Chiude la fabbrica dei PureTech: la cinghia a bagno d'olio 'scioglie' anche lo stabilimento storico di Douvrin
di Nino Grasso pubblicata il 27 Luglio 2026, alle 09:51 nel canale Auto Elettriche
Il gruppo automobilistico spegnerà le linee dello stabilimento francese di Douvrin il 30 ottobre 2026, segnando il passaggio definitivo alla produzione di batterie
Stellantis ha fissato la data di chiusura definitiva per lo stabilimento di Douvrin, nel Passo di Calais: il 30 ottobre 2026 le linee di produzione dei motori termici si fermeranno per sempre. L'ultimo propulsore termico ad uscire dalla fabbrica sarà un 1.2 PureTech (ora ridenominato Turbo 100), e dopo si metterà fine alla produzione di motori a combustione in un sito che ha segnato la storia industriale europea.

Inaugurata nel 1969 con la denominazione di Française de Mécanique da una collaborazione tra Peugeot e Renault, la struttura ha assemblato oltre 40 milioni di propulsori in 57 anni di attività. Tra questi rientrano i motori X e D dedicati a modelli diffusi come Peugeot 104 e 205 o Renault Clio e Twingo, ma soprattutto il famoso V6 PRV realizzato insieme a Volvo. Proprio questa unità a 90 gradi ha equipaggiato la celebre DeLorean DMC-12 ed è servita nel 1996 come base di omologazione per l'Alfa Romeo 155 V6 TI nel DTM, sfruttando il blocco motore installato sulla Lancia Thema per rispettare i regolamenti dell'epoca.
Dalla cinghia a bagno d'olio alla conversione elettrica
Negli ultimi anni il sito francese è diventato il centro produttivo dei motori benzina 1.2 PureTech, dei turbodiesel 1.5 BlueHDi (la cui produzione è cessata il 1° novembre 2025) e del precedente 1.6 THP. Il declino dei volumi del 1.2 PureTech si intreccia con le note problematiche di affidabilità legati alla cinghia di distribuzione a bagno d'olio, soggetta a degrado precoce e causa di un consumo anomalo di olio lubrificante.
Per limitare l'impatto di questi difetti tecnici sui modelli Peugeot, Citroën, DS e Opel, il gruppo sostiene un programma di garanzia estesa fino a 10 anni o 180.000 km sulle varianti 1.0 e 1.2 dei PureTech di precedente generazione. La copertura è subordinata al rispetto rigoroso dei piani di manutenzione ufficiali. La dirigenza sta esaminando anche i rimborsi per gli interventi pagati dai clienti europei tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024, a condizione che la diagnosi e gli interventi abbiano seguito le direttive della rete ufficiale.

Il passaggio verso l'elettrificazione ha già modificato l'assetto occupazionale dello stabilimento. Dai 5.800 dipendenti raggiunti nei periodi di massimo utilizzo, l'impianto conta oggi meno di una cinquantina di lavoratori a tempo indeterminato e circa cinquanta interinali in attesa di collocazione. Circa 340 maestranze sono state integrate nella vicina gigafactory ACC, aperta nel 2023 per la produzione di batterie per veicoli elettrici, mentre altri 337 dipendenti hanno aderito a piani di ricollocamento interno, esterno o a scivoli pensionistici.
Chi valuta l'acquisto di una vettura usata dotata di propulsore PureTech deve considerare soprattutto la presenza della documentazione completa dei tagliandi. Senza le fatture che attestano il controllo della cinghia e le verifiche sul consumo d'olio, le condizioni per beneficiare della garanzia estesa decadono del tutto.










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100 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPer essere più chiari: la 3008 nuova, un carroarmato da 1.6 tonnellate, monta il 1200 puretech...
"eh ma l'europppah... " no sono principalmente le scelte come questa che hanno azzoppato il mercato interno.
Per essere più chiari: la 3008 nuova, un carroarmato da 1.6 tonnellate, monta il 1200 puretech...
"eh ma l'europppah... " no sono principalmente le scelte come questa che hanno azzoppato il mercato interno.
Monta motori del genere perché le intelligentissime regole europee stangano la cilindrata. È lo stesso motivo dei 999 3 cilindri ovunque.
Non vedo regole sulla cilindrata
CVD
La lista dei motori che hanno dato problemi negli ultimi 10-15 anni è piuttosto lunga, anche con la catena di distribuzione.
La lista dei motori che hanno dato problemi negli ultimi 10-15 anni è piuttosto lunga, anche con la catena di distribuzione.
Devono andare di più, con un'erogazione migliore, consumare meno, inquinare meno, essere più economici da produrre, il tutto con tempi di progettazione minori, test molto minori...e la frittata è fatta.
https://www.cars.com/articles/fuel-...ability-519458/
e non sono certo 3 cilindri da litro.
La lista dei motori che hanno dato problemi negli ultimi 10-15 anni è piuttosto lunga, anche con la catena di distribuzione.
Vero, può dare problemi anche la catena, ma rispetto alla cinghia è decisamente meglio.
Io, volutamente, ho sempre preso motori a benzina con la catena.
P. S. Cmq uno dei problemi più grandi dei motori benzina moderni deriva dalla norme antinquinamento esasperate che costringo a girare con una carburazione estremamente magra e di conseguenza con temperature troppo alte.
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