Europa e Cina trovano l'accordo sul prezzo minimo: addio ai dazi sulle auto elettriche cinesi
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 13 Gennaio 2026, alle 10:30 nel canale Auto Elettriche
Le aziende cinesi avranno due diversi metodi per calcolare il prezzo minimo delle auto elettriche vendute in Europa
I negoziati tra la Commissione Europea e i rappresentanti del governo cinese andavano avanti da mesi, e finalmente sembra essere arrivata una svolta per superare i dazi che l'Europa ha imposto alle auto elettriche cinese esportate nel nostro continente.
Ad oggi i produttori cinesi devono pagare un dazio doganale aggiuntivo, oltre al normale 10%, che va dal 7% fino a oltre il 35%, in base a quanto rilevato nella precedente indagine, ed in base al livello di collaborazione dimostrato. Si cercava però la strada diplomatica, con la soluzione dei prezzi minimi definiti, così da continuare a bilanciare gli eccessivi sussidi che le aziende cinesi ricevono in patria.
Ieri è stato comunicato che effettivamente questa intesa è arrivata, e la Commissione ha spiegato che i produttori dovranno presentare domanda per "prezzi minimi minimi specifici per ciascun modello e opzione di configurazione", e per farlo avranno due diverse opzioni per calcolare il prezzo giusto:
- Sulla base del cosiddetto prezzo CIF dell'esportatore interessato durante il periodo dell'inchiesta che ha portato all'introduzione delle misure, aumentato del margine corrispondente dei dazi compensativi imposti. In altre parole, il prezzo minimo deve essere almeno pari al prezzo precedente, comprensivo di dazi doganali.
- Basato sul prezzo di vendita di veicoli elettrici a batteria (BEV) non sovvenzionati, prodotti nell'UE, dello stesso tipo o di un tipo di prodotto molto simile, incluse le spese di vendita, generali e amministrative (SG&A) e un margine di profitto adeguato. In altre parole, il prezzo minimo deve essere almeno pari a quello di modelli comparabili prodotti in Europa.
Con questi metodi i prezzi al consumatore non dovrebbero scendere sensibilmente, se non in qualche caso, ed il vantaggio più grosso lo avrebbero le aziende cinesi. Ad oggi la differenza di prezzo che sono costrette ad imporre finisce nelle casse doganali, mentre un domani (ancora non si sa quando si passerà al nuovo metodo) il costo in più sarà tutto margine che potranno intascarsi.










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25 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSpero di essere addormentato e non aver capito l'articolo
Spero di essere addormentato e non aver capito l'articolo
ricordati che lo fanno per il tuo bene ti aumentano il costo delle auto di migliaia di euro perche cosi sei piu felice
Spero di essere addormentato e non aver capito l'articolo
Hai capito correttamente. L'interesse della Commissione è che i prezzi delle auto cinesi non siano troppi bassi, per mantenere competitive le auto europee, non gli importa come o perché.
Il fatto di negoziare l'addio ai dazi viene dal timore che la Cina potesse intraprendere azioni compensative, come ad esempio penalizzando l'export dei prodotti europei in Cina, come ad esempio i prodotti di lusso o eno-gastronomici.
Proposito corretto, peccato che a rimetterci saranno solo i consumatori europei mentre le aziende cinesi staranno sbocciando Cristal a go go!
Spero di essere addormentato e non aver capito l'articolo
Hai capito bene
Prima almeno qualcosa lo stato incassava, adesso invece zero e il "dipiù" se lo intasca il produttore ??
Ma sono del mestiere questi ?
(cit.)
E comunque oltre ai dazi, l'UE avrebbe dovuto prevedere un programma di sviluppo dell'automotive europeo, con fondi, sovvenzioni e imponendo ai costruttori di prevedere nella loro gamma modelli dal costo più contenuto per la mobilità di massa, magari nello stile delle keycar giapponesi.
Se non si fa qualcosa in tal senso, finisce che le aziende cinesi faranno estinguere uno dei settori più forti dell'industria europea tramite undercutting e in più cosegniamo a un regime totalitario un'altra arma di ricatto diplomatico (es. blocco produzione, vi ricorda qualcosa avvenuto intorno al 2020?) che potranno usare a loro piacimento quando qualcosa non va a genio al PCC.
E comunque oltre ai dazi, l'UE avrebbe dovuto prevedere un programma di sviluppo dell'automotive europeo, con fondi, sovvenzioni e imponendo ai costruttori di prevedere nella loro gamma modelli dal costo più contenuto per la mobilità di massa, magari nello stile delle keycar giapponesi.
Se non si fa qualcosa in tal senso, finisce che le aziende cinesi faranno estinguere uno dei settori più forti dell'industria europea tramite undercutting e in più cosegniamo a un regime totalitario un'altra arma di ricatto diplomatico (es. blocco produzione, vi ricorda qualcosa avvenuto intorno al 2020?) che potranno usare a loro piacimento quando qualcosa non va a genio al PCC.
Gli USA poi non sono un alleato in tal senso, ma un competitor !
Visto che si parla tanto di Cina ....
Sarà più chiaro forse quando NON perderemo la Groenlandia ma perderemo l'accesso alle sue risorse.
E comunque oltre ai dazi, l'UE avrebbe dovuto prevedere un programma di sviluppo dell'automotive europeo, con fondi, sovvenzioni e imponendo ai costruttori di prevedere nella loro gamma modelli dal costo più contenuto per la mobilità di massa, magari nello stile delle keycar giapponesi.
Se non si fa qualcosa in tal senso, finisce che le aziende cinesi faranno estinguere uno dei settori più forti dell'industria europea tramite undercutting e in più cosegniamo a un regime totalitario un'altra arma di ricatto diplomatico (es. blocco produzione, vi ricorda qualcosa avvenuto intorno al 2020?) che potranno usare a loro piacimento quando qualcosa non va a genio al PCC.
Produttore extra UE vende automobile X a 10 in casa propria. In Europa a 30.
Produttore UE vende automobile X a 40 in casa propria.
Il consumatore europeo pieno di soldi da far schifo decide di investire quei 10 soldi in più per far contento l'imprenditore tedesco o francese di turno.
Oppure facciamo che per fermare le auto cinesi in arrivo al posto di vendere a 40 vendiamo a 33 e mettiamo meno soldi nelle tasche degli imprenditori?
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