore auto che "sta entrando in una nuova fase, basata su dinamiche regionali" e indicando l'Europa, che già rappresenta circa l'80% dei volumi retail del marchio, come il "motore di crescita più importante". Tra le mosse annunciate figurano l'espansione della rete commerciale europea e la localizzazione della produzione futura, a partire dalla Polestar 7, SUV compatto rivale della Tesla Model Y, che verrà costruito in Europa.

1 Commenti
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r134826 Giugno 2026, 15:02 #1
Non hanno comprato abbastanza Trumpcoin.

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