BYD conferma: in corso le trattative per acquisire gli impianti di alcuni grandi produttori europei
di Vittorio Rienzo pubblicata il 14 Maggio 2026, alle 13:17 nel canale Auto Elettriche
BYD vuole intensificare la sua espansione europea rilevando interi stabilimenti automobilistici sottoutilizzati dei grandi produttori europei. Nell'ambito delle trattative ci sarebbero anche alcuni stabilimenti sul territorio italiano
BYD tende ulteriormente la gamba in Europa e ormai guarda al Vecchio continente non solo come mercato commerciale, ma anche come base produttiva. Il costruttore cinese, leader globale nella mobilità elettrica, ha confermato trattative con Stellantis e con altri gruppi automobilistici europei per acquisire stabilimenti sottoutilizzati in diversi Paesi, con l'Italia tra le opzioni considerate.
A confermarlo è stata Stella Li ai microfoni di Bloomberg, vicepresidente esecutiva dell'azienda, che ha spiegato come BYD sia alla ricerca di "qualsiasi impianto disponibile in Europa" per sfruttare la capacità produttiva inutilizzata. L'obiettivo è gestire direttamente le strutture, evitando joint venture e mantenendo il pieno controllo industriale delle operazioni europee.

La strategia arriva in una fase di forte pressione sul mercato cinese, dove la guerra dei prezzi tra produttori spinge molti marchi ad ampliare la presenza internazionale. In parallelo, l'aumento dei prezzi di gas e petrolio legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha riacceso l'interesse verso i veicoli elettrici, creando condizioni favorevoli per l'espansione.
I numeri confermano questa progressione. Ad aprile BYD ha venduto 135.000 veicoli all'estero, con una crescita del 70% rispetto allo stesso mese del 2025, registrando il miglior risultato internazionale della sua storia. Nei primi quattro mesi del 2026, le consegne fuori dalla Cina hanno raggiunto quota 456.253 unità.
Nel Regno Unito, BYD risulta già il marchio EV più venduto nei primi mesi dell'anno, davanti a Tesla, Kia e a numerosi produttori europei tradizionali. Un dato che evidenzia la necessità di una presenza manifatturiera locale per ridurre costi logistici, tempi di consegna e possibili barriere commerciali.
Sul fronte industriale, BYD ha già avviato la produzione sperimentale nel nuovo impianto in Ungheria, mentre in Turchia è prevista entro fine 2026 l'apertura di una fabbrica da 1 miliardo di dollari. L'acquisizione di ulteriori siti produttivi in Europa rappresenterebbe quindi un ulteriore tassello di una strategia molto più ampia.

In parallelo, il gruppo spinge anche sul segmento premium con il debutto europeo di Denza. Il marchio ha introdotto tecnologie come Blade Battery 2.0 e la ricarica flash da 5 minuti, mentre la Denza Z9 GT è già disponibile in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, con espansione prevista in 30 Paesi entro la fine del 2026.
Va anche detto che non si tratta di una vera e propria novità: BYD ha sempre manifestato l'intenzione di localizzare la produzione e poche settimane fa erano già emerse alcune voci di una contrattazione con Volkswagen. Risultano invece quasi ironiche le discussioni con Stellantis, gruppo con il quale BYD si è scontrato più volte.
In ogni caso, però, è evidente la convenienza economica nell'acquisizione di impianti preesistenti e che quindi non richiedano costi di realizzazione e tempi di attesa per la stessa, anche se fossero di Stellantis.









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29 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTu quanto volele pel eulopa ?
Tu quanto volele pel eulopa ?
A me il cibo cinese piace, basta che non ci mettano pipistrelli nei piatti
BYD vuole intensificare la sua espansione europea rilevando interi stabilimenti automobilistici sottoutilizzati dei grandi produttori europei. Nell'ambito delle trattative ci sarebbero anche alcuni stabilimenti sul territorio italiano
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Alcuni... cominciamo a circostanziare: si parla dell'impianto di Cassino ( pagato al tempo anche con i soldi degli italiani ) che ad Aprile totalizzato [B][I][U]ZERO[/U][/I][/B] ore lavorative!!
Ecco gli splendidi risultati ottenuti dall'UE!
A me invece fa schifo, come tutto il resto.
Fortunatamente collaboro per un'azienda che valorizza il made in Italy, made in Germany e made in tutto quello che viene fatto in Europa.
Assi, motori, PLC, Inverter ecc ecc, non c'è nulla che è made in PRC.
Non puoi evitare al 100% tutto quello che arriva dalla Cina ma puoi per lo meno valorizzare quello che viene progettato e costruito nella UE.
E di aziende Made in Italy, dove tutto viene prodotto internamente, fortunatamente in Italia ne esistono ancora...
Tranne i droni DJI ovviamente !
Ma io non difendo certamente i cinesi non hanno bisogno !
Io sono coerente, compro roba cinese perchè costa poco e trovo cose che qui non esistono, non dico che i cinesi mi fanno schifo quando in casa ho qualche migliaia di euro di droni cinesi e chissà cos'altro !
Coerenza, questa sconosciuta !
ah questo è arrivato oggi:
https://it.aliexpress.com/item/1005010249096291.html
vai a vedere cosa costa su amazon !
A me di quello che fai tu non me ne frega una ceppa di nulla. Ti ho chiamato in causa per caso?
Ho un Drone DJI perché sono sono i numeri uno al mondo in quel tipo di tecnologia e per il lavoro che svolgo, mi serve appunto un qualcosa di tecnologicamente avanzato e che producono [B][U]SOLO LORO[/U][/B].
Se esistesse un marchio Italiano, che produce droni altrettanto validi, lo comprerei made in Italy.
In casa mia i frutti, le prese e gli interruttori sono tutti BTicino, ad esempio.
Ho fatto assistenza giusto oggi come esterno in quella Azienda e dallo stampo del guscio, al contatto in ottone, è tutto fatto in Italia.
Quindi ripeto:
Ora, per favore, non continuare con i tuoi deliri perché non fai altro che dimostrare che tu, in casa tua, anche le posate che usi per mangiare le acquisti in Cina...
Ma comprare da chiunque guardando al rapporto qualità/prezzo desiderato, no? Fa schifo?
Se vuoi fare una guerra commerciale, sterile ma legittima, non è meglio farla contro Paesi con un PIL procapite più alto del nostro, piuttosto che contro chi ce l'ha più basso? Sempre che la tua battaglia abbia una qualche base etica e non sia solo utilitaristica.
Se vuoi fare una guerra commerciale, sterile ma legittima, non è meglio farla contro Paesi con un PIL procapite più alto del nostro, piuttosto che contro chi ce l'ha più basso? Sempre che la tua battaglia abbia una qualche base etica e non sia solo utilitaristica.
A me fa schifo comprare prodotti dove non viene rispettata l'etica di chi li produce, le norme sulla sicurezza e la tossicità dei materiali.
Purtroppo non puoi evitare al 100% i loro prodotti perché per molti, solo loro li producono. Ma puoi certamente spendere qualche euro in più per prodotti uguali e con ben altra qualità costruttiva.
C'è da dire che se BYD viene in Italia a produrre, la cosa non mi disturba affatto. Dubito che mettano in piedi una fabbrica lager come ne trovi tante in zona Prato dove nessuno controlla nulla.
Perché alla fine, il mio discorso verte solo su questo punto: la concorrenza sleale e il non rispettare le regole.
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