Renault 5 elettrica al giudizio definitivo: solo stupore iniziale o premi meritati?
di Massimiliano Zocchi pubblicato il 01 Agosto 2026 nel canale Auto Elettriche
Dopo più di un anno dal primo test drive ci siamo rimessi al volante della Renault 5 E-Tech Electric, questa volta utilizzandola come prima auto per circa due settimane. Scoprite con noi se il progetto convince ancora
Dopo il primo contatto avuto in occasione del lancio internazionale (qui trovate il video girato in quell'occasione), siamo tornati a mettere le mani sulla Renault 5 E-Tech Electric, questa volta per una prova estesa su più giorni, utilizzandola come una vera auto di tutti i giorni. Se nel primo test la vettura era di colore verde, questa volta la abbiamo provata in giallo, colore davvero iconico per questo modello: fu proprio con questa tonalità che la Renault 5 venne presentata fin dal prototipo, e l'accostamento con il nero a contrasto — minigonna inferiore, tettuccio e il filo rosso a tutta lunghezza — risulta particolarmente riuscito.
Qui leggerete dunque non solo un riepilogo delle specifiche tecniche, ma anche le considerazioni scaturite da un uso prolungato, proprio per andare un po’ oltre le semplici impressioni ottenute dopo il test drive internazionale. Ovviamente trovate tutto riassunto nel nostro video dedicato:
Design: un progetto di sicuro successo
Non è un caso che la Renault 5 E-Tech Electric abbia conquistato il titolo di Auto dell'Anno: si tratta di uno dei design più convincenti degli ultimi anni. Al posteriore spiccano i lettering della marca e del "5" incollati, così come i fari con elementi tridimensionali a vista, senza copertura esterna.
Lateralmente, la compattezza è uno dei punti di forza: con soli 3,92 m di lunghezza, la vettura risulta agilissima in città, pur senza rinunciare allo spazio interno, come vedremo più avanti. La porta di ricarica è posizionata sul lato sinistro anteriore e nasconde una presa Combo CCS capace di ricaricare in corrente continua fino a 100 kW.
Un dettaglio scenografico riguarda la "presa d'aria" anteriore che richiama la storica R5: oggi è un display che si illumina progressivamente durante la ricarica, mostrando il livello della batteria anche dall'esterno.

Durante i giorni di prova, abbiamo incontrato esemplari di ogni colorazione, confermando il successo commerciale del modello, particolarmente marcato in Francia. Va inoltre chiarito un dubbio ricorrente: gli ingegneri Renault hanno confermato che le proporzioni della vettura, sia esterne che interne, sono possibili solo grazie alla piattaforma elettrica AmpR e non prevedono alcuna variante termica.
La piattaforma AmpR Small e la batteria da 52 kWh
Alla base della Renault 5 E-Tech Electric c'è l'architettura AmpR Small, evoluzione della piattaforma CMF-B EV sviluppata da Ampere, la divisione Renault che era dedicata ai veicoli elettrici, e che ha debuttato proprio con questo modello prima di essere condivisa con Renault 4 E-Tech Electric, con cui condivide circa il 68% dei componenti. Si tratta di un'architettura pensata fin dall'origine per la propulsione elettrica, che riprende la parte anteriore della piattaforma CMF (la stessa della Clio) fino al montante A, per poi adottare componenti completamente nuovi nella parte posteriore, con sospensioni McPherson all'avantreno e schema multilink al retrotreno.

Sul fronte batteria, entrambe le versioni disponibili adottano una chimica NMC (nichel-manganese-cobalto), una tecnologia più tradizionale rispetto alle celle LFP, scelta da Renault per garantire una buona densità energetica in un pacco compatto e relativamente economico da produrre. La particolarità costruttiva riguarda l'organizzazione in moduli di grandi dimensioni, una soluzione che si avvicina al concetto di cell-to-pack e che riduce il numero di componenti: la batteria da 40 kWh utilizza 3 moduli, mentre quella da 52 kWh ne integra 4, per un peso complessivo del pacco di circa 297 kg contro i 237 kg della versione più piccola. Il pacco batterie è alloggiato sotto il pianale, in una configurazione ribassata che consente di mantenere una seduta solo leggermente sopraelevata rispetto a una city car tradizionale, contribuendo comunque ad abbassare il baricentro complessivo della vettura e migliorarne la stabilità di marcia.

Interni: qualità dei materiali e qualche piccola incongruenza
A bordo si ritrova il consueto doppio display Renault, con Apple CarPlay (o Android Auto) che si collega automaticamente. Il quadro strumenti dietro il volante offre diverse configurazioni: dalla mappa a schermo quasi intero, al riepilogo degli ADAS, fino alla visualizzazione centrata sulla velocità.
Le modalità di guida (Eco, Comfort, Sport) cambiano anche la colorazione delle luci ambientali dell'abitacolo — verde smeraldo per Eco, giallo per Comfort, rosso per Sport — un dettaglio curato e ben eseguito.

I materiali convincono: ampio uso di tessuti in stile denim, giallo e grigio con il logo "5" sugli schienali, abbinati a simil pelle sui fianchi dei sedili. Il tessuto risulta particolarmente comodo nei giorni di caldo estremo, evitando l'effetto "appiccicoso" tipico della pelle.
Qualche riserva riguarda invece la ricchezza (forse eccessiva) di leve al volante: oltre alla leva del cambio, integrata comodamente al piantone, resta una leva separata per il comando multimediale che appare superflua e piuttosto datata nel concetto.
Tra gli accessori disponibili, abbiamo trovato a bordo un simpatico (e molto francese) cestino porta-baguette.
Abitabilità e bagagliaio
Nonostante le dimensioni compatte, i posti posteriori si sono rivelati sorprendentemente vivibili anche per un passeggero alto 1,90 m seduto dietro un guidatore di pari statura — una combinazione non scontata. Lo spazio per le gambe è limitato ma sufficiente, e i piedi trovano comodamente posto sotto il sedile anteriore. Capiamoci, non si tratta di un’auto da utilizzare con comodità per più ore in queste condizioni (in quel caso sarebbe meglio la Renault 4), ma per brevi viaggi con più occupanti non ci sono problemi.

Il bagagliaio dichiara 326 litri di capacità, con un vano di carico regolare e ben sfruttabile. I sedili posteriori si ribaltano con schema 40/60 tramite comode cordine, rendendo l'auto adatta anche al trasporto di oggetti voluminosi, come testato dalla redazione durante il trasporto di scatoloni ingombranti. La Renault 5 è stata messa alla prova anche con la classica spesa di famiglia, rivelando un vano di carico ben più che sufficiente per compiti ordinari.
Su strada: piacere di guida e consumi reali
La versione provata è quella con motore da 150 CV e batteria da 52 kWh, la combinazione più equilibrata rispetto alla variante base da 40 kWh. Il peso della vettura si attesta attorno ai 1450 kg, contenuto per una elettrica, complice anche la compattezza generale.
Guidando sempre in modalità Sport, senza particolari accorgimenti nello stile di guida, i consumi medi rilevati sono stati di circa 16 kWh/100 km, in un misto di percorsi urbani, extraurbani e autostradali. Questo si traduce in un'autonomia realistica di circa 350 km in uso misto, che può superare i 400 km in contesti prevalentemente urbani.
La ricarica rapida a 100 kW consente di passare dal 20 all'80% in circa 15-20 minuti, mentre una ricarica completa da batteria scarica richiede poco più di mezz'ora.

Dal punto di vista dinamico, il baricentro basso conferito dalla batteria garantisce un'ottima tenuta di strada, superiore — secondo la comparazione della nostra esperienza — a quella della Renault 4 con la stessa base tecnica, e più vicina al comportamento della nuova Twingo E-Tech Electric. Lo scatto da 0 a 100 km/h si compie in circa 8 secondi, con velocità massima autolimitata a 150 km/h; più significativo, per l'uso quotidiano, lo spunto brillante e le riprese intermedie.
La frenata rigenerativa, priva di paddle regolabili al volante su questa versione (in arrivo con un futuro aggiornamento), risulta comunque ben calibrata utilizzando la modalità "B", con un rallentamento naturale e progressivo.
Anche in autostrada, sempre in modalità Sport e a velocità di codice, l'auto si è dimostrata silenziosa a sufficienza e priva di criticità con i sistemi ADAS, con un'autonomia stimata di circa 300 km in queste condizioni.
La funzione V2L: energia anche fuori dall'auto
Tra le dotazioni più interessanti figura la funzione Vehicle-to-Load (V2L), che tramite un adattatore dedicato trasforma la batteria dell'auto in una fonte di energia portatile, utile per alimentare piccoli elettrodomestici in campeggio o, come dimostrato durante la prova, per ricaricare una e-bike o persino un'altra auto elettrica in caso di emergenza (a una potenza contenuta di circa 2 kW).
Questa funzione, sebbene ormai presente in molte auto elettriche in commercio, non è ancora entrata del tutto nell’immaginario comune, e si fatica a comprenderne l’innovazione. In realtà può risultare utile in diversi contesti, come le escursioni, il camping, le attività di cantiere, o anche banalmente per scambiare energia tra due auto di proprietà, nel caso solo una delle due sia stata ricaricata presso una colonnina, e non si voglia gravare sull’impianto di casa.

In conclusione la nostra prova di lunga durata non solo ha confermato le prime impressioni di diversi mesi fa, ma le ha ulteriormente rafforzate. L'apprezzamento per lo stile che Renault ha scelto per questa vettura non era frutto del solo stupore iniziale, ma a distanza di molto tempo il design non stanca e continua ad essere piacevole.
Al tempo stesso le proporzioni rese possibili dalla piattaforma elettrica permettono un'auto compatta ma utilizzabile in molti contesti, senza troppe rinunce. Sul lato tecnico la casa francese ha messo tutto il suo know-how, ed in particolare per quanto riguarda la batteria dimostra che auto piccola non significa per forza anche batteria piccola. La nostra opinione finale è che il premio vinto come Car of The Year non sia solo frutto di "politica" nel mondo automotive, ma nasca effettivamente dalla solidità di un progetto nato bene, e sviluppato ancora meglio.







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33 Commenti
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Io ho avuto a disposizione la versione Roland Garros della R5 perchè pensavamo di comprarla e dopo una giornata abbiamo lasciato stare per il pessimo feedback di guida causato dallo sterzo progressivo in uscita di curva e l’eccessivo “impuntamento” causato dall’accoppiata “sterzo”+”trazione anteriore” in caso di uscita aggressiva dai tornanti/curve strette
Per il resto è una bella macchina, ben fatta dentro e molto bella fuori.
Per la città era la nostra prima scelta visto costi/consumi e qualità complessiva
È la versione economica della A290
Secondo me non era venuta male come auto e si trova a prezzi anche onesti in certe concessionarie peccato per il pessimo feedback dello sterzo
Una cosa che non capisco è perché uno dovrebbe voler modificare il recupero dell'energia in frenata, non ne capisco il senso.
Lascio a chi mi legge l'onere di verificare le fonti reali di queste sintesi:
Secondo brave Search:
[SPOILER]
Consumi e Autonomia Reale
Alto consumo in inverno: In condizioni fredde, i consumi possono superare i 20 kWh/100 km, riducendo l'autonomia reale a circa 250 km o meno.
Prestazioni in autostrada: I test su strada hanno rilevato un'autonomia di soli 193 km a 130 km/h e circa 225 km a 110 km/h, valori significativamente inferiori alle aspettative per la categoria.
Efficienza: Anche in condizioni ideali (11-12,5 kWh/100 km), l'auto è stata criticata per consumare più di alcune rivali dirette come la Tesla Model 3 o la Mégane E-Tech in versioni meno potenti.
Comfort e Spazio
Spazio posteriore: L'abitacolo posteriore è considerato limitato per adulti, con sedili che compromettono ulteriormente lo spazio per le gambe.
Ergonomia: Il piantone dello sterzo è descritto come troppo affollato di comandi (devio luci, satellite radio, leva cambio), costringendo a distogliere lo sguardo dalla strada.
Visibilità: La silhouette retrò comporta angoli ciechi significativi e un lunotto quasi inesistente quando i poggiatesta sono alzati.
Rumorosità interna: Sebbene l'insonorizzazione sia generalmente elogiata, a 130 km/h si notano fruscii aerodinamici.
[/SPOILER]
Google search:
[SPOILER]
Consumo in autostrada: l'autonomia cala notevolmente nei viaggi autostradali a 130 km/h (circa 193 km rilevati con la batteria da 52 kWh).
Assetto rigido: le sospensioni risultano un po' secche e rigide quando si affrontano le buche cittadine.
Climatizzazione energivora: l'uso del clima influisce in modo sensibile sul consumo energetico generale.[/SPOILER]
Alcuni presunti difetti sembrano comuni alle elettriche in generale, in particolare la divergenza tra autonomia "ufficiale" e quella in specifiche condizioni di guida, generalmente molto meno rassicurante.
Poi prendete 50 km di autostrada e fate fuori il 200% della batteria che avreste consumato "in uso misto".
Non se ne esce da questi racconti fantasiosi di macchinette senza senso, che sono buone solo come seconda macchina per andare a fare la spesa e costano più di una golf di 10 anni fa.
Ma in quale universo quelle due auto sono dirette rivali della Renault 5?
bella è bella, ma senza la colonnina in garage, almeno dalle mie parti, non sarebbe possibile. forse potrei ricaricare a lavoro, non ho ancora capito se le colonnine del parcheggio funzionano oppure no... però per adesso mi tengo la vecchia, se avessi spazio la honda civic mi ispira di più della tesla model 3, questa purtroppo sarebbe carina come seconda auto, ma a quel punto la twingo avrebbe più senso, anche se l'autonomia scende ulteriormente
Prezzo e autonomia vengono dopo.
Segmento "D" significa che l' auto è lunga da 4,5 a 5 metri e segmento "B" che è lunga da 3,7 a 4,2
La lunghezza può essere un parametro di scelta, come il prezzo e l'autonomia, quale venga prima è questione di esigenze personali.
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