Diesel Euro 5, slitta al 2027 il blocco in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna
di Manolo De Agostini pubblicata il 25 Settembre 2026, alle 07:01 nel canale Auto Elettriche
Il Governo rinvia al 1° ottobre 2027 il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 previsto in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La misura, motivata da esigenze di mobilità e attività produttive, concede alle Regioni più tempo per predisporre interventi sulla qualità dell'aria.
Il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 previsto nel Bacino Padano slitta di un anno. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che sposta dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 l'entrata in vigore delle limitazioni previste per Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Il rinvio interessa formalmente tutte e quattro le Regioni, anche se nei fatti riguarda soprattutto la Lombardia: Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già adottato provvedimenti per posticipare la misura, accompagnandoli con interventi di compensazione.
Il provvedimento riguarda le autovetture e i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 alimentati a gasolio e classificati Euro 5. Secondo i dati riportati nella relazione tecnica, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 600mila veicoli commerciali diesel Euro 5. Nel Bacino Padano sono presenti oltre 1,2 milioni di autovetture e circa 200mila veicoli commerciali appartenenti a questa categoria.

Il blocco era stato previsto dal Governo nel 2023 nell'ambito delle misure per ridurre l'inquinamento atmosferico nelle regioni della Pianura Padana. L'area è caratterizzata da condizioni geografiche e meteorologiche che favoriscono il ristagno degli inquinanti e l'Italia è stata oggetto di diverse procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea in materia di qualità dell'aria.
La nuova norma viene motivata dalla necessità di concedere alle amministrazioni regionali maggiore margine di manovra nella definizione delle politiche ambientali. La relazione tecnica parla infatti della necessità di riconoscere alle Regioni "una maggiore flessibilità nella definizione degli strumenti di pianificazione ambientale", mantenendo comunque l'obiettivo di raggiungere i livelli di riduzione delle emissioni stabiliti dalla normativa italiana ed europea.
Tra le motivazioni alla base dell'intervento viene indicata anche l'esigenza di evitare "rilevanti ripercussioni sulla mobilità dei cittadini, sulla continuità dei servizi di trasporto e sul sistema economico e produttivo delle aree interessate". Il periodo aggiuntivo dovrebbe quindi consentire alle Regioni di completare le misure necessarie per il miglioramento della qualità dell'aria senza introdurre immediatamente le limitazioni alla circolazione previste.
La proroga era stata richiesta dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che nei giorni precedenti aveva annunciato l'intenzione di portare il provvedimento all'esame del Consiglio dei ministri. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha successivamente confermato l'approvazione del decreto.
In una nota, il Mit ha espresso "grande soddisfazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha chiesto un intervento mirato al Governo per tutelare la mobilità di cittadini e imprese". Salvini ha definito la proroga "un risultato importante che va incontro alle esigenze concrete di famiglie, lavoratori e sistema produttivo, evitando un blocco generalizzato che avrebbe avuto conseguenze rilevanti sulla mobilità e sulle attività economiche".
La nuova scadenza per le limitazioni è quindi fissata al 1° ottobre 2027. Nel frattempo, le quattro Regioni dovranno continuare a intervenire sulla qualità dell'aria per conciliare gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla normativa europea e nazionale con le esigenze di mobilità e di continuità delle attività economiche.









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21 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLa politica italiana è annunciare qualcosa, dichiarare che non si tornerà sulla decisione mai e poi mai, tornare sulla decisione e fare l'opposto.
Sia chiaro il problema non è specifico delle auto o di questa decisione, il problema è relativamente a TUTTO e quando non puoi avere fiducia in niente succede che anche chi ha denaro da investire non rischia in un paese in cui non si sa mai se una decisione è presa o meno.
Veramente un fallimento per la politica italiana che per l'ennesima volta da un chiaro segnale che in Italia non esiste alcuna possibilità di credere in niente.
a Pontida erano più i fischi che i silenzi, la sua "amica" fa proclami e regali ogni giorno, doveva pur far qualcosa anche lui per cercare di rimanere a galla.
Potrebbe diventare interessante questa campagna elettorale di 1 anno...
un sacco di "regali", Natale tutto l'anno !
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giammai toccare i pellet o gli allevamenti intensivi che sono le prime due cause e in aumento
Al posto dei pellet pannelli solari con pompa di calore, eolico per generare energia elettrica per riscaldamento.
Le auto non sono la causa, ma sono quella più facile da toccare per far vedere che si fa qualcosa (abbastanza inutile ma non importa)
La politica italiana è annunciare qualcosa, dichiarare che non si tornerà sulla decisione mai e poi mai, tornare sulla decisione e fare l'opposto.
Sia chiaro il problema non è specifico delle auto o di questa decisione, il problema è relativamente a TUTTO e quando non puoi avere fiducia in niente succede che anche chi ha denaro da investire non rischia in un paese in cui non si sa mai se una decisione è presa o meno.
Veramente un fallimento per la politica italiana che per l'ennesima volta da un chiaro segnale che in Italia non esiste alcuna possibilità di credere in niente.
Condivido al 1000%
Tutto è diventato propaganda con l'obiettivo del pensiero unico, omologare ed educare il cittadino per controllarlo.
PS: aggiungo che non è solo una questione Italiana...
Link ad immagine (click per visualizzarla)
giammai toccare i pellet o gli allevamenti intensivi che sono le prime due cause e in aumento
Hai ragione ma questi grafici sono più chiari perché si vede anche l'andamento totale.
https://indicatoriambientali.ispram.../temi/emissioni
Ma, pizzerie a parte, nelle grandi città c'è ancora qualcuno che ha il riscaldamento a legna?
Comunque questo governo sta facendo leggi come se sapesse già di non essere al governo al prossimo giro.
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