Canada: raggiunto accordo con la Cina, crolla il muro dei dazi (non solo sugli EV)
di Vittorio Rienzo pubblicata il 19 Gennaio 2026, alle 14:02 nel canale Auto Elettriche
Il Canada riduce i dazi sulle auto elettriche cinesi dal 100% al 6,1% entro quote annuali. L'accordo con Pechino prevede concessioni reciproche su prodotti agricoli e apre a nuovi investimenti industriali
Il Canada ha rivisto la propria politica commerciale sulle auto elettriche cinesi e ha preso le distanze dalla linea seguita finora insieme agli Stati Uniti. Il governo guidato da Mark Carney ha definito un accordo preliminare con la Cina che riduce i dazi sulle EV importate dal 100% al 6,1%, entro un contingente annuale prestabilito.
L'intesa consente l'ingresso di 49.000 veicoli elettrici cinesi all'anno, con un aumento progressivo fino a 70.000 unità entro cinque anni. Secondo l'ufficio del primo ministro, si tratta di una quota inferiore al 3% del mercato canadese delle auto nuove, considerando che in Canada vengono acquistati circa 1,8 milioni di veicoli ogni anno.

La misura riapre di fatto il mercato a marchi come BYD, Nio e Zeekr, favoriti da costi di produzione più bassi e sussidi statali, che permettono listini più competitivi rispetto ai costruttori locali. Il contingente, però, punta soprattutto al segmento più accessibile: entro cinque anni oltre il 50% delle EV importate dovrebbe collocarsi sotto la soglia dei 35.000 dollari, valore indicato come riferimento per i modelli compatti e urbani.
Sul piano geopolitico, la decisione distingue Ottawa da Washington. Gli Stati Uniti mantengono dazi del 100% sulle elettriche cinesi, mentre il Messico applica tariffe del 50%. Il Canada, invece, sceglie una linea più flessibile, anche alla luce di relazioni bilaterali considerate più stabili e prevedibili negli ultimi mesi.
L'accordo non riguarda solo l'automotive. In cambio dell'apertura sulle EV, la Cina riduce i dazi sulla colza canadese dall'84-85% a circa il 15%, oltre ad allentare le restrizioni su esportazioni di aragoste e granchi.
L'amministrazione canadese ritiene limitato l'impatto sull'industria nazionale, in quanto il volume delle importazioni rimarrebbe contenuto rispetto alle dimensioni complessive del settore. Inoltre, l'intesa prevede investimenti cinesi in joint venture locali, con l'obiettivo di sviluppare una filiera canadese dei veicoli elettrici e sostenere l'occupazione.
In sintesi, si tratta di un accordo che va oltre il settore automotive, ma rappresenta più un'intesa di supporto reciproco alle due economie. Una frattura netta con le politiche adottate dagli Stati Uniti che, invece, prendono sempre più le distanze dagli interventi sul cambiamento climatico e sull'inquinamento.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoI canadesi insegnano come reagire ai malati mentali, dovremmo farlo anche noi.
I canadesi insegnano come reagire ai malati mentali, dovremmo farlo anche noi.
Dalle mire espansionistiche di Trump si capisce che sono più gli USA che hanno bisogno del Canada e non viceversa.
Hanno bisogno di tutti, in realtà, solo che trump è troppo gretto ed incapace per usare la diplomazia ed usa l'unico metodo che conosce, quello mafioso.
Poi c'è da considerare che degli stati uniti gli frega poco niente, prima vengono i suoi interessi personali, il resto è copertura.
Forse hanno paura della reazione di San Marino......
No, l'Ayatollah di San Marino ha lasciato intendere che farà sospendere le fucilazioni ed impiccagioni dei sovversivi ed oppositori politici rinchiusi nelle sue carceri. Trump è fondamentalmente buono e per il bene comune e la speranza mai sopita del Nobel, accetta questo scambio.
E se dicono qualcosa ci prendiamo anche la Gioconda!!!
Alee oo Materazzi ha fatto Gol!!
A sentire i venezuelani non immischiati con la cerchia di Maduro, ha fatto benissimo Trump a prenderlo, nonostante sappiano benissimo (e detto apertamente anche in alcuni video) che non è stato un gesto caritatevole dell'amministrazione USA nei loro confronti, ma sicuramente conoscono più loro la situazione del loro paese rispetto a certi dementi di sinistra che sono scesi in piazza con le bandiere venezuelane per sostenere maduro.
Che Maduro, Gheddafi, Saddam, Bin Laden etc etc non fossero degli stinchi di santo è cosa appurata, vera e terribile.
Che gli USA l'abbiano fatto per altre motivazioni (economiche) rispetto a quelle sociali è altrettanto vera.
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