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Eni mette un tetto ai prezzi dei carburanti per 30 giorni: benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 euro al litro

di pubblicata il , alle 18:38 nel canale Auto Elettriche Eni mette un tetto ai prezzi dei carburanti per 30 giorni: benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 euro al litro

Eni introdurrà dal 28 settembre un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio nelle stazioni Enilive italiane. Il limite sarà rispettivamente di 1,99 e 2,19 euro al litro, con una durata iniziale di 30 giorni. La misura, collegata all'agevolazione sulle accise, potrà essere prorogata fino a fine anno.

 

Eni introdurrà dal 28 settembre un price cap sui carburanti commercializzati da Enilive su tutto il territorio nazionale. Il limite massimo sarà fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, con una durata iniziale di 30 giorni e la possibilità di estendere la misura fino alla fine dell'anno.

Secondo la società, il tetto consentirà un risparmio di circa 17 centesimi al litro rispetto ai livelli medi attuali. I dati rilevati dal ministero dei Trasporti e pubblicati il 25 settembre indicano un prezzo medio nazionale di 2,15 euro al litro per la benzina e di 2,33 euro al litro per il gasolio.

Il price cap è direttamente collegato all'agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore. La durata dell'iniziativa potrà essere estesa oltre i primi 30 giorni, fino al 31 dicembre, in funzione dell'evoluzione delle quotazioni internazionali, degli approvvigionamenti e delle condizioni del mercato. Eni non ha indicato criteri più dettagliati per stabilire un'eventuale proroga.

La decisione arriva in una fase caratterizzata dall'aumento delle quotazioni dei prodotti raffinati. Eni collega la situazione alla riduzione dell'offerta sul mercato internazionale, determinata dalle crisi geopolitiche in corso, e alla minore capacità di raffinazione disponibile in Europa. Secondo la società, nel continente sono state chiuse quasi 30 raffinerie negli ultimi 15 anni, riducendo la capacità produttiva disponibile.

Il gruppo sottolinea inoltre che l'iniziativa si aggiunge agli interventi avviati dallo scorso marzo. In particolare, Eni afferma di avere trasferito solo parzialmente sui prezzi consigliati alle proprie stazioni di servizio gli aumenti delle quotazioni internazionali, assorbendone internamente una parte.

La politica sui prezzi si accompagna agli investimenti industriali nel settore della raffinazione e dei carburanti alternativi. Eni gestisce le bioraffinerie di Venezia e Gela e sta portando avanti attività di sviluppo e trasformazione del sito di Livorno, oltre ad altri interventi sul territorio italiano. L'obiettivo dichiarato è mantenere capacità di raffinazione nazionale, anche attraverso la produzione di carburanti sostenibili, salvaguardando al contempo occupazione e investimenti.

L'iniziativa è stata accolta positivamente dal Governo. In una nota, l'esecutivo ha ringraziato Eni "per l'importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio", definendola "un lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane".

Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la decisione. Secondo Tajani, "la decisione di Eni di fissare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio rappresenta un esempio concreto di come, soprattutto nei momenti difficili, debba funzionare il sistema Paese: istituzioni e grandi imprese nazionali che, ciascuna nel proprio ruolo, si assumono una responsabilità verso famiglie e imprese".

Tajani ha aggiunto che l'iniziativa di Eni "è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti". Il ministro ha inoltre sottolineato l'importanza di creare condizioni che consentano alle grandi aziende di contribuire nei periodi di particolare difficoltà senza compromettere investimenti, competitività e crescita.

"Occorre invece creare le condizioni perché anche le grandi aziende possano fare la propria parte quando il Paese attraversa una fase eccezionale. Il Governo interviene con gli strumenti di cui dispone; le imprese, quando possono, contribuiscono attraverso le proprie scelte industriali e commerciali", ha dichiarato Tajani.

Il ministro ha concluso: "Fare sistema Paese significa proprio questo: pubblico e privato che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, concorrono allo stesso obiettivo, tutelare cittadini e imprese senza compromettere investimenti, competitività e crescita".

92 Commenti
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JDM7025 Settembre 2026, 18:58 #1
Regalo? nooooo, un furbata per riferirci che la Benzina d'ora in poi sarà minimo 2€. Come era già previsto un pò di tempo fa. Riflettete gente, riflettete.
AlexSwitch25 Settembre 2026, 19:24 #2
Purtroppo l'Europa ha perso una buona parte della sua capacità di raffinazione del greggio e siamo costretti ad importare prodotti raffinati in un periodo molto incerto dovuto alla crisi dei Golfi.
Basti pensare che nel 2008 il prezzo del Brent ha sfiorato i 148 USD a barile e il gasolio alla pompa era venduto ad un prezzo medio di 1,34 Euro/litro mentre la benzina era ad 1,38 Euro/litro.
giovanni6925 Settembre 2026, 19:48 #3
Senza contare che nel 2008 la benzina era 1.3€ ma il cambio eurusd medio a 1.47 usd ed aveva toccato 1.60 a luglio.
Alla fine della fiera con un qualche proporzione spannometrica, dovrebbero tornare circa 1.24€ /litro. Ma è impossibile. C'è la rigidità delle tasse e l'inflazione sui costi industriali ed i margini di raffinazione che sono saliti.
Oggi anche con costo del petrolio a zero, il prezzo finale alla pompa sarebbe attorno a 1.30€/litro tra margine industriale, accise ed iva.

Certo, c'è il rischio di ancoraggio dei prezzi ai 2€.

Ho l'impressione che questa 'concessione' di Eni sia stata pagata come risultato di non porre leggi sugli extraprofitti enormi di cui stanno godendo le compagnie petrolifere.
azi_muth25 Settembre 2026, 19:57 #4
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Purtroppo l'Europa ha perso una buona parte della sua capacità di raffinazione del greggio e siamo costretti ad importare prodotti raffinati in un periodo molto incerto dovuto alla crisi dei Golfi.
Basti pensare che nel 2008 il prezzo del Brent ha sfiorato i 148 USD a barile e il gasolio alla pompa era venduto ad un prezzo medio di 1,34 Euro/litro mentre la benzina era ad 1,38 Euro/litro.


Sempre colpa dellle norme ambientali più stringenti e del green deal.

Imho sarebbe ora di sospendere un po' tutto visto lo scenario internazionale.
AlexSwitch25 Settembre 2026, 20:04 #5
Originariamente inviato da: giovanni69
Senza contare che nel 2008 la benzina era 1.3€ ma il cambio eurusd medio a 1.47 usd ed aveva toccato 1.60 a luglio.
Alla fine della fiera con un qualche proporzione spannometrica, dovrebbero tornare circa 1.24€ /litro. Ma è impossibile. C'è la rigidità delle tasse e l'inflazione sui costi industriali ed i margini di raffinazione che sono saliti.
Oggi anche con costo del petrolio a zero, il prezzo finale alla pompa sarebbe attorno a 1.30€/litro tra margine industriale, accise ed iva.

Certo, c'è il rischio di ancoraggio dei prezzi ai 2€.

Ho l'impressione che questa 'concessione' di Eni sia stata pagata come risultato di non porre leggi sugli extraprofitti enormi di cui stanno godendo le compagnie petrolifere.


Si il cambio Dollaro vs Euro era ancora più favorevole per noi ( gli USA erano nel pieno della bufera subprime ) ma quello che pesa di più oggi per il prezzo dei carburanti è il fatto che l'UE è diventata quasi una importatrice netta di prodotti raffinati.
unnilennium25 Settembre 2026, 20:41 #6
Originariamente inviato da: azi_muth
Sempre colpa delle norme ambientali più stringenti e del green deal.

Imho sarebbe ora di sospendere un po' tutto visto lo scenario internazionale.


mah oltre che il green deal era che conveniva comprare da terzi che si tenevano la puzza della raffineria e ti spedivano il prodotto finito, ci vedo poco green e tanto voglia di guadagno. inolre succederà quello che è successo in Francia con la Total, cioè che ci saranno le file al distributore ENI e poi finirà le scorte e tanti saluti. già adesso per 3-5 cent di differenza ci si accoda, figurarsi per 30-35. tra l'altro on avevo visto, "PER 30 GIORNI" e poi tanti saluti
Alfhw25 Settembre 2026, 21:05 #7
Originariamente inviato da: giovanni69
Ho l'impressione che questa 'concessione' di Eni sia stata pagata come risultato di non porre leggi sugli extraprofitti enormi di cui stanno godendo le compagnie petrolifere.

E' quello che infatti non capisco. Perché ENI fa lo sconto? Che lo faccia "per il bene del paese" rinunciando a bei soldi non ci crede nessuno. Quindi cosa c'è sotto?
Max Power25 Settembre 2026, 21:13 #8
Occasione persa per OBBLIGARE a dei prezzi politici sul carburante.

Finché i furbetti non si calmano.
bobby1026 Settembre 2026, 02:06 #9
I prezzi sono a dei livelli assurdi e il rischio è che ci si abitua a tutto ciò
monkey island26 Settembre 2026, 04:38 #10
Originariamente inviato da: Alfhw
E' quello che infatti non capisco. Perché ENI fa lo sconto? Che lo faccia "per il bene del paese" rinunciando a bei soldi non ci crede nessuno. Quindi cosa c'è sotto?


Ricordo che ENI è la prima azienda in Italia per fatturato.
Ha le spalle larghe.

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