Dopo le elettriche, anche le ibride: l'Europa pronta a imporre dazi anche sulle PHEV cinesi?

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Auto Elettriche Dopo le elettriche, anche le ibride: l'Europa pronta a imporre dazi anche sulle PHEV cinesi?

L'Unione Europea starebbe valutando l'introduzione di nuovi dazi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina per compensare gli incentivi statali cinesi che i produttori applicano anche in Europa drogando il mercato

 

L'Unione Europea starebbe preparando un nuovo intervento nei confronti delle auto prodotte in Cina. Dopo l'introduzione dei dazi aggiuntivi sulle vetture elettriche a batteria, stando a quanto riportato da Handelsblatt, Bruxelles starebbe infatti valutando l'applicazione di nuove tariffe anche alle ibride plug-in cinesi (PHEV).

I dazi supplementari sulle auto elettriche importate dalla Cina sono entrati in vigore il 31 ottobre 2024 in seguito a un'indagine sui sussidi concessi dal governo cinese ai costruttori nazionali. Secondo la Commissione Europea, tali incentivi alterano le condizioni di concorrenza nel mercato comunitario.

Attualmente i produttori cinesi pagano il dazio standard del 10%, al quale si aggiungono tariffe differenziate in base al marchio. Le vetture di BYD sono soggette a un'aliquota aggiuntiva del 17%, per un'imposizione complessiva del 27%. Geely deve invece sostenere un dazio aggiuntivo del 18,8%, che porta il totale al 28,8%. La situazione più gravosa riguarda SAIC, gruppo proprietario del marchio MG, che affronta una tariffa supplementare del 35,3% e un'imposizione complessiva del 45,3%.

Diversi costruttori cinesi presenti in Europa hanno però trovato una strada alternativa per mantenere la crescita delle vendite. L'attenzione si è progressivamente spostata dalle elettriche pure alle ibride plug-in, che continuano a essere soggette al solo dazio d'importazione del 10% e restano escluse dalle tariffe anti-sussidi.

I numeri registrati in Germania mostrano con chiarezza questo fenomeno. Nel maggio 2026, BYD è diventato per la prima volta il marchio PHEV più venduto del Paese con 4.290 nuove immatricolazioni. Tra i modelli più richiesti figura il SUV compatto Atto 2 DM-i, con 2.113 unità immatricolate nello stesso mese. Seguono il SUV Seal U DM-i e la station wagon Seal 6 DM-i Touring. L'azienda ha inoltre ampliato di recente la propria gamma con il debutto della compatta Dolphin G DM-i.

Il peso delle ibride plug-in all'interno delle vendite BYD appare particolarmente rilevante: circa il 70% delle nuove immatricolazioni del marchio in Germania riguarda modelli PHEV, mentre soltanto il 30% è rappresentato da vetture elettriche a batteria. Sebbene il dato si riferisca a un singolo mercato, potrebbe rappresentare una tendenza più ampia all'interno dell'Unione Europea.

La Commissione Europea sarebbe quindi al lavoro su un'indagine anti-sussidi dedicata alle ibride plug-in cinesi. L'obiettivo consiste nell'introdurre nuovi dazi compensativi per controbilanciare gli effetti dei sussidi ritenuti distorsivi.

Le nuove tariffe dovrebbero mantenere un'impostazione simile a quella già adottata per le elettriche, con aliquote differenziate a seconda del costruttore. L'entità dei dazi potrebbe però risultare mediamente inferiore rispetto a quella applicata alle auto a batteria, poiché nelle PHEV il pacco batterie ha un impatto sensibilmente inferiore sul costo finale del veicolo.

17 Commenti
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sbaffo22 Giugno 2026, 18:39 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://greenmove.hwupgrade.it/news...esi_155151.html

Diversi costruttori cinesi presenti in Europa hanno però trovato una strada alternativa per mantenere la crescita delle vendite. L'attenzione si è progressivamente spostata dalle elettriche pure alle ibride plug-in, che continuano a essere soggette al solo dazio d'importazione del 10% e restano escluse dalle tariffe anti-sussidi.
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Il peso delle ibride plug-in all'interno delle vendite BYD appare particolarmente rilevante: circa il 70% delle nuove immatricolazioni del marchio in Germania riguarda modelli PHEV, mentre soltanto il 30% è rappresentato da vetture elettriche a batteria (BEV)
Ma davvero la UE non ci aveva pensato? Dilettanti allo sbaraglio!
Strato154122 Giugno 2026, 20:48 #2
L'unione europea arriva sempre.....in ritardo!
Doveva pensare prima a gestire norme che avrebbero favorito l'arrivo del "dragone rosso", ora è tardi....
Il top dei burocrati inutili, una specie di "Babilonia" di regolamenti per distruggerci da soli....O per richiesta di altri....
mmorselli22 Giugno 2026, 21:50 #3
Secondo me la proposta migliore come alternativa ai dazi l'avevano fatta i Cinesi stessi, non so se è mai entrata in vigore o se è stata presa in considerazione.

In pratica le auto cinesi dovevano semplicemente essere vendute ad un prezzo minimo basato sul prezzo delle concorrenti Europee.

E' una soluzione di compromesso intelligente perché dal momento che ci guadagnano tutti nessuno prova ad eluderla. I dazi portano più soldi all'Europa in teoria, ma nessuno è fesso, se eluderli spostando parte dell'assemblaggio in Europa costa meno del dazio è evidente che lo faranno.
AlexSwitch23 Giugno 2026, 00:50 #4
Originariamente inviato da: sbaffo
Ma davvero la UE non ci aveva pensato? Dilettanti allo sbaraglio!


No... Ed i cinesi sono pronti anche con le termiche ibride: basta vedere cosa hanno presentato al Salone dell'Auto a Pechino in campo motoristico.
Inoltre i margini che hanno sulla loro produzione permettono benissimo di ammortizzare l'impatto dei dazi UE.

Gli abbiamo spalancato le porte dei nostri mercati e loro ci si sono infilati!
NeroCupo23 Giugno 2026, 05:20 #5
Tasse, dazi, guerre...
Ma davvero vogliamo questa UE?
Mparlav23 Giugno 2026, 07:29 #6
Originariamente inviato da: mmorselli
Secondo me la proposta migliore come alternativa ai dazi l'avevano fatta i Cinesi stessi, non so se è mai entrata in vigore o se è stata presa in considerazione.

In pratica le auto cinesi dovevano semplicemente essere vendute ad un prezzo minimo basato sul prezzo delle concorrenti Europee.

E' una soluzione di compromesso intelligente perché dal momento che ci guadagnano tutti nessuno prova ad eluderla. I dazi portano più soldi all'Europa in teoria, ma nessuno è fesso, se eluderli spostando parte dell'assemblaggio in Europa costa meno del dazio è evidente che lo faranno.


È in vigore da gennaio scorso, ma il problema è che il prezzo minimo deve essere concordato per ogni singolo modello di auto.
È una procedura lenta e vale comunque solo per le auto elettriche
Viene spiegata più nel dettaglio qui:
https://dirittocinese.com/wp-conten...i-in-Europa.pdf

Resta sempre lo stesso problema.
Stanno attuando la stessa politica protezionistica degli anni '80 contro le auto giapponesi, e degli anni '90 contro le sudcoreane, che non hanno funzionato granché bene.
Le lobby dei costruttori europei spingono per soluzioni protezionistiche per mantenere rendite di posizione perché da almeno 20 anni, a parte poche eccezioni, non sono in grado di innovare
Darkon23 Giugno 2026, 08:12 #7
Trovo semplicemente ridicolo questo approccio.

Se non sei competitivo non è il dazio che ti salva, al massimo rimanda il problema, tra l'altro in una economia dove fino all'altro ieri quando eri te a dettare legge si sbandierava il libero mercato, il mercato unico, la libera circolazione delle merci ecc... ecc...

Ora che invece siamo noi a non saper competere facciamo quelli offesi perché "eh ma hanno gli aiuti di stato" e tutte le varie manfrine come se anche da noi non si fossero erogati miliardi di aiuti di stato con la differenza che da loro lo stato eroga ma se poi non produci fai una brutta fine. Noi abbiamo erogato a FIAT diventata poi Stellantis, non hanno prodotto niente, e abbiamo erogato ancora e ancora.

Mi scoccia ammetterlo perché io in Italia ci vivo e ci vivo sicuramente bene ma siamo una società decadente in cui i manager e non parlo solo di gente ad altissimo livello ma anche il piccolo funzionario anonimo è tutta gente che ormai ha come unico obiettivo di tirare a campare mettendosi in tasca il massimo possibile e se nel farlo l'azienda va ai maiali non potrebbe fregargliene di meno.

E veramente pensate che con questo atteggiamento esista anche la remota possibilità di poter competere con USA, Cina e compagnia bella? Tra qualche decennio anche l'India inizierà a mangiarci in testa e in parte lo sta già facendo ad esempio come Mittal ha progressivamente comprato e smantellato acciaierie in tutta Europa.
AlexSwitch23 Giugno 2026, 09:04 #8
Originariamente inviato da: Darkon
Trovo semplicemente ridicolo questo approccio.

Se non sei competitivo non è il dazio che ti salva, al massimo rimanda il problema, tra l'altro in una economia dove fino all'altro ieri quando eri te a dettare legge si sbandierava il libero mercato, il mercato unico, la libera circolazione delle merci ecc... ecc...

Ora che invece siamo noi a non saper competere facciamo quelli offesi perché "eh ma hanno gli aiuti di stato" e tutte le varie manfrine come se anche da noi non si fossero erogati miliardi di aiuti di stato con la differenza che da loro lo stato eroga ma se poi non produci fai una brutta fine. Noi abbiamo erogato a FIAT diventata poi Stellantis, non hanno prodotto niente, e abbiamo erogato ancora e ancora.

Mi scoccia ammetterlo perché io in Italia ci vivo e ci vivo sicuramente bene ma siamo una società decadente in cui i manager e non parlo solo di gente ad altissimo livello ma anche il piccolo funzionario anonimo è tutta gente che ormai ha come unico obiettivo di tirare a campare mettendosi in tasca il massimo possibile e se nel farlo l'azienda va ai maiali non potrebbe fregargliene di meno.

E veramente pensate che con questo atteggiamento esista anche la remota possibilità di poter competere con USA, Cina e compagnia bella? Tra qualche decennio anche l'India inizierà a mangiarci in testa e in parte lo sta già facendo ad esempio come Mittal ha progressivamente comprato e smantellato acciaierie in tutta Europa.


Pur quotandoti bisogna vedere perchè, in questo frangente, gli europei non sono più competitivi nell'industria automotive rispetto alla Cina.
Rispetto alla concorrenza giapponese e coreana citata Mparlav quella cinese è diversa perchè ha il controllo pressoché totale su componenti critici delle nuove vetture " green ", oltre al fatto di vantare costi ed oneri nettamente inferiori.
Non c'è nemmen più la scusante della bassa qualità e della logistica, visto che i gruppi cinesi presenti in Europa hanno investito ed investono parecchio anche in questi ambiti.
Purtroppo, alle nostre latitudini, c'è stato un concorso di colpa " mortale " tra legislatore e produttori europei che hanno ceduto al denaro facile degli incentivi su vetture per loro costose da produrre e che in buona parte il mercato ancora rifiuta ( BEV ).
Quindi si hai ragione: siamo in decadenza e riguarda entrambe le facce della stessa medaglia.
Darkon23 Giugno 2026, 09:51 #9
Originariamente inviato da: AlexSwitch
Pur quotandoti bisogna vedere perchè, in questo frangente, gli europei non sono più competitivi nell'industria automotive rispetto alla Cina.
Rispetto alla concorrenza giapponese e coreana citata Mparlav quella cinese è diversa perchè ha il controllo pressoché totale su componenti critici delle nuove vetture " green ", oltre al fatto di vantare costi ed oneri nettamente inferiori.
Non c'è nemmen più la scusante della bassa qualità e della logistica, visto che i gruppi cinesi presenti in Europa hanno investito ed investono parecchio anche in questi ambiti.
Purtroppo, alle nostre latitudini, c'è stato un concorso di colpa " mortale " tra legislatore e produttori europei che hanno ceduto al denaro facile degli incentivi su vetture per loro costose da produrre e che in buona parte il mercato ancora rifiuta ( BEV ).
Quindi si hai ragione: siamo in decadenza e riguarda entrambe le facce della stessa medaglia.


Sicuramente è vero quello che scrivi ma ci aggiungerei che siamo arrivati a questo punto non solo per le cose che elenchi ma anche perché a un certo punto abbiamo iniziato a voler incassare denaro e basta.

Per un Enzo Ferrari che all'epoca si inventava una supercar dal nulla ed è solo un esempio intendiamoci... ci sono stati tanti altri innovatori. Negli ultimi 30 anni cosa abbiamo fatto? NIENTE.

A un certo punto si è voluto sempre e solo spolpare le aziende pretendendo dividendi e compensi stellari. Si è smesso di investire in innovazione se non limitatamente in quella necessaria a rientrare nelle normative e anche lì puntando al risultato minimo se non addirittura imbrogliando.

Auto un tempo di qualità per massimizzare il profitto si è volutamente scelto di farle sempre peggio (vedi tutto il gruppo VAG).

Quindi sicuramente la Cina ci mette del suo e sicuramente il legislatore ha le sue colpe ma secondo me la colpa più grande è che le aziende italiane ed europee semplicemente hanno smesso di aver voglia di produrre auto per concentrarsi su come fare dividendo nel breve anche a costo di disintegrare la struttura aziendale.

Quindi produzione sempre più dipendente da debiti finanziari, debiti continuamente rinegoziati e rimandati e nel frattempo erogazioni di dividendi, premi e compensi fuori da ogni logica.

Chiaro che poi arriva il conto da pagare.

La Cina ha il controllo del Litio mica a caso... ha il controllo perché invece di starsene imbambolati a guardare nel vuoto si sono assicurati contratti in giro per il mondo. Nel frattempo che noi stavamo a perdere tempo.
mmorselli23 Giugno 2026, 11:14 #10
Originariamente inviato da: Mparlav
Le lobby dei costruttori europei spingono per soluzioni protezionistiche per mantenere rendite di posizione perché da almeno 20 anni, a parte poche eccezioni, non sono in grado di innovare


Sì, anche il mio timore è che siamo nelle mani di amministratori delegati che hanno gettato la spugna e cercano solo di maturare il loro buono uscita milionario e poi chi si è visto si è visto.

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