BYD smentisce la visita a Cassino, quale futuro per l'impianto Stellantis in crisi?
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 20 Maggio 2026, alle 10:33 nel canale Auto Elettriche
Nella giornata si erano rapidamente diffuse le voci sulla visita di una delegazione BYD allo stabilimento di Cassino, ma l'azienda in serata ha smentito
Per ricostruire questa vicenda bisogna fare qualche passo indietro. Lo scorso 13 maggio, Stella Li, quella che viene considerata la donna più influente del mondo automotive, in qualità di CEO di BYD, aveva partecipato alla conferenza Future of the Car del Financial Times a Londra, occasione in cui aveva ribadito l'attenzione della sua azienda alle fabbriche sottoutilizzate dei costruttori europei.
BYD, come tutti i costruttori cinesi, deve ancora affrontare i dazi imposti dall'Europa, e quindi ha tutto l'interesse a produrre direttamente nel Vecchio Continente, così da scavalcare le tasse aggiuntive. In questo scenario si è parlato molto degli stabilimenti Stellantis, tra cui quello di Cassino.

Nella giornata di ieri è esplosa l'indiscrezione tra varie testate online, secondo cui una delegazione di BYD avrebbe visitato proprio Cassino, tesi avvalorata dalla conferma del sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, che a sua volta faceva riferimento a fonti sindacali. Nella serata però è arrivata la smentita da BYD Italia, con le seguenti parole: "in relazione a quanto riportato pochi minuti fa su alcuni organi di stampa, BYD smentisce quanto dichiarato dal sindaco di Piedimonte San Germano su indiscrezioni sindacali in relazione ad una visita dell'azienda presso lo stabilimento di Cassino nella giornata di ieri. Non vi è stata alcuna visita".
Cassino è in grave crisi da mesi, se non addirittura anni. Nel primo trimestre 2026 ha prodotto solo 2.916 vetture, un numero veramente basso anche per una fabbrica che ha in carico solo tre modelli: Maserati Grecale, Alfa Romeo Giulia e Stelvio. In pratica in questi primi mesi dell'anno ha lavorato solo 20 giorni complessivi, e Stellantis, per ora, non ha assegnato nuove piattaforme, come invece successo per altri stabilimenti (E-car a Pomigliano).
L'attesa ora è tutta per la giornata di domani, 21 maggio, in cui Antonio Filosa, nuovo CEO di Stellantis, presenterà ad Auburn Hills il suo primo piano industriale per il gruppo.









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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl problema di Cassino è che mentre di quanto producono gli altri impianti italiani qualcosa si vende...li ci sono solo pesi morti.
E questo è il risultato della privatizzazione senza regole.
1) Stellantis potrebbe spostare la linea di produzione della futura E-Car ( per ora prevista a Pomigliano D'arco ) da aggiungere a quelle attuali in modo da mantenere l'attuale forza lavoro.
2) Mantenere le linee di produzione con le nuove Giulia e Stelvio previste nel 2028 dopo il dietrofront sull'elettrico, con riduzione della forza lavoro.
2) Chiusura dell'impianto ( storico visto che ha 54 anni di attività ) e messa in vendita in liquidazione.
E questo è il risultato della privatizzazione senza regole.
Non credo centri nulla. E' il mondo auto che è rimasto indietro sedutosi sugli allori.
Adesso la Cina morde le caviglie e nessuna casa europea è pronta.
E questo è il risultato della privatizzazione senza regole.
Privatizzazione senza regole intendi la vendita di Alfa Romeo a Fiat?
No intendo la libertà concessa ai CEO di turno di delocallizare per il proprio tornaconto, quando in realtà il primo parametro da rispettare sono gli interessi statali. Fare reddito va bene ma NON hai danni dello stato.
In Cina se un azienda dovesse decidere di non far più anche gli interessi del governo chiuderebbe domani. Se il CEO di BYD volesse vendere a qualcuno di noi occidentali non sarebbe libero di farlo.
Adesso la Cina morde le caviglie e nessuna casa europea è pronta.
Stellantis in crisi, ma gli utili sono alti.
Il mercato dell'auto centra relativamente.
Il punto è che il nostro governo non avrebbe dovuto acconsentire a FIAT di entrare nel nuovo gruppo Stellantis.
Così come non avremmo dovuto lasciare che IVECO venisse ceduta all'India.
Privatizzare non significa e non può essere usato come vocabolo per definire un controllo da parte dello Stato delle politiche industriali e del mercato in cui operano soggetti sia privati, come Fiat/Stellantis, che statali. Quello che intendi te lo si può definire come dirigismo che riguarda una dottrina politica e la sua messa in pratica, con gradazioni diverse, da parte dello Stato.
Nel caso della seconda opzione se non a BYD, che ha dichiarato indirettamente di non essere interessata, ma bensì a qualche altro gruppo cinese che già sta operando in Italia.
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