Bonus colonnine 2026: dal 22 settembre domande per contributi fino all'80% su wallbox e colonnine
di Rosario Grasso pubblicata il 15 Settembre 2026, alle 13:56 nel canale Auto Elettriche
Dal 22 settembre apre lo sportello per il bonus colonnine domestiche: contributo dell'80% fino a 1.500 euro per privati e 8.000 per i condomini. Domande su piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS. Dotazione di 68 milioni fino al 2030
Dalle 12.00 di martedì 22 settembre parte lo sportello per il bonus colonnine domestiche: privati e condomìni potranno chiedere al MIMIT un contributo dell'80% per l'acquisto e l'installazione di wallbox e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Il massimale è di 1.500 euro per le persone fisiche, sale a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. La misura dispone di 68 milioni di euro fino al 2030 e le domande si presentano sulla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS.
Come funziona e chi può accedere
Possono beneficiare dell'incentivo le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni per impianti realizzati sulle parti comuni dell'edificio. Il contributo copre l'80% delle spese sostenute per acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica, con i massimali già indicati. Per il 2026 sono inoltre ammissibili le infrastrutture la cui installazione viene completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Per le annualità successive, dal 2027 al 2029, la finestra va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno; per il 2030 il periodo si chiude il 31 marzo.
Lo sportello resta aperto fino alle 12.00 del 31 gennaio 2027. Una volta completata l'installazione, si accede al portale Invitalia dedicato, si compila il modulo elettronico seguendo la procedura guidata e si invia la richiesta esclusivamente online. Invitalia gestisce la misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e mette a disposizione un numero verde gratuito (800 77 53 97) per informazioni e chiarimenti, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.
Dotazione finanziaria e contesto normativo
La dotazione complessiva è di 68 milioni di euro fino al 2030, ripartiti in 15 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030. La misura rientra nel programma pluriennale per il settore automotive definito con il DPCM dello scorso giugno. Il ministro Urso ha definito l'iniziativa "necessaria per la transizione industriale e ambientale" e ha rimarcato ulteriormente il ruolo strategico delle infrastrutture di ricarica privata nella diffusione della mobilità elettrica.













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9 Commenti
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Sì, installato, collaudato e fattura saldata. Un bel fascicoletto di carte. Se però non rientri nei parametri, beh, le carte... avranno una destinazione d'uso differente.
Sicuramente non e' il tuo caso ma attenzione che, per quel poco che ne so io, se la presa a cui attacchi il cavo di ricarica domestica e' da 10A, rischi di far lavorare al massimo per 20 ore di seguito la spina che a lungo andare si scalda e puo' creare problemi...
Non scalda, e' dimensionata per reggere 16A, la presa e il cavo.
16A di picco... comunque dovresti conteggiare l'80% che nel tuo caso caricando a 10A sei ampiamente nei margini di sicurezza ma occhio a ricordarsi questa cosa.
P.S.: Ci sta che lo sapevi eh... lo scrivo anche a favore di persone che magari leggono.
P.S.: Ci sta che lo sapevi eh... lo scrivo anche a favore di persone che magari leggono.
Esatto, quella e' la corrente nominale, cioe' te li regge, ma non puoi tenerla per ore. Ma 10A ci stanno comodi, se l'impianto è fatto a norma. Quando invece ho qualche dubbio, la imposto a 8A o addirittura a 6A, se devo metterci un adattatore di mezzo. E con meno di 1500w non e' manco un asciuga capelli.
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