Auto elettriche, a Busto Arsizio stop al parcheggio gratuito: la lamentela (argomentata) di un cittadino
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 16 Gennaio 2026, alle 14:25 nel canale Auto Elettriche
La città di Busto Arsizio, una delle più importanti, se non la più importante, della provincia di Varese ha deciso di non concedere più il parcheggio gratuito alle auto elettriche, ma i numeri confermano davvero la necessità?
La città di Busto Arsizio, in provincia di Varese, di recente diventata anche sede di un nuovo Tesla Supercharger, da anni proponeva il parcheggio gratuito per le auto elettriche in stalli con le strisce blu. Non si trattava di un privilegio automatico, ma i cittadini interessati dovevano presentare la documentazione richiesta per ricevere il relativo pass.
Ora l'amministrazione comunale ha deciso di annullare questa procedura e revocare i permessi, a suo dire per l'eccessivo numero di auto elettriche, che metterebbero in difficoltà l'apparato delle soste a pagamento della città. Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, la lettera di un cittadino che chiede chiarimenti, a fronte di numeri che non sembrano confermare l'allarmismo del Primo Cittadino:
"Gentile Redazione,
vi scrivo in qualità di cittadino di Busto Arsizio per segnalare una decisione recentemente assunta dall’Amministrazione comunale che, a mio avviso, merita un approfondimento giornalistico basato su dati oggettivi e verificabili.
Nei giorni scorsi il Comune di Busto Arsizio ha comunicato la revoca della sosta gratuita per i veicoli elettrici negli stalli a pagamento, agevolazione in vigore da oltre dieci anni e introdotta originariamente come incentivo alla mobilità a basse emissioni.
Al di là della legittimità amministrativa del provvedimento, ciò che desta perplessità è il modo in cui la decisione è stata motivata e comunicata, in assenza di analisi quantitative facilmente accessibili al pubblico.
In particolare, nelle comunicazioni diffuse si fa riferimento al numero di veicoli elettrici presenti come elemento critico. Tuttavia, tale dato non risulta essere stato contestualizzato rispetto al parco veicolare complessivo, né accompagnato da studi di impatto sulla reale saturazione degli stalli.
Secondo i dati ufficiali ISTAT più recenti, in Italia circolano circa 694 autovetture ogni 1000 abitanti, un valore tra i più elevati dell’Unione Europea. Applicando questo ordine di grandezza alla popolazione di Busto Arsizio (circa 84.000-85.000 residenti), si può stimare un parco veicolare complessivo dell’ordine di 58.000-59.000 autovetture.
In questo contesto, le circa 800 auto elettriche comunicate come riferimento rappresenterebbero una percentuale estremamente ridotta del totale, pari a poco più dell’1% del parco circolante stimato. Anche adottando ipotesi prudenziali e semplificate, il dato appare difficilmente compatibile con l’idea che tale quota possa costituire, da sola, una criticità strutturale per la gestione della sosta urbana.
A ciò si aggiunge l’assenza, ad oggi, di analisi pubbliche sul tasso di occupazione reale degli stalli attribuibile ai veicoli elettrici, confronti numerici con altre categorie di veicoli, valutazioni ambientali che colleghino la revoca dell’agevolazione agli obiettivi di qualità dell’aria, in una città che presenta criticità documentate in termini di PM10, PM2.5 e NO2.
Il punto non è contestare la scelta in sé, ma evidenziare come decisioni che incidono sulla mobilità urbana e sulle politiche ambientali dovrebbero essere accompagnate da una trasparenza informativa adeguata, soprattutto considerando che una parte significativa della cittadinanza non ha la possibilità di seguire direttamente le sedute di Giunta o i momenti decisionali istituzionali.
In assenza di una pubblicazione chiara e accessibile delle basi tecniche del provvedimento, il rischio è che una decisione complessa venga percepita come una risposta semplificata a un tema divisivo, piuttosto che come il risultato di un’analisi strutturata e misurabile.
Ritengo che un approfondimento giornalistico sugli atti amministrativi adottati (date, delibere, numeri di protocollo), i dati reali sul parco veicolare elettrico e complessivo, il confronto con altre realtà urbane simili, possa contribuire in modo significativo a informare correttamente i cittadini e a stimolare un dibattito pubblico fondato su elementi oggettivi, anziché su impressioni o semplificazioni.
Vi ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione.
Cordiali saluti,
Un cittadino elettrico"
Le argomentazioni presentate dal lettore sembrano oggettive, e non soggettive, ma in questo caso ci facciamo solo tramite, e restiamo a disposizione qualora l'amministrazione di Busto Arsizio voglia rispondere alle critiche.










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57 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAnzichè dire "ok vabbè fin'ora mi è andata bene e ho goduto di un privilegio" (che si somma a tanti altri privilegi, come gli incentivi e le scontistiche sulle auto elettriche pagate dalla collettività, ovvero in gran parte da coloro che non hanno il privilegio di potersi permettere un'auto elettrica) il caro cittadino elettrico si lamenta come se il privilegio fosse dovuto.
Insomma parliamo del solito ricco privilegiato e sovvenzionato dallo Stato che si lamenta quando viene meno anche solo una piccola parte del privilegio di cui ha goduto, come se fosse cosa dovuta.
Insomma niente di nuovo sotto il sole italico.
Facessero dei posti dedicati dove puoi stazionare gratuitamente per il solo tempo necessario alla ricarica come nella maggior parte delle città del mondo.
Ora è tutto bello quando tali decisioni vanno a ledere il diritto alla mobilità del prossimo, diventato tutti più nervosi quando invece tocca la propria!
Un tempo i parcheggi a pagamento nelle città erano pochi, nulli nei paesi di provincia, tra un po' metteranno a pagamento anche i "centri storici" dei paesi di campagna con 1000 abitanti o meno...
Parcheggiare "gratis" nelle strisce blu non è un "diritto acquisito", quindi se il Comune decide per motivazioni a lui note di far pagare a tutti , fine della pacchia. Fino ad ora è andata di "lusso" adesso paghi anche tu come tutti.
Stesso discorso sulle ZTL, lo scopo non è l'inquinamento ma mandare tutti a piedi ( auspicano grande salute per un popolo sempre più vecchio, questo è essere ottimisti!
Questo vogliono le amministrazioni dei grandi agglomerati che "scimmiottano" le città del nord europa ( totalmente diverse dalla nostre )...
In perfetta linea con tante altre belle cosette dell'agenda 2030, qui piacciono sempre , questa non piace?!
Già immagino la nomination a "Oslo d'Italia" per l'elevato numero di elettriche.
Si riempono la bocca di ideali e poi sono attaccati a 4 soldi
Facessero dei posti dedicati dove puoi stazionare gratuitamente per il solo tempo necessario alla ricarica come nella maggior parte delle città del mondo.
Non entro nel merito della specifica decisione, perché non ho nemmeno io i dati, ma l'agevolazione non era indirizzata a fare un favore a chi possedeva un'auto elettrica, ma era appunto un incentivo, per cercare di spingerne la diffusione, essendo che questa città, come molte altre della zona, ha grossi problemi di inquinamento veicolare. Rendere un'auto elettrica più economica da gestire avrebbe spinto più cittadini a sceglierne una.
La cosa dei "ricchi" poi, permettetemi, è proprio la solita sciocchezza. L'agevolazione valeva anche per chi possiede una Dacia Spring da 15.000 euro, una Renault Zoe usata da 6.000 euro, o persino per una Leapmotor T03, non solo per Tesla o BMW.
Io ad esempio con l'auto a gpl non ho mai avuto questi privilegi eppure all'epoca era "l'elettrica dei suoi tempi" (passatemi la forzatura).
E su ! Paga e pensa alle cose importanti della vita !
ahimè come non quotarti in toto
e magari è pure tra quelli a cui rottamano le cartelle esattoriali o con isee da "vivo sotto al ponte"
ciao ciao
e magari è pure tra quelli a cui rottamano le cartelle esattoriali o con isee da "vivo sotto al ponte"
ciao ciao
Che non lo sapevi ?
Ovviamente NON MI RIFERISCO al "cittadino elettrico" che non conosco, adesso parlo in generale, di solito, non sempre, i più pulciari sono notoriamente i più ricchi.
Mi ricordo il mio viaggio in India-Bhutan, tutti compagni di viaggio con busta paga da 6/7000€ e stavano a contare i CENTESIMI di resto e a capire chi aveva mangiato cosa, ai ristoranti di Calcutta.
Io che ero "il pezzente" delle situazione, il più povero, lasciavo mance e me ne strafregavo se anche perdevo l'equivalente di qualche euro, da qualche disgraziato in India.
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