'Chiudete (quasi) tutto', il risultato di una curiosa consulenza chiesta da Volkswagen per aumentare i ricavi
di Vittorio Rienzo pubblicata il 24 Marzo 2026, alle 17:20 nel canale Auto Elettriche
La società di consulenza McKinsey, interrogata da Volkswagen, ha fornito una curiosa e, soprattutto, discutibile soluzione per aumentare i ricavi del gruppo: chiudere 8 stabilimenti su 10. Naturalmente, non si sono fatte attendere le proteste
La situazione finanziaria di Volkswagen ha spinto il gruppo a valutare interventi profondi sulla propria struttura industriale. Gli utili sono scesi fino al 3%, mentre il bilancio complessivo ha raggiunto 321,9 miliardi di euro, con un risultato netto che si è ridotto della metà rispetto all’anno precedente.
L'azienda si è quindi rivolta a diverse agenzie di consulenza per valutare una soluzione concreta che consenta di tagliare i costi e aumentare gli utili. Tra queste c'è McKinsey, una delle società di consulenza più note del settore, il cui piano però risulta quantomeno bizzarro.
Secondo la società di consulenza, l’unica strada per migliorare la redditività passa attraverso una drastica riduzione dei costi fissi. Il piano proposto da McKinsey prevede la chiusura di otto stabilimenti su dieci, con la sopravvivenza dei soli siti di Wolfsburg, sede storica del gruppo Volkswagen, e all’impianto Audi di Ingolstadt. Per avere qualche numero di riferimento, la società di consulenza suggerisce di licenziare 662.900 dipendenti, di cui 293.398 solo in Germania.
Le implicazioni industriali risultano rilevanti anche sul piano tecnico. Tra gli impianti a rischio figurano strutture con performance molto diverse, come lo stabilimento Porsche di Stoccarda, che ha registrato un calo degli utili del 98%, e il sito produttivo di Zwickau, legato alla produzione elettrica e situato in una regione già fragile dal punto di vista economico.
La reazione interna non si è fatta attendere. Daniela Cavallo, alla guida del consiglio di fabbrica, ha definito la proposta priva di senso e ha ribadito la volontà di difendere ogni sito produttivo. In un'intervista con Il Giornale, invece, Marco Bonometti si è scagliato contro le politiche europee definendole "motivo di deindustrializzazione" per il Vecchio Continente.
D'altronde, tagliare quasi del tutto la produzione è un sistema oggettivamente efficace per tagliare i costi: questi verrebbero quasi completamente eliminati. La domanda più ovvia che ci si pone è invece: una volta chiuso l'80% degli stabilimenti produttivi, il Volkswagen Group cosa produrrà? Cosa venderà per generare gli agognati ricavi? A questa domanda, pare che McKinsey non abbia ancora risposto, ma si sia limitata a cancellare le voci con segno meno con una bella passata di correttore bianco. Insomma, un'analisi che di certo non spicca dal punto di vista strategico.

Certo, i licenziamenti molto probabilmente saranno inevitabili. La dirigenza guidata da Oliver Blume ha già chiarito l'intenzione di tagliare 50.000 posti di lavoro entro il 2030, una misura dolorosa, ma pur sempre meno drastica degli oltre 600.000 tagli in 24 ore proposta da McKinsey.
Tuttavia, è stato avviato un secondo studio affidato a Boston Consulting Group, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. L'azienda si è detta impegnata a salvaguardare l'occupazione, anche al di fuori del territorio nazionale.
Dal punto di vista industriale, la trasformazione potrebbe avere effetti anche sull’utilizzo futuro di eventuali impianti dismessi. Alcune ipotesi indicano una possibile riconversione verso la produzione militare, in particolare per soddisfare la crescente domanda di mezzi come i carri armati Leopard.
In conclusione, il tema non riguarda soltanto la sostenibilità economica, ma coinvolge equilibri sociali e territoriali. La chiusura di stabilimenti in aree già vulnerabili amplificherebbe tensioni politiche e occupazionali locali. Volkswagen si trova quindi davanti a una scelta complessa, che richiede un bilanciamento tra efficienza operativa, responsabilità sociale e continuità industriale.









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22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPochi prodotti centrati e fatti bene su progetti nuovi design nuovi materiali nuovi idee nuove ecc ecc
Ognuno di loro se messi insieme hanno dei punti di forza ma presi singolarmente mhe'....
levando i modelli professionali e costosi di audi,bmw e mercedes tutto il resto necessita' di essere ripensato.
VW si salva ancora per la qualita' costruttiva ma che paga con dei prezzi veramente fuori mercato per gli stipendi del vecchio continente.
Pochi prodotti centrati e fatti bene su progetti nuovi design nuovi materiali nuovi idee nuove ecc ecc
Ognuno di loro se messi insieme hanno dei punti di forza ma presi singolarmente mhe'....
levando i modelli professionali e costosi di audi,bmw e mercedes tutto il resto necessita' di essere ripensato.
VW si salva ancora per la qualita' costruttiva ma che paga con dei prezzi veramente fuori mercato per gli stipendi del vecchio continente.
In realtà basterebbe rivolgersi alla cina e togliere le sanzioni sui loro pacchi batterie.
Ho dovuto cercare perché la cifra esatta non la ricordavo ma invece di sperperare i soldi a dirigenti e a quando se ne vanno come a Cesare Romiti:
Cesare Romiti. L’ex numero della Fiat dopo aver guidato l’azienda per 24 anni ha ottenuto un maxi assegno da 105,3 milioni di euro.
Vedo che anche tu ci hai avuto a che fare. Sottoscrivo tutto. E questi sono "venerati" dai manager che, evidentemente, ne capiscono tanto quanto loro.
Di solito mandano laureati appena assunti/assunte a fare cost-saving, peccato che questi/queste neppure capiscono con cosa hanno a che fare. Probabilmente la pseudoAI farebbe meglio!
La società di consulenza McKinsey, interrogata da Volkswagen, ha fornito una curiosa e, soprattutto, discutibile soluzione per aumentare i ricavi del gruppo: chiudere 8 stabilimenti su 10. Naturalmente, non si sono fatte attendere le proteste
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Mia opinione personale su a cosa serve McKinsey e cosa fa in termini comprensibili a tutti: un grosso manager o l'intero board di un azienda ha un idea ma sa che se la presenta direttamente rischia grosso (per conflitto d'interessi o perchè è evidente che in cambio di guadagno a breve causerà perdite o persino l'autodistruzione dell'azienda sul medio-lungo termine), allora viene ingaggiata McKinsey per fare uno studio approfondito sull'idea in modo da presentare un analisi "super partes con dati concreti e giustificazioni razionali" sulla fattibiltà della cosa.
In teoria un dirigente VW potrebbe pensare che una buona strategia sarebbe vendere i reni degli operai della catena di montaggio e McKinsey una volta ingaggiata ed indirizzata presenterebbe uno studio su quanto sia vantaggioso per VW espiantare i reni senza consenso ai dipendenti al di sotto del livello manageriale, dando la preferenza a quelli che lavorano alla catena di montaggio. Non so se mi spiego.
Stavo per scrivere la stessa cosa. Voglio sperare che abbiano usato l'AI per scrivere ste puttanate.
A giudicare da alcuni commenti tipo quelli del "costruttore unico" e "fusione di costruttori" (come se Stellantis non insegnasse nulla), voglio dare il beneficio del dubbio all'autore e credere che pure quello sia frutto di AI
La verità è che bisogna togliere regole e lasciare i costruttori liberi ma soprattutto incentivare la concorrenza tra case europee. E questo lo si fa solo investendo in ricerca.
Esattamente.
Già.
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