BMW taglierà 8.000 posti di lavoro, ma senza licenziare. L'intenzione è convincere all'allontanamento volontario
di Vittorio Rienzo pubblicata il 29 Luglio 2026, alle 17:01 nel canale Auto Elettriche
BMW avrebbe raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per ridurre l'organico di circa 8.000 dipendenti nel mondo senza ricorrere ai licenziamenti. Il piano prevede incentivi all'esodo volontario e prepensionamenti
Anche BMW si prepara a ridurre la propria forza lavoro. Dopo essere stata considerata una delle poche grandi Case automobilistiche tedesche capaci di limitare gli effetti della difficile fase attraversata dall'intera industria dell'automotive europeo, il costruttore bavarese avrebbe raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per avviare un piano di ristrutturazione del personale che interesserà circa 8.000 dipendenti nel mondo.
Secondo quanto riferito da un portavoce dell'azienda, il programma non prevede licenziamenti. La riduzione dell'organico avverrà attraverso incentivi all'esodo volontario e prepensionamenti, strumenti scelti per contenere l'impatto sociale della riorganizzazione.
BREAKING: German carmaker BMW is to cut 8,000 jobs worldwide, with positions reduced through natural staff turnover and a voluntary redundancy scheme in Germany, sources tell dpa. pic.twitter.com/vFGjHvEjVx
— dpa news agency (@dpa_intl) July 29, 2026
Al momento non sono stati comunicati i dettagli sulla distribuzione geografica degli esuberi. Tuttavia, la Germania appare il Paese destinato a registrare il numero più elevato di uscite, anche in funzione del fatto che raccoglie oltre la metà della forza lavoro complessiva.
Su circa 154.000 dipendenti complessivi, oltre 84.000 lavorano in Germania, pari a più della metà dell'organico registrato al 30 giugno. Considerando che il programma partirà proprio nel mercato tedesco, una quota rilevante delle uscite potrebbe concentrarsi negli stabilimenti e nelle strutture amministrative del Paese.
L'agenzia Dpa riferisce infatti che il programma di incentivazione sarà attivo da ottobre 2026 fino alla fine del 2027 e coinvolgerà tutti i dipendenti tedeschi non impiegati direttamente nelle attività produttive, indipendentemente dal ruolo ricoperto.

La decisione arriva in un contesto complesso per l'intera industria automobilistica europea. Anche BMW deve confrontarsi con dazi statunitensi, crescente concorrenza dei costruttori cinesi e con le conseguenze della crisi in Medio Oriente, fattori che finora erano stati compensati da risultati economici migliori rispetto ad altri produttori tedeschi.
Con l'arrivo del nuovo CEO Milan Nedeljkovic, lo scenario sembra essere completamente diverso. L'incontro con gli investitori di metà giugno ha evidenziato alcune difficoltà finanziarie, mentre il costruttore ha perfino scelto di rinunciare alla partecipazione al prossimo Salone dell'Auto di Parigi. Un contesto che mostra una difficoltà marcata per la casa di Monaco di Baviera.
Dal canto suo, BMW ha sottolineato che i tagli rientrano nel naturale processo di turnover del personale. Peraltro, proprio nei mesi scorsi, aveva spiegato di aver raggiunto il picco di investimenti destinati alla piattaforma Neue Klasse, di conseguenza sarebbe seguita una fase di riduzione dei costi e del personale.
E in effetti nell'ultimo anno erano già stati effettuati numerosi tagli: la forza lavoro si era ridotta di 2.000 unità e ulteriori uscite erano già state anticipate. La vera novità è piuttosto nell'entità dei tagli che in questo caso sembra piuttosto significativa (circa il 5%), ammesso che rimanga invariata.

Se si guarda al passato, nel 2008 l'allora AD dell'azienda Norbert Reithofer annunciò una riduzione identica: 8.000 posti di lavoro in meno. Sfortunatamente, nell'arco di due anni, il personale allontanato superò le 10.000 unità. Chiaramente, lo scenario adesso è completamente diverso e i numeri di BMW, seppur in calo, sembrano reggere meglio la crisi del settore. Allo stesso tempo, si tratta sempre di un'eccezione che non sappiamo quanto sarà sostenibile nel tempo. L'industria tedesca dell'automobile sta attraversando una crisi forse senza precedenti: Wolkswagen Group ha già annunciato 5.000 nuovi esuberi solo per Porsche, mentre in casa Volkswagen si discutono perfino chiusure di interi impianti e tagli per 100.000 posti di lavoro.
Non va meglio per Mercedes-Benz. Il costruttore taglierà fino al 25% della forza lavoro in Cina, mentre ulteriori tagli saranno applicati in specifiche aree geografiche. Allo stesso tempo, ha finanziato incentivi per l'allontanamento volontario (fino a 500.000 euro), ha interrotto l'erogazione dei bonus aziendali per oltre 90.000 dipendenti e programmato la chiusura di alcuni centri logistici.
Ovviamente, tutti i costruttori citati sono già finiti nel mirino dell'IG Metall, il sindacato tedesco dei metalmeccanici. L'organizzazione ritiene che le aziende si stiano concentrando su riduzione dei costi, tagli del personale e delocalizzazione. Per tali ragioni, sono già state anticipate mobilitazioni per opporsi con fermezza a decisioni che, nella sostanza, favoriscono esclusivamente i vertici delle rispettive aziende.










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51 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoa breve saremo il terzo mondo se continuiamo a devastare la nostra industria interna a vantaggio di dipendenza pura dall'estero.. bello che chi vede solo la dipendenza dagli idrocarburi non si accorga della pesante dipendenza dall'estero per tutto quello che si compra
Sinceramente non vedo quale regola UE avrebbe potuto salvare l'industria in questo scenario.
Sinceramente non vedo quale regola UE avrebbe potuto salvare l'industria in questo scenario.
la crisi è causata dalle normative UE.. l'elettrificazione è solo una di queste..
l'UE ha iniziato a massacrare l'Europa da ben prima dell'elettrificazione quella è stata solo l'idea più brillante del lotto ma fra ETS, CO2, Carbon Tax, Plastic Tax, etc etc.. l'UE lavora contro l'Europa da molto tempo..
anche se togliessero l'obbligo delle elettriche non cambierebbe niente, l'idea di affossare l'Europa è ben radicato nell'UE..
il problema è che quando l'automotive avrà ceduto il timone all'estero mi domando che cavolo faremo qua visto che sarà una tessera del domino molto pesante e via via cadrà il resto
per inciso, credo che la prima tessera giocata sia stata quella di affossare Alcoa in Sardegna e l'ILVA.. due tessere che davano molto fastidio all'estero perchè erano due perle che producevano "noie" per la capacità produttiva.. colpite quelle via via il gioco è diventato più facile e adesso se ne vedono i frutti direi, se anche in Germania ormai versa così male e i tagli stanno diventando pensanti poi è ovvio che sarà il mercato a dare la mazzata finale.. aumento dei costi per riduzione della capacità e via a mordersi la coda fino a ridimensionamento e/o chiusura e decine di milioni di europei a rischio.
guarda la Varta con la mossa di Apple.. da resuscitare a fallire..
Il giochino è durato pochi anni ed ora ne pagano le conseguenze
Lo Stato...
l'UE ha iniziato a massacrare l'Europa da ben prima dell'elettrificazione quella è stata solo l'idea più brillante del lotto ma fra ETS, CO2, Carbon Tax, Plastic Tax, etc etc.. l'UE lavora contro l'Europa da molto tempo..
anche se togliessero l'obbligo delle elettriche non cambierebbe niente, l'idea di affossare l'Europa è ben radicato nell'UE..
il problema è che quando l'automotive avrà ceduto il timone all'estero mi domando che cavolo faremo qua visto che sarà una tessera del domino molto pesante e via via cadrà il resto
per inciso, credo che la prima tessera giocata sia stata quella di affossare Alcoa in Sardegna e l'ILVA.. due tessere che davano molto fastidio all'estero perchè erano due perle che producevano "noie" per la capacità produttiva.. colpite quelle via via il gioco è diventato più facile e adesso se ne vedono i frutti direi, se anche in Germania ormai versa così male e i tagli stanno diventando pensanti poi è ovvio che sarà il mercato a dare la mazzata finale.. aumento dei costi per riduzione della capacità e via a mordersi la coda fino a ridimensionamento e/o chiusura e decine di milioni di europei a rischio.
guarda la Varta con la mossa di Apple.. da resuscitare a fallire..
Mi sembra tu stia mischiando varie cose. Per quanto riguarda l'automotive, le stesse regole europee Euro1/2/3/4/5/6 sono quelle che mi hanno spinto a cambiare auto dagli anni 90 ad ora, visto che in citta' ad un certo punto non si poteva piu' circolare, quindi non saprei se hanno fatto un danno all'industria. A me sembra che li abbiano fatti campare, visto che a livello di prestazioni, le mie auto fine anni 80/primi anni 90 non avevano nulla da invidiare a quelle successive.
Poi a prescindere dalle regole UE, l'automotive soffre:
- la concorrenza cinese, anche sul termico ormai
- la concorrenza americana (che ha attratto molti investimenti europei in passato)
- il costo dell'energia fossile/elettrica, in costante aumento
- aver deciso di produrre principalmente auto costose (e per di piu' brutte)
Questo non mi pare sia dipeso dalla UE, correggimi se sbaglio.
Il caso Varta non vedo come sia stato danneggiato dalle regole UE, spiegati per favore. A me sembra il classico caso di dipendenza da un singolo cliente.
Quindi non riguarderebbe direttamente la produzione, ma gli altri settori, dove magari vogliono approfittare a dare una sfoltita nella fascia dei sessantenni con stipendi molto alti e sacrificabili sull'altare del "progresso dell'IA".
Vedremo di questi incentivi al pre pensionamento, quale sarà la quota a carico BMW e quale dello Stato.
Poi a prescindere dalle regole UE, l'automotive soffre:
- la concorrenza cinese, anche sul termico ormai
- la concorrenza americana (che ha attratto molti investimenti europei in passato)
- il costo dell'energia fossile/elettrica, in costante aumento
- aver deciso di produrre principalmente auto costose (e per di piu' brutte)
Questo non mi pare sia dipeso dalla UE, correggimi se sbaglio.
Il caso Varta non vedo come sia stato danneggiato dalle regole UE, spiegati per favore. A me sembra il classico caso di dipendenza da un singolo cliente.
prendila come miei opinioni e cestinale pure
anche il caso Varta, come ho accennato, Apple è solo stata l'ultima mossa.. ma il motivo per cui si sono trovati in quel casino nasce da prima, e sicuramente anche da errori loro ma era un esempio per far capire quando sia fragile ormai l'Europa grazie alle regole dell'UE
p.s. la quasi totalità dei problemi che elenchi dell'automotive sono proprio causati dall'UE.. specie quello sull'energia elettrica ed il Gas.. strano che non te ne accorgi..
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