Batterie Tesla rubate direttamente fuori dalla fabbrica in Nevada da falsi corrieri
di Vittorio Rienzo pubblicata il 30 Giugno 2026, alle 17:23 nel canale Auto Elettriche
Tesla ha rafforzato la sicurezza della Gigafactory del Nevada dopo una serie di furti di batterie avvenuti direttamente alle porte della sua fabbrica. I ladri utilizzavano identità e documenti falsi spacciandosi per le società di trasporto ingaggiate da Tesla
Tesla sta affrontando un curioso problema di sicurezza che riguarda la propria catena logistica. Negli Stati Uniti, come riportato da WIRED, una serie di furti ha interessato i carichi in uscita dalla Gigafactory del Nevada, con diversi episodi che hanno coinvolto sia le batterie destinate ai veicoli elettrici che quelle indirizzate ai sistemi di accumulo domestico Powerwall.
Secondo le informazioni emerse dall'indagine, nel solo mese di gennaio si sono verificati almeno nove presunti furti di carichi provenienti dallo stabilimento Tesla. Le autorità della contea di Storey seguono complessivamente 17 casi che coinvolgono Tesla e altre aziende operanti nell'area, mentre gli investigatori ritengono che il fenomeno reale presenti dimensioni ancora maggiori.

Le autorità descrivono la situazione come un'emergenza che interessa l'intero settore della logistica. Le stime citate nell'indagine indicano che le perdite economiche provocate dai furti di merci negli Stati Uniti sono quasi raddoppiate tra il 2022 e il 2024, fino a raggiungere circa 18 milioni di dollari al giorno. Componenti elettronici e batterie rappresentano i bersagli principali per via del loro elevato valore sul mercato.
L'indagine evidenzia che i responsabili sfruttavano alcune debolezze nelle procedure di verifica durante il ritiro delle spedizioni. Gli investigatori ritengono che gruppi organizzati abbiano utilizzato identità false, patenti commerciali contraffatte e società di trasporto inesistenti per ritirare i carichi prima dell'arrivo dei vettori autorizzati.
Uno degli episodi più rilevanti ha riguardato due rimorchi carichi di batterie domestiche Tesla Powerwall, ciascuno con un valore superiore a 475.000 dollari. I mezzi sono stati successivamente recuperati a centinaia di chilometri di distanza, ma il carico era già scomparso. Altri casi hanno coinvolto rimorchi che trasportavano batterie Powerwall per un valore di circa 500.000 dollari.

Le indagini hanno beneficiato anche dell'impiego di sistemi GPS installati sui rimorchi. In alcune circostanze gli investigatori hanno aggiunto ulteriori dispositivi di tracciamento per monitorare gli spostamenti dei mezzi e individuare gli autori dei furti quando sarebbero tornati a recuperarli. L'inchiesta ha portato infine all'arresto di tre sospetti, accusati di aver raggiunto il Nevada dalla California utilizzando documentazione falsa per impossessarsi delle spedizioni Tesla.
In risposta agli episodi, Tesla ha introdotto controlli più rigorosi sull'identità degli autisti ai varchi della Gigafactory del Nevada. Secondo gli investigatori, queste misure hanno già ridotto il numero dei tentativi andati a buon fine.
Il fenomeno ha attirato anche l'attenzione delle istituzioni statunitensi. Un disegno di legge bipartisan, già approvato dalla Camera dei Rappresentanti, punta a rafforzare il contrasto ai furti organizzati di merci e a migliorare il coordinamento tra le diverse forze dell'ordine. Per Tesla, la protezione delle batterie non riguarda più soltanto la produzione, ma interessa anche ogni fase della distribuzione fino alla consegna.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuesti si che sono furti coi fiocchi. Possono anche farci un film.
Comunque le powerwall sono rivendibili come terzisti no?
A me serve un polverizzatore Thompson !
se fosse vera la seconda, beh direi che margine per migliorare il sistema di sicurezza nella logistica ce n'è a pacchi.
Io la so, io la so, io la so (scena stile elementari con la mano alzata) signora minestra, lo chiamavano Bulldozer
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