15.000 euro per un'auto elettrica europea: lo studio rivela quanti acquirenti ci sarebbero
di Manolo De Agostini pubblicata il 29 Settembre 2026, alle 10:41 nel canale Auto Elettriche
Uno studio francese valuta il potenziale di una piccola auto elettrica europea venduta sotto i 15.000 euro, con batteria da 15-22 kWh, autonomia reale fino a 200 km e velocità massima di 110 km/h. Secondo l'analisi, il mercato potrebbe raggiungere 3 milioni di vetture annue, riducendo consumi, emissioni e impiego di materiali.
Una piccola auto elettrica prodotta in Unione Europea e proposta a meno di 15.000 euro, incentivi esclusi, potrebbe intercettare un mercato potenziale di circa 3 milioni di vetture all'anno una volta raggiunta la piena maturità. È la conclusione di uno studio realizzato dalla Fondazione per la Natura e l'Umanità (FNH) e dall'Institut Mobilités en Transition (IMT), con il supporto tecnico della società di consulenza C-Ways.
L'analisi ha preso in considerazione inizialmente i mercati di Francia, Germania e Italia, caratterizzati da strutture e dinamiche differenti, per poi estendere i risultati all'intera Unione Europea. Il volume indicato non rappresenta una previsione di immatricolazioni, ma il potenziale assorbibile dal mercato qualora venisse proposta un'offerta con queste caratteristiche.
Secondo lo studio, il mercato potrebbe raggiungere circa 2,5 milioni di vetture all'anno tra il 2030 e il 2035, per arrivare successivamente a circa 3 milioni, equivalenti a quasi il 20% delle vendite di autovetture nell'UE.
L'ipotesi parte da un veicolo volutamente semplice e leggero. La vettura idealizzata avrebbe una lunghezza inferiore a 3,60 metri, un peso a vuoto sotto gli 800 kg e quattro posti. La batteria sarebbe compresa tra 15 e 22 kWh, con un'autonomia reale stimata tra 140 e 200 km. Tra gli altri aspetti, niente ricarica rapida e velocità massima sarebbe limitata a 110 km/h. Insomma, un'auto per coprire soprattutto gli spostamenti quotidiani, rinunciando a prestazioni e capacità tipiche delle auto elettriche più grandi.

Le caratteristiche tecniche considerate nello studio sono volutamente conservative. Di conseguenza, secondo FNH e IMT, un modello con lo stesso prezzo ma meno limitazioni potrebbe avere un potenziale di mercato ancora maggiore.
L'analisi considera tre fattori: la compatibilità degli spostamenti effettuati dagli automobilisti con un'autonomia di 140 km e quattro posti, la convenienza economica calcolata attraverso il costo totale di possesso su cinque anni e l'attrattività del formato rispetto alle abitudini di acquisto. Solo in Francia, il primo filtro individua circa 19 milioni di veicoli, pari al 54% del parco circolante, con utilizzi compatibili con le caratteristiche ipotizzate.
Quanto alla destinazione delle vendite, circa il 40% delle nuove vetture andrebbe a sostituire automobili nuove dei segmenti A e B, mentre il restante 60% sostituirebbe acquisti di vetture usate. Il saldo netto potrebbe quindi tradursi in circa 1,5 milioni di auto nuove aggiuntive ogni anno, pari a un incremento del 12% rispetto agli attuali volumi europei e sufficiente, secondo lo studio, a compensare quasi metà della contrazione registrata tra il 2019 e il 2024.
Il prezzo d'acquisto viene indicato come uno dei principali ostacoli alla diffusione delle BEV. In Francia, la quota delle auto nuove acquistate dal 60% delle famiglie con redditi più bassi è scesa dal 43% del 2019 al 32% del 2025. Lo studio segnala inoltre oltre 7 milioni di persone residenti nelle aree periurbane considerate in situazione di precarietà della mobilità.
Per FNH e IMT, l'accessibilità economica potrebbe migliorare anche attraverso il mercato dell'usato. Una vettura elettrica da 15.000 euro rivenduta dopo cinque anni potrebbe avere, secondo l'analisi, un costo complessivo inferiore a quello di una vettura termica di segmento B con oltre 15 anni di anzianità, pur offrendo dotazioni più moderne e una maggiore protezione dalla volatilità dei prezzi dei carburanti.
Nel complesso, lo studio stima che queste vetture potrebbero arrivare a sostituire 14 milioni di veicoli nell'UE entro il 2035, circa il 6% del parco circolante, e fino a 63 milioni nel lungo periodo, pari a quasi il 29%, con la progressiva diffusione dell'usato e l'abitudine a questo tipo di automobile.
Anche l'impatto ambientale viene quantificato. La sostituzione di una vettura termica di segmento B con dieci anni di anzianità con una delle elettriche ipotizzate ridurrebbe di un fattore compreso tra 3 e 3,5 le emissioni di gas serra associate a produzione e utilizzo, a parità di percorrenza. La sostituzione di auto elettriche A e B più pesanti permetterebbe inoltre di ridurre i consumi elettrici del parco di circa 26 TWh all'anno dal 2035, circa l'1% dei consumi elettrici attuali dell'UE.
La minore capacità delle batterie avrebbe effetti anche sulla domanda di materie prime: lo studio stima circa 6.000 tonnellate di litio risparmiate ogni anno, equivalenti a 52 GWh di capacità di batterie che non sarebbe necessario produrre.
L'impatto occupazionale sarebbe invece contenuto: la produzione europea di 3 milioni di queste vetture all'anno genererebbe circa 7.000 posti di lavoro aggiuntivi, anche perché una parte consistente della produzione sostituirebbe quella esistente nei segmenti A e B e le relative linee produttive sono fortemente automatizzate. Secondo lo studio, questo saldo occupazionale dipenderebbe inoltre dall'eventuale introduzione di incentivi pubblici vincolati a requisiti di contenuto locale.
Il tema è già presente nei piani di alcuni costruttori. Stellantis ha annunciato nel maggio 2026 l'intenzione di preparare una gamma di auto elettriche commercializzate sotto i 15.000 euro a partire dal 2028, mentre a settembre Dacia ha presentato una nuova Spring con prezzo di 17.900 euro prima degli incentivi.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAh, un trabiccolo con quelle caratteristiche dovrebbe costarne 10, non 15.
Ah, un trabiccolo con quelle caratteristiche dovrebbe costarne 10, non 15.
nel 2026 un'auto con quelle caratteristiche sarebbe anche corretta a 15.000 euro, ma stai guardando il dito e non al luna..., in Italia il problema sono gli stipendi fermi da 10 che fanno sembrare qualsiasi prezzo sproporzionato
Dai giù un'auto a 15k€ è quasi sempre una ciofeca che sulla carta la gente comprerebbe peccato che si immaginano una nave spaziale invece di quello che realisticamente potrebbe essere.
Ah, un trabiccolo con quelle caratteristiche dovrebbe costarne 10, non 15.
Magari con gli ecoincentivi ci arriva
Se è come la Twingo possono tenersela.
Chissà quale sarà il risultato…
Batterie con misure standard sostituibili al volo al "distributore" di batterie, quindi la proprietà e la ricarica della batteria non è più affare del proprietario del veicolo , paga solo l'energia e il noleggio della batteria.
Risolto il problema delle colonnine,risolto il problema dell' autonomia,risolto il problema del degrado delle batterie.
Il problema è che poi le case automobilistiche non guadagnerebbero fiumi di soldi come fanno adesso con le termiche o con le elettriche.
Fra l'altro ci sono elettriche che hanno fatto anche un milione di km senza avere chissà che problemi,magari ammortizzatori e parti meccaniche da sostituire come le tecniche ma problemi di motore e affini, praticamente ridotti a zero,questo per le case automobilistiche è un male perché guadagnano montagne di soldi dai ricambi.
Frequentando l'officina di auto termiche di un mio amico,mi sono reso conto che le auto termiche odierne sono fatte con lo sputo,si rompono facilmente,i pezzi di ricambio durano poco ed è una spesa continua ,se spendi 15 mila euro di auto nuova,nei 10 anni che la tieni, mediamente ne spendi altri 10 mila o 15 mila in ricambi, perché, fatalità,quel pezzo si rompe dopo 3/4 anni e così via,pezzi che nelle auto vecchie non si rompevano mai.
Bisognerebbe fare una raccolta firme da mandare in Europa,tanto da dare un segnale alle lobby,come ci siamo riusciti per il caricabatterie USB C che pure Apple ha dovuto usare,come siamo riusciti a imporre la riparabilità degli oggetti per sconfiggere un po' di obsolescenza programmata,potremmo riuscirci anche con le batterie sostituibili e con standard unici obbligatori.
Alla fine una buona auto elettrica costerebbe toh, 10 mila euro,poi la batteria viene caricata e manutentata ,controllata e rigenerata dai distributori,basterebbe mettere una specie di bollo per il noleggio e che ne so,due o 3 euro al cambio con batteria già carica e relativo costo della ricarica.
In questo modo si potrebbero ricaricare le batterie con la giusta corrente e magari con l'aiuto delle rinnovabili.
Con questa tecnica, probabilmente non sarebbe necessario caricare la batteria tutti i giorni,se l'autonomia è di 500 km ad esempio,per una persona che va a lavorare e fa 15 km di andata e 15 km di ritorno,la batteria potrebbe durargli tutta la settimana prima di andare dal distributore e se dovesse finirla prima,la cambia al volo e la psicosi da ricarica passa totalmente.
Uno studio francese valuta il potenziale di una piccola auto elettrica europea venduta sotto i 15.000 euro, con batteria da 15-22 kWh, autonomia reale fino a 200 km e velocità massima di 110 km/h. Secondo l'analisi, il mercato potrebbe raggiungere 3 milioni di vetture annue, riducendo consumi, emissioni e impiego di materiali.
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Sarà un'auto imbarazzante tipo la Spring...
Ai miei occhi sono come le Casalini che giravano negli anni '90, una roba offensiva per chi, non dico ami le auto, ma abbia un minimo di buon gusto.
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