Changan prepara l'offensiva in Europa: 8 nuovi modelli in 3 anni e più plug-in hybrid per aggirare i dazi UE sulle elettriche cinesi
di Rosario Grasso pubblicata il 19 Gennaio 2026, alle 13:45 nel canale Auto Elettriche
Changan mette nero su bianco la tabella di marcia europea: investimenti da 2 miliardi entro il 2030, ampliamento della gamma su tre marchi e rete fino a 1.000 punti vendita e assistenza, mentre cresce il peso di PHEV ed ibridi per ridurre l'impatto delle tariffe sui BEV importati dalla Cina
Changan prepara un'espansione a ritmo serrato in Europa. Secondo quanto riportato da Automotive News Europe, il costruttore cinese prevede 2 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e una gamma composta da otto nuovi modelli in tre anni, distribuiti su tre brand: Deepal, Nevo e Avatr. Il piano include anche l'arrivo di versioni plug-in hybrid di modelli già presenti come elettrici, scelta che consente di ridurre l'esposizione ai dazi UE sui BEV prodotti in Cina.
Le prime indicazioni arrivano dalle dichiarazioni di Wang Dong, Deputy Managing Director di Changan Europe, che ha confermato l'introduzione di varianti PHEV per Deepal S05 e Deepal S07 in diversi Paesi europei. I due SUV coprono segmenti vicini: uno di taglia media e uno compatto di dimensioni leggermente inferiori. Il punto economico è chiaro: su Deepal S07 e Deepal S05 pesa un extra-dazio del 20% applicato dall'Unione Europea alle elettriche importate dalla Cina.
La scaletta dei prossimi lanci allarga in modo netto il perimetro prodotti. Sotto marchio Nevo sono attesi in Europa tre veicoli entro tre anni: una hatchback piccola, un SUV piccolo (in Cina noto come Q05, previsto sia elettrico sia elettrificato) e un modello full hybrid. Per Deepal sono in programma il SUV G318, la berlina L07 e il van grande S09. Sul fronte premium, Avatr prepara due modelli per il debutto in Paesi europei selezionati.
Questa direzione segna un cambio di impostazione rispetto alla fase iniziale, nella quale Changan ha spinto in Europa soprattutto auto elettriche a batteria tramite il brand Deepal. Già durante l'evento europeo di Magonza nella primavera 2025 erano stati mostrati anche modelli Avatr e Nevo, ma ora la strategia dichiara apertamente più spazio a EREV (veicoli con un piccolo motore termico a bordo che lavora come generatore per produrre corrente e ricaricare la batteria quando il livello scende), PHEV e ibridi, in linea con quanto indicato anche da Klaus Zyciora, Vice President e responsabile design globale del gruppo, che a dicembre ha citato pure l'ipotesi di veicoli commerciali leggeri in base alla domanda.
Quanto al posizionamento, Changan intende usare i tre marchi per colpire pubblici diversi: Deepal con un taglio più orientato al piacere di guida e alla mobilità moderna, Changan core più vicino alle famiglie e Avatr come proposta premium, con prezzi superiori agli altri due. I dati preliminari comunicati per Avatr 11 e Avatr 12 indicano specifiche più elevate rispetto a Deepal S07, con valori fino a 425 kW di potenza e autonomia fino a 730 km secondo il ciclo di test cinese.
Il piano industriale si intreccia con obiettivi di scala. Changan è il quarto costruttore cinese per volumi e punta a portare le vendite complessive da 2,9 milioni di veicoli nel 2025 a 5 milioni entro il 2030, con l'Europa indicata come area chiave. Sul canale commerciale, l'azienda mira ad arrivare a circa 1.000 sedi tra vendita e assistenza entro fine decennio.
La distribuzione varierà per mercato: nei Paesi più grandi, come la Germania, Changan userà organizzazioni nazionali proprie insieme a dealer privati; nei mercati più piccoli, importer indipendenti. Le strutture nazionali risultano già attive in Germania, Regno Unito, Portogallo e Norvegia, con Italia e Spagna previste a gennaio. Per Francia esistono piani senza dettagli, mentre in Grecia e Serbia il marchio lavora tramite importatori privati.
Sullo sfondo resta anche un aspetto politico-industriale: nel luglio 2025 Changan (China Changan Automobile Group Co) è stata riorganizzata come impresa statale con capitale di 20 miliardi di yuan (circa 2,4 miliardi di euro). Passa così da controllata indiretta a costruttore statale in senso pieno, allineata a gruppi come FAW, SAIC e Dongfeng. Questo può aumentare la flessibilità finanziaria, ma lega anche le scelte a decisioni del governo centrale: in passato, secondo indiscrezioni, Pechino avrebbe scoraggiato investimenti in Paesi UE favorevoli ai dazi. In questo contesto rientra anche il rinvio di un evento di lancio europeo inizialmente previsto a Milano nell'ottobre 2024 e poi riprogrammato a Magonza nel marzo 2025.
La tattica di spingere sugli ibridi è condivisa da più costruttori cinesi. Nel 2025 le importazioni di ibridi cinesi nell'UE sono cresciute del 155%, mentre quelle di BEV soggetti a dazi elevati sono salite del 12%. La crescita riflette un riequilibrio delle esportazioni, tanto che gli ibridi rappresentano ormai circa un terzo dell'export globale di auto passeggeri cinesi. Non a caso, la Commissione Europea valuta nuove tariffe anche sugli ibridi cinesi, con un'impostazione simile a quella già adottata per le elettriche pure.










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