Test ride con Gowow Ori: elettrico e off-road vanno incredibilmente d'accordo
di Massimiliano Zocchi pubblicato il 14 Novembre 2025 nel canale Mobilità Elettrica
Abbiamo provato per diversi giorni una new entry del mercato italiano, la Gowow Ori, una moto elettrica da off-road, omologata anche per la strada, che sfrutta una pendrive USB per cambiare radicalmente le sue prestazioni
Come abbiamo spiegato in diversi articoli di recente, il mercato delle due ruote continua a proporre moto elettriche, ma con maggiore attenzione a specifiche categorie. Elettrico fa spesso rima con moto leggere, urbane, facili da guidare anche per i principianti, e questa declinazione va d'accordo anche con il settore delle moto da off-road.
Sul nostro mercato si è affacciato da poco un nuovo marchio: Gowow. Di origine cinese, come molti dei brand appena nati, ma già con un importatore ufficiale italiano, Gowow ci ha permesso di provare la sua moto elettrica per diversi giorni. Parliamo della Ori, che ora è disponibile anche in versione omologata, quindi con tutte le prescrizioni per essere legale come ciclomotore L1e, con velocità massima di 45 km/h, ma che in realtà nasconde un'anima ben più potente, da scatenare al di fuori delle aree e strade pubbliche. Come è possibile, e come ci siamo trovati, lo potete scoprire nel nostro video:
Una moto, due anime
La Gowow Ori è una moto elettrica lunga 1,9 metri, con altezza della sella di 89 cm, per un peso di 73 kg. Il telaio è in alluminio forgiato 6061, come si può ben vedere dalle numerose parti scoperte, materiale utilizzato anche per molti dettagli come pedivelle, manubrio e supporti vari. Formalmente è un cinquantino, anche se la potenza di picco arriva a 5 kW, con coppia di 420 Nm, il tutto alimentato da una batteria al litio da 2,83 kWh, con funzionamento a 73 volt.

Andiamo subito a uno dei punti cruciali di questo modello. Gowow, con la vendita della moto, fornisce anche una pendrive USB (molto piccola) che è possibile collegare a un cavo nascosto sotto la sella. Questa chiavetta non fa altro che caricare nel sistema una mappatura diversa, per cui la Ori diventa più potente, più veloce, come la sua controparte non omologata per la strada, con un picco di 9 kW. La velocità massima può quindi aumentare fino a 100 km/h, e il cambio di erogazione si sente tutto: in accelerazione massima praticamente si impenna. Ci vengono in aiuto le diverse regolazioni che abbiamo sia a manubrio, sia su app, per ammorbidire l'accelerazione, e modificare il comportamento della moto sulle diverse superfici.

Facciamo però un passo indietro. Senza "chiavetta magica" la Ori Omologata si comporta come un ciclomotore elettrico, anche se l'accelerazione da fermo è davvero bruciante. Una volta raggiunti i 45 km/h si avverte che il motore potrebbe fare molto di più, ma è strozzato elettronicamente. Questo permette di avere una guida molto divertente anche in configurazione limitata, senza però eccedere nella velocità, e pienamente all'interno delle regole del codice della strada.

Sterrato e fango sono il suo pane
Chiaramente il suo ambiente preferito è l'off-road, dove forcella (con trattamento Kashima) e ammortizzatore si comportano molto bene, ed è possibile anche intervenire sulle regolazioni per meglio adattare la moto alle proprie preferenze. Il motore è centrale, con trasmissione finale a catena, e la batteria è alloggiata il più in basso possibile. Così i principali pesi sono concentrati nella parte bassa, mantenendo il baricentro basso e favorendo i cambi di direzione rapidi. La sella è lunga, può ospitare due persone, ma torna utile anche per divertirsi da soli, consentendo di cambiare posizione in base allo stile di guida ed ai percorsi. Gli pneumatici, Anteriore 70/100.19, Posteriore 3.50-18, sull'asfalto soffrono un po' di mancanza di aderenza, per la tassellatura profonda, ma in off-road sono una sicurezza.

L'autonomia è data fino a 100 km, ma la sensazione è che questo dato sia basato sul solo uso come ciclomotore. Verosimilmente con la potenza sbloccata ci si può attendere almeno un 30% in meno. Il Display è semplice e monocromatico, con tutte le indicazioni principali ben visibili, comprese mappature e curve di accelerazione e rigenerazione. La moto si può attivare con un kill switch magnetico, che si sgancia in caso di cadute e disattiva il motore. Molto utile la piccola leva nascosta sul lato sinistro del manubrio, che serve a dare un boost di accelerazione in partenza.

App smart e ricarica facile
Parlando invece dell'aspetto della ricarica, purtroppo è obbligatorio rimuovere la sella, poiché la presa a cui collegare il caricatore esterno si trova sotto di essa. Come in altre moto, il caricatore non è integrato nella moto per non incidere sul peso, anche se quello della Ori è sicuramente più compatto e leggero rispetto a caricatori di altri marchi. Una volta messa in carica la moto, troviamo subito l'indicazione della percentuale sia sul display, sia sul caricatore. L'assorbimento dalla rete è contenuto, solo 1 kW, ma dall'app volendo possiamo ulteriormente ridurre questo valore, nel caso volessimo ricaricarla integralmente da un piccolo impianto fotovoltaico, o per altri fabbisogni elettrici nell'abitazione. La batteria è rimovibile, e quindi può essere estratta e ricaricata in casa o sul posto di lavoro. La maniglia di estrazione è comoda, ma attenzione al peso, che non è propriamente piuma.

Molto comoda e ben fatta l'applicazione, anche in questo caso meglio di tante app del mondo automotive. Oltre alle impostazioni sulla mappatura, di cui abbiamo già parlato, troviamo i parametri della batteria, le statistiche di tempo e spazio percorsi, velocità massima raggiunta e pendenza massima affrontata. Il collegamento con la moto avviene tramite connessione Bluetooth, quindi non è possibile intervenire da remoto.

Avevamo iniziato questa prova con un po' di scetticismo, ma in realtà alla fine di circa due settimane ci è dispiaciuto dover restituire la Ori. I viaggi urbani sono confortevoli e dinamici, e usata al suo massimo potenziale offre davvero tanto divertimento, e una notevole facilità di guida, ottima anche per i principianti. Il fatto poi che la mappatura sia modificabile esclusivamente con la chiavetta originale offre anche un comodo controllo parentale per chi volesse dare in mano questa moto a un minorenne. Ancora una volta dobbiamo sottolineare la bontà del binomio moto leggere-elettrico.

La Gowow Ori è disponibile sul sito di Gowow Italia, ad un prezzo di listino di 7.000 euro, IVA e messa su strada incluse, con 3 anni di garanzia. Al momento gli incentivi statali per le due ruote sono esauriti, ma in caso di nuovi fondi il prezzo incentivato sarebbe di 4.900 euro, con consegna a domicilio.







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48 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa… no, sarebbe stato davvero complicato.
O, come in questo caso, badando a farli il più possibile brutti.
Guarda, senza dubbio si.
Ma questa è una valigia con due ruote.
Va bene tutto ma per partorire sto cesso manco ci hanno provato a renderla un filo più gradevole
Queste sono elettriche ma non fanno vomitare.
https://www.ktm.com/it-it/models/el...reerideexc.html
https://starkfuture.com/it-IT/products/stark-varg-ex
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A parte che costano il doppio, ma credo che il target sia completamente diverso.
IMHO a parte specchietti/manubrio(che con After market solitamente riesci a personalizzare) a me quelli linee essenziali non dispiacciono.
Ma questa è una valigia con due ruote.
Va bene tutto ma per partorire sto cesso manco ci hanno provato a renderla un filo più gradevole
Magari ci hanno provato ma all'estetica hanno preferito una maggiore protezione del pacco batterie, dato che essendo off-road sono piu' propensi ad essere colpiti da pietre ed altro, e sappiamo tutti cosa si rischia con una batteria danneggiata...
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