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Elon Musk chiude Tesla Dojo: ufficialmente per il nuovo chip AI6, ma la fuga di talenti racconta altro

di pubblicata il , alle 10:47 nel canale Auto Elettriche Elon Musk chiude Tesla Dojo: ufficialmente per il nuovo chip AI6, ma la fuga di talenti racconta altro

Elon Musk ha confermato lo stop al progetto Dojo, il supercomputer di Tesla per l'addestramento delle IA. Secondo il CEO, l'evoluzione dell'AI6 avrebbe reso inutile proseguire. Ma tra dimissioni di massa e difficoltà nel competere con NVIDIA, la storia sembra più complessa

 

Elon Musk ha annunciato la chiusura di Dojo, il supercomputer sviluppato da Tesla per il training delle reti neurali. La decisione arriva poche settimane dopo dichiarazioni entusiastiche su un futuro "Dojo 3" e segue un'ondata di abbandoni all'interno del team, con circa 20 ingegneri passati alla startup DensityAI (fonte: Bloomberg).

Secondo Musk, la scelta sarebbe stata dettata dal nuovo chip AI6, pensato per la potenza di calcolo in inferenza a bordo dei veicoli Tesla. Il CEO aveva definito Dojo 2 un vicolo cieco evolutivo, sostenendo al contempo che l'AI6 è così avanzato da poter rimpiazzare anche i processori destinati al training. L'architettura consente l'uso di numerosi SoC AI6 su un'unica scheda e questo eliminerebbe la necessità di un supercomputer dedicato.

Tesla Dojo

Il racconto ufficiale si intreccia però con quello di Bloomberg, che attribuisce lo stop a una perdita di figure chiave e a difficoltà di Tesla nel competere con realtà come NVIDIA. Tra i nomi di spicco c'è Peter Bannon, responsabile di tutta la progettazione dei chip personalizzati di Tesla, compreso l'AI6. La sua uscita, avvenuta durante l'esodo verso DensityAI, porta a pensare che la chiusura non sia stata una scelta esclusivamente tecnica.

Il nodo centrale riguarda la logica di utilizzare la stessa architettura per training e inferenza: i due ambiti hanno esigenze diverse, dalla precisione numerica alla gestione della latenza e del consumo energetico. La soluzione di Musk, seppur possibile, potrebbe non essere la più efficiente per l'addestramento di modelli complessi.

L'imprenditore di origini sudafricane ritiene che i nuovi AI5 e AI6, pensati per l'inferenza, saranno "abbastanza buoni" anche per il training, e intende concentrare tutte le risorse su un'unica architettura.

Gli analisti di Morgan Stanley avevano stimato Dojo nel 2023 fino a 500 miliardi di dollari di valore potenziale, e lo avevano paragonato all'impatto di AWS per Amazon. La scelta di Tesla si inserisce in una tendenza generale del settore tecnologico verso chip personalizzati per ridurre latenza, consumi e costi, e di unificazione delle architetture.

Negli ultimi mesi Tesla ha affrontato calo delle vendite, competizione crescente, critiche a Musk in Europa, uscite di dirigenti e migliaia di licenziamenti. L'azienda ha spostato il focus su guida autonoma e robotica, con i chip AI5 attesi per fine 2026 e un accordo da 16,5 miliardi di dollari con Samsung per produrre AI6. Questi processori saranno impiegati su veicoli autonomi, robot umanoidi Optimus e, potenzialmente, in applicazioni AI più ampie. Allo stesso tempo, deve affrontare il passaggio di personale di talento verso realtà concorrenti.

Dietro la narrazione ufficiale, quindi, si intravedono scenari meno ottimistici: un team in fuga, una competizione serrata e la necessità di ricostruire il racconto aziendale dopo anni di investimenti e promesse sul progetto Dojo.

2 Commenti
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vraptus12 Agosto 2025, 12:27 #1
Ricercatissimi ingegneri di talento che si rompono il pene di lavorare alle dipendenze di un tossico schizofrenico. Chi l'avrebbe mai detto?
Gnubbolo12 Agosto 2025, 14:07 #2
ma i venticinquemila talenti licenziati dalla Intel magari si accontenteranno di uno stipendio più basso in Tesla.
o forse non erano poi dei veri talenti ...

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